Venezuela, la laguna di Canaima. Salto Angel

Siamo a Novembre del 2004, appena reduce dal mio viaggio di nozze in Argentina e Cile e mi ritrovo invece a descrivere parte di un fantastico viaggio del 1999 che e’ mi rimasto nella memoria. Ho la fortuna di aver ...

  • di Lavinia Ciucci
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Siamo a Novembre del 2004, appena reduce dal mio viaggio di nozze in Argentina e Cile e mi ritrovo invece a descrivere parte di un fantastico viaggio del 1999 che e’ mi rimasto nella memoria. Ho la fortuna di aver visto mezzo mondo a 35 anni, ma un posto del genere e’ assolutamente unico: il Venezuela, una meta particolare e poco visitata.

Un tour organizzato con il Tucano e' durato circa 18 giorni, dalla citta’ andina di Merida alle pianure Llanos, sino alla Gran Sabana ed infine un salto al mare a Los Roques.

Cio’ che ci ha colpiti di piu’ e’ stato il Capodanno trascorso nella Gran Sabana, piu’ esattamente nella Laguna di Canaima, alle pendici della famosa Cascata dell’Angelo o Salto Angel, come la chiamano da quelle parti i locali, la caduta d’acqua più alta del mondo, quasi 1.000 metri.

Circondati da uno scenario antico piu’ di 2 miliardi di anni, dove ti aspetteresti di vedere un dinosauro da un momento all’altro, con i tepui, montagne ancestrali dalla cima piatta a fare da cornice, siamo giunti nel piccolo villaggio di Canaima, alla ricerca di Thomas. Segnalatoci dalla Lonely Planet, il piccolo omino indios, amico di Oliver Stone, un personaggio al limite del mito, lo abbiamo rintracciato tra la folla e con lui abbiamo deciso di visitare il giorno successivo , e non con il nostro tour operator, anche se pre-pagato, i dintorni e la cascata.

Mai scelta fu piu’ giusta. All’alba siamo partiti con un piccolo aereo locale da Canaima per il villaggio di Kavac e li’ abbiamo visitato in 4 piu’ Thomas un canyon ricolmo d’acqua , scavato nella gola di uno dei tepui, abbiamo fatto il bagno e mangiato uno snack a base di frutta appena colta. Semi bagnati ci siamo rimessi in aereo e pregando il buon dio di farcela vedere (siamo venuti dall’Italia quasi solo per lei) abbiamo preso il volo per Salto Angel. In una marea di nubi che coprivano i tepui e venti di media quota abbiamo sorvolato la zona per ben due volte quando delusi, ma decisi a rientrare, il pilota esperto l’ha scorta in uno squarcio di sole. Era lei, una cascata d’acqua elegante: dal piatto tepui le forti piogge originano questo breve corso d’acqua, scoperto da una famiglia inglese caduta con il proprio aereo proprio li’ a fine 800, che precipita ad angolo retto per 980 metri , di cui gli ultimi vaporizzandosi, nel Rio Caroni’. E’ la cascat adella pubblicita’ Sector No Limits, con P. De Gayardon che si getta con orologio e paracadute nel vuoto. Si scorgevano le barche di qualche altro pazzo che aveva deciso di risalire in 2 gg il fiume per vederla da sotto. Fantastico, alla faccia di chi dall’Italia ci ha predetto che non l’avremmo mai vista.

Al rientro a Canaima Thomas ci ha regalato una passeggiata al tramonto (tutto rosa) in barca sotto le sue cascate, tra cui il bellissimo Sapo , dove lui ha vissuto come eremita per circa 11 anni.

Nel frattempo quelli del tour operator, scoperto che i suoi ospiti avevano preferito fare la gita con Thomas piuttosto che con loro, ci hanno disancorato la barca dall’isola nella laguna ove eravamo e ci hanno reso impossibile il ritorno. Con Thomas che chiamava alla radio la polizia locale , che non rispondeva (Tienda Tienda...Adelante..Adelante..) non abbiamo potuto fare altro che trascorrere la notte a casa sua. La casa? Un accampamento di amache all’aperto ove Thomas solitamente ospita i turisti piu’ intrepidi (tedeschi ed olandesi). La cena (a base di piranha di fiume) cucinata dalla sua amabile moglie ragazzina (Thomas 62 anni, lei 20), la zanzariera umana per evitare l’attacco degli insetti, i racconti in spagnolo di quando Thomas conobbe Oliver Stone e lo porto’ in giro a Salto Angel per girare spezzoni di film ed infine la vendita della nostra telecamera, acquistata a Roma per 1500 dollari e rivenduta a Thomas a 2000 euro, che ce la chiedeva con insistenza. Di notte, sotto il rumore incessante della cascata mi sono alzata per fare pipi’..Nel buio non trovando il bagno mi sono accovacciata vicino ad una cosa scura..Ho scoperto piu’ tardi che era la tomba di un russo, il vecchio proprietario della isoletta che si era fatto seppellire li’. La mattina alle 6.00 la nostra canoa era li’ come per magia. Rientrati nell’hotel a 5 stelle, una doccia toccasana e via verso l’aeroporto , con una tristezza infinita! Ma eccolo il piccolo uomo, era stato di parola, era venuto a portarci i dollari contanti per la telecamera. Una foto, un abbraccio affettuoso ed un pizzico di invidia per i nuovi turisti che lui stava aspettando ma...Un urlo alla radio , Thomas con le mani nei capelli ‘Son mi turistas, son mi. Oh Dios!’ ..Il piccolo aereo che li portava a Salto Angel era caduto nella radura circostante...Ma per fortuna solo tanto spavento ed un grazie alla vegetazione che li aveva protetti Abbiamo ripensato al rischio che avevamo corso il giorno prima...Ne e’ valsa la pena! Anche perche’ lo possiamo raccontare.

Due anni fa navigando su Internet ho scoperto che Thomas e’ morto per un incidente, ora c’e’ il figlio che fa il suo lavoro. A chi dovesse andare da quelle parti consigliamo la Thomas Bernal Tour. Sicuramente unica.

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