La Gemma verde dell'oceano indiano

La nostra vacanza inizia venerdì sera, 26 gennaio, raggiungendo Malpensa per imbarcarci sul volo Blue Panorama che alle 21.40 decolla per Zanzibar. Volo notturno, posti strettini, quindi dormire poco o male. Che mazzata! Intorno alle 6.00 la “sveglia” in aereo, ...

  • di Rio2210
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

La nostra vacanza inizia venerdì sera, 26 gennaio, raggiungendo Malpensa per imbarcarci sul volo Blue Panorama che alle 21.40 decolla per Zanzibar. Volo notturno, posti strettini, quindi dormire poco o male. Che mazzata! Intorno alle 6.00 la “sveglia” in aereo, giusto in tempo per avere una memorabile vista del maestoso monte Kilimanjaro innevato, prima dell’atterraggio a Zanzibar il sabato mattina alle ore 7.45 locali (+2 ore rispetto all’Italia).

Non so se sia stato peggio essere accolti dal caldo, anche se nuvolo, o l’impatto con la realtà dell’aeroporto...! Dopo aver versato l’obolo di 50 $ per il visto di ingresso, la solita storia per il ritiro bagagli al banchetto: ti sussurrano di dare mancia per non farti controllare la valigia (per inciso, non ho visto nessuno a cui l’abbiano aperta) mentre un poliziotto in divisa gira con una manciata di euro... Io mi defilo ed evito l’offerta. Ti chiedono qualcosa anche quelli che ti passano la valigia, ma qui con un deciso ritiro non scucio nulla. Poi fuori basta che ti tieni stretto il bagaglio e segui le indicazioni dell’incaricato del tour operator, e fila via tutto liscio. È vero comunque che non sono particolarmente insistenti.

E così alle 8.30 si parte per Nungwi, a nord dell’isola. Intanto, nell’oretta di viaggio, ci si fa un’idea della vita al di fuori dei paradisi turistici, attraversando dapprima la periferia di Stone Town, il capoluogo, e poi altri paesini: vivere la giornata con poco o nulla, in case a dir poco fatiscenti di rozzi mattoni o spesso di fango, con rudimentali serramenti. Gente umile ma pronta al sorriso, sperando di ottenere qualche dollaro o regalino, specialmente i bambini. E in giro tanto tanto disordine e pattumiera, il tutto in una cornice di rigogliosa vegetazione di altissime palme, banani, grandi baobab e altri alberi e arbusti. Le strade, come è facile immaginare, non sono il massimo, manto disconnesso, pieno di buche.

Il parco mezzi è il trionfo di vecchi e scalcinati modelli di importazione giapponese e motocicli.

Dopo un ultimo tratto di sterrato, eccoci verso le 9.30 varcare la soglia di un altro mondo: siamo alla Gemma dell’Est, un’oasi paradisiaca ai margini del purgatorio! Dopo un veloce benvenuto e le consuete informazioni generali, ci assegnano le camere, cosa molto rapida essendo in pochi nuovi arrivati.

Ci viene assegnata un’inserviente che ci accompagna e qui la sorpresa: camera in villa, vicino al ristorante principale, a pochi metri da quella presidenziale.

Sono ville formate da 4/5 camere, una cucina, una camera di servizio e salone comune con tavolone, divani, luci soffuse, fiori freschi e profumi. Una delle 4 stanze è la nostra, la 451. La porta si palanca e un profumo di spezie ci assale. Che meraviglia! Letto a baldacchino con zanzariera, mobili in legno makuti, frigobar ben fornito, vassoio sempre a disposizione con infusi vari, bagno in marmo, doccia per due, rubinetterie, sanitari e diffusori di profumo italiani... tutto però molto sobrio ed elegante. Ma noi avevamo prenotato una standard...! Beh, va benissimo così!!! Il tempo di disfare i bagagli e, attraversando un’impeccabile giardino tropicale con varietà di piante provenienti da mezzo mondo (con tanto di cartellino esplicativo), tra sentieri, scalinate e passatoie arriviamo in spiaggia. Sabbia corallina, fine, bianchissima, accecante sotto il sole a picco. Ti accolgono gli inservienti che a seconda della palma o del lugo che scegli, ti portano sdraio o ombrellone. Abbiamo ancora qualche difficoltà a capacitarci di tanto splendore, pensando soprattutto a quel che avevamo visto lungo la strada

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