Settemila chilometri a zonzo per l'OVEST-USA

21-22settembre. Partenza da Roma ore 11,45 con quaranta minuti di ritardo, British Airways, ma tutto sommato si arriva perfettamente in orario a Los Angeles la sera stessa alle 21 circa. Ci accoglie un pessimo Motel6, economico ma non adeguato alle ...

  • di kris&lapo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

21-22settembre. Partenza da Roma ore 11,45 con quaranta minuti di ritardo, British Airways, ma tutto sommato si arriva perfettamente in orario a Los Angeles la sera stessa alle 21 circa. Ci accoglie un pessimo Motel6, economico ma non adeguato alle nostre aspettative. La mattina si inizia la nostra seconda avventura americana, esattamente un anno dopo la prima memorabile nel New England. Los Angeles ci accoglie con la Hollywood Boulevard, costosissima per i parcheggi, affollatissima dai turisti. Con la camminata delle stelle granitiche, memoria di ogni star che si possa immaginare e ricordare a memoria d’uomo, la mitica scritta HOLLYWOOD, in campo lungo che troneggia sulle colline e le villone di Beverly Hills, ciascuna meritevole di una pagina patinata sui giornali dei divi. Per la raffinatezza delle costruzioni e la bellezza e la cura dei giardini. Si mangia in un ristorante greco, ma poi ci si dirige a Santa Monica con il suo Pier variopinto di bancarelle, turisti, bambini e attrazioni in riva al mare e con un bellissimo porto turistico. Molto rilassante per smaltire il fuso orario la passeggiata lungo-mare. Alle 6 pm ci si dirige a Bakersfield, per la notte. 23-settembre. Stamattina alle otto dopo una ottima colazione da Starbucks, un espresso davvero buono per essere in America, poi siamo partiti alla volta del primo dei parchi nazionali USA, il Sequoia NTL Park. Da Bakersfield distante circa 150 miglia. La strada è davvero californiana, con i “CHiPs” a bordo carreggiata, lunghe distese gialle, roventi di sole (85°F di media), intervallate da colline verde smeraldo piene di alberi da frutto o vigneti pregiati, di tanto in tanto ulivi, il tutto a perdita d’occhio, ovviamente. Mentre la radio passa un pop USA che echeggia il country, inizia a cambiare paesaggio. La nuova strada è più stretta e curva e a tratti quasi aspra, intorno si vedono meglio, in progressione, le fattorie con gli animali domestici, i centri abitati e i centri turistici del Three Rivers. In breve si arriva all’ingresso del parco Sequoia dove si acquista il pass (80dollari) valido un anno, per tutti i parchi nazionali che si vogliono visitare, foto di rito davanti all’enorme effige in legno di un indiano d’America che troneggia festoso e un po’ sarcastico all’inizio del percorso turistico e così si comincia la visita. La natura è davvero maestosa, imponenti le creature antiche, anzi preistoriche, che la popolano: sequoie ed abeti incredibilmente elevati tracciano i contorni della riserva per miglia. Attraverso di essi la luce filtra appena, ma le dimensioni sono al pari della loro suggestiva bellezza, i colori dei tronchi vanno dal rosso, al rosa, al verde intenso se vi coabitano muschi o rampicanti, ma è solo l’inizio. Facciamo le foto più curiose e disparate lungo il percorso, mettendoci accanto ai giganti per esaltarne la grandezza, in alcuni tronchi si entra dentro per intero, alcuni invece sono divelti dal terreno e mostrano le loro enormi radici, come mostruosi piedi antidiluviani. Il parco offre diversi punti di informazione, ma soprattutto diverse meraviglie naturali accessibili con brevi camminate, dai parcheggi predisposti per i turisti. Una volta in macchina si parte alla volta delle sequoie giganti, non prima di esserci rifocillati al Lodgepole Visitor Center, ma ci dice male perché ci sono lavori in corso lungo la stretta strada che si infila in questa foresta incantata.

La prima attrattiva che si riesce a visitare è il Moro Rock, cima in granito, sulla quale si riesce a salire grazie ad una scaletta stretta e lunga che ascende fino alla vetta, scoprendo un panorama mozzafiato e delle altezze da brivido. Dopo questa sosta si decide di riprovare il passaggio verso il visitor center. Ma questa volta l’attesa è ripagata da un incontro davvero speciale. Mentre procediamo a bassissima velocità, infatti, scorgiamo nella boscaglia sottostante la strada un orso bruno. Un orso di medie dimensioni, panciuto e simpatico, in cerca di cibo, tra i rami caduti e gli arbusti, totalmente indifferente ai nostri scatti, prosegue nella sua buffa camminata arrivando poco distante da noi, poi deluso dal magro bottino si ritira traballante nel suo bosco, amico sicuro e insostituibile, per lui, quanto insondabile e misterioso, per noi. Arriviamo felici ed eccitati per l’incontro con l’orso, al cottage dove riusciamo a pranzare con un ottimo chili vegetale e degli hamburger di cui uno di soia, davvero good. Ci riposiamo una mezz’ora e nel frattempo compare un cerbiatto perplesso e dubbioso sulla presenza di tanti bipedi che ci fa dimenticare l’attesa del semaforo verde del ranger, custode implacabile della strada. Ripartiamo per andare a conoscer di persona il Generale Shermann, gloria nazionale, per gli americani e sequoia tra le più grandi e antiche del mondo, per tutti gli altri comuni mortali, che di questa terra possono essere solo ospiti graditi e affascinati. La strada che ci porta dal vecchio Shermann è un viottolo lastricato di granito, immerso nel verde-bruno di alberi fitti e altissimi, che ci riservano un’altra sorpresa di indescrivibile tenerezza. Questa volta a comparire tra rami secchi e cespugli sono due cuccioli di orso bruno, belli da commuovere, due personaggi di Walt Disney non sarebbero riusciti in alcun modo ad impensierirli in quanto a musetto e simpatia. Davvero vicini e mansueti si prestano a mille duemila scatti di turisti curiosi e allo stesso tempo attoniti di fronte ad un simile evento. Si sente rovistare tra le foglie e gli arbusti...Ma si vedono anche cadere pigne e rametti...Certo!!ecco che scorgiamo arrampicata su un abete di una ventina di metri di altezza la mamma orsa...Dopo poco, con un fare sicuro e davvero ondeggiante, discende lungo il tronco e giunge presso i figli, poi insieme decidono di attraversare la strada...Dove intanto si è radunata una piccola folla felice ma rispettosa degli animali. Si alza un po’ sulla schiena chiede permesso con un groarrr sommesso ed amichevole ed attraversa il viottolo con i cuccioli, riprendendo l’esplorazione nel bosco nel versante opposto a quello dove si trovavano prima. Infine, arriviamo alla sequoia; un essere dignitoso imponente antico e trisavolo del bosco che rimane rispettosamente tutto ai suoi piedi...I suoi colori e le sue fattezze sono perfetti e racchiusi nei migliaia di anni che lo hanno reso il Vecchio d’America...Emozionante. Dopo simili bellezze naturali ripartiamo alla volta di Merced. Abbiamo preso una stanza nel Super 8 motel, pulito e accogliente

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