Western loop

Il programma di viaggio è piuttosto ambizioso e siamo consci che in poco più di 15 giorni non si possano visitare gli Stati Uniti occidentali e che quindi molte località, che dovremmo assaporare e gustare con calma, saranno invece solo ...

  • di dpellizzon
    pubblicato il
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  • Viaggiatori: fino a 6
 

Il programma di viaggio è piuttosto ambizioso e siamo consci che in poco più di 15 giorni non si possano visitare gli Stati Uniti occidentali e che quindi molte località, che dovremmo assaporare e gustare con calma, saranno invece solo inghiottite in pochi bocconi.

Arriviamo all’aeroporto di San Francisco nel primo pomeriggio e dopo aver noleggiato l’auto ci spostiamo verso sud nella salutistica Silicon valley a San Josè.

Ceniamo in locale dove servono solo cibi biologici e vegetariani e non troviamo nemmeno un birra per “alleviare” gli effetti del Jet lag.

Andiamo a letto presto e fusi al Motel Super8.

Di buon’ora alla mattina partiamo verso sud con l’obiettivo di visitare il più possibile della costa californiana. Prima pausa a Monterey, cittadina di pescatori, dove parecchia gente dorme all’interno della propria auto sul pontile frequentato da leoni marini; purtroppo per loro l’alba sarà avvolta dalla nebbia.

Imbocchiamo la 17 miles drive una panoramica strada a pagamento che ci porta all’interno di un’area con ville esclusive immerse nel verde, campi da golf e panorami mozzafiato su di una costa alta e frastagliata dove, a parte i surfisti nessuno fa il bagno a causa del freddo.

Altre tappe a Carmel elegante cittadina dove Clint Eastwood è stato sindaco, e a Solvang che è la ricostruzione approssimativa di una cittadina danese famosa per i biscotti e per i vini; un tizio conosciuto in un saloon ci consiglia di dormire in città e di iniziare alla mattina presto un tour di degustazioni vini.

Tutti gli hotels sono occupati così ci spingiamo a Lompoc dove finiamo in un Motel, prenotato sulla fiducia, molto mal frequentato e all’arrivo della polizia per “dei rilievi” decidiamo di andarcene da quel motel che era, per quanto ci riguarda, comunque sotto Budget inn (per non fare nomi).

Dormiamo sollevati al O’Cairns sempre a Lompoc.

Poi è la volta delle spiagge del sud più calde e sabbiose, anche qui però le persone che fanno il bagno sono pochissime.

Santa Barbara presenta belle e ampie spiagge, bei negozi e costruzioni; la cosa più interessante da visitare è il tribunale (!) con una torre dalla quale si gode una vista panoramica.

Dal momento che è domenica non ci facciamo mancare una coda a cinque stelle, anzi a cinque corsie e facciamo tappa a Venice beach dove assistiamo alla sfilata dei personaggi alternativi che da sempre caratterizzano questa zona: musicisti, venditori di incenso e salvia purificatrice, “medici” che sistemano l’aura, personaggi con copricapo alla moda (il più gettonato è il turbante) e atleti. Assistiamo ad una partita di basket commentata a centro campo da un rapper che canta su una musica ad alto volume.

Dopo il tramonto la zona non è raccomandabile e così ci spostiamo verso “il centro” di Los Angeles; la città si estende per centinaia di chilometri e questo è dovuto al fatto che lo spazio non manca e c’è il timore di nuovi terremoti; ciò che disorienta noi europei è però la mancanza di un centro vero e proprio, sembra tutto un’immensa periferia.

Un’altra cosa che colpisce di Los Angeles è la sensazione di esserci già venuti anche se è la prima volta che ci mettiamo piede, evidentemente questo è il potere del cinema.

Visitiamo i luoghi più famosi della città degli angeli, il Kodac theatre (dove assegnano gli oscar), la Walk of fame dove la stella più visitata è quella di Michael Jackson.

Dormiamo come angioletti al Super8.

Ci aspetta la visita agli Universal Studios, il famoso parco tematico dedicato al cinema; assistiamo alla proiezione in 4D di Shrek, veramente divertente e dagli effetti sorprendenti, quando, ad esempio il nostro eroe monta in carrozza la sedia comincia a sobbalzare e quando starnutisce viene spruzzata acqua (spero) in faccia al pubblico

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