Parchi dell'ovest usa

Voglio cercare di rendere agli amici “TURISTI PER CASO” le emozioni provate nel recentissimo viaggio fatto nei Parchi dell’Ovest degli Stati Uniti questo inizio d’estate 2008. Il viaggio (preparato meticolosamente a “tavolino” con l’aiuto dei racconti di precedenti viaggiatori e ...

  • di salvesan
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Voglio cercare di rendere agli amici “TURISTI PER CASO” le emozioni provate nel recentissimo viaggio fatto nei Parchi dell’Ovest degli Stati Uniti questo inizio d’estate 2008.

Il viaggio (preparato meticolosamente a “tavolino” con l’aiuto dei racconti di precedenti viaggiatori e con Internet) è stato coperto da un grosso TOUR OPERATOR italiano il quale ci ha garantito il volo, il noleggio auto ed alcuni pernottamenti ritenuti da noi indispensabili.

Negli altri casi, alcuni pernottamenti “strategici” sono stati fissati via Internet altri invece (data la notevole offerta rilevata) li abbiamo colti al volo il giorno di arrivo.

Tutto si è svolto con quasi assoluta tranquillità salvo alcuni episodi che segnalerò perché altri facciano molta attenzione a non cadere nelle stesse “trappole”! Il volo LUFTHANSA ci ha portato dall’Italia (via Francoforte) nel primo pomeriggio a Denver dove abbiamo dovuto superare i burocratici adempimenti riguardanti l’ingresso in USA; la cosa ci ha impegnato molto sull’aereo per la compilazione del modulo e ci ha costretto ad una abbastanza lunga coda in Dogana con apposizione di impronte della mano e foto segnaletica, comunque risolte abbastanza rapidamente.

Per noi non erano però le 4 del pomeriggio ma praticamente mezzanotte e la ricerca del noleggio auto HERTZ (che in aeroporto è assai decentrato – ci si arriva con un bus dedicato!) ci ha ulteriormente stancato. E’ stata quindi una spiacevole sorpresa quando negli adempimenti per il rilascio della auto ci siamo sentiti chiedere una cifra superiore al concordato.

Infatti mentre l'indennità di rilascio in altro stato ($ 300) era stata concordata le tasse aeroportuali richieste (circa $ 80) invece sapevamo essere comprese nel nostro contratto. Nonostante l’aiuto di un interprete italiano della HERTZ presente in altra sede e raggiunto telefonicamente siamo stati costretti ad accettare il sopruso di tale società per ritirare l’auto.

Abbiamo quindi raggiunto l’albergo prenotato dal Tour Operator Italiano dove ...(2^ sorpresa) la camera non risultava prenotata (e quindi pagata nonostante il nostro voucher!). Qui, però, il problema si è risolto in pochissimi minuti in quanto il numero verde fornito dall’organizzazione ha garantito (con un fax spedito immediatamente) all’albergo la prenotazione.

E così alle 19 siamo potuti andare a dormire (in Italia erano, comunque le 3 della notte!).

Al mattino prestissimo, ovviamente, eravamo in piedi e fatta una colazione frugale alle 6 siamo partiti destinazione MOAB – UTAH; per arrivarci si percorrono oltre 500 km su strade comunque bellissime. Poco affollate e che sfiorano molte località di montagna. Abbiamo visto anche la neve e la temperatura era gradevole.

In una cittadina sul percorso abbiamo “svaligiato” un grosso store di cibarie per le colazioni mattutine (negli alberghi dove non sono comprese) ed in particolare una grossissima riserva di acqua; infatti nelle località che incontreremo viene consigliato (facendo qualche “trail” – passeggiata) di portarsi dietro appunto acqua a volontà! La macchina fortunatamente è capiente e quindi i galloni di acqua sono tanti ...

Arrivando a Moab nel primo pomeriggio (molto valido lo SLIPE INN prenotato) ci rilassiamo un po’ in piscina e poi andiamo a vedere l’ARCHES PARK che è appunto il primo parco nazionale che visitiamo. Acquistiamo qui la tessera annuale per visitare tutti i parchi d’America (80 $) e rimaniamo affascinati dai colori stupendi che ci abbagliano; il contrasto fra il colore rosso mattone delle rocce e degli archi naturali ed il cielo azzurrissimo è da infarto! Affrontiamo la salita verso il DELICATE ARCH che è il più famoso (è anche il simbolo dello stato dell’UTAH) e le foto che scattiamo sono da galleria! Al tramonto poi i colori ancora di più esaltano i panorami! In tarda serata concludiamo la giornata in un tipico ristorante dove assaggiamo la famosa “new York steak” accompagnata da un buon rosso Cabernet californiano! Altro problema ce lo causa la carta di credito (e non sarà l’unica volta, purtroppo): essendo in Italia notte si rifiuta di darci l’ok per cui dobbiamo ricorrere al cash che, fortunatamente abbiamo con noi! Al mattino seguente (giorno 3) affrontiamo un percorso più breve (meno di 400 km) verso Bryce Canyon dove arriviamo nel primissimo pomeriggio; qui altra piccola delusione: l’albergo (che è quasi un ranch di campagna) è fuori dall’ingresso del Parco di una decina di km. Il posto è spartano ma abbastanza gradevole e alla reception una vecchia zia Leslie ci fornisce tantissime informazioni

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