New York, Miami on the road, finale a Las Vegas

Premessa Vi presento questo straordinario viaggio negli States compiuto da me e da mia moglie ad inizio autunno 2007. Un viaggio assolutamente unico, cavalcando le autostrade americane, atraversando varie zone climatiche, tradizioni, ecosistemi, divertimenti, culture. Ve lo presento in forma ...

  • di clabber
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Premessa

Vi presento questo straordinario viaggio negli States compiuto da me e da mia moglie ad inizio autunno 2007. Un viaggio assolutamente unico, cavalcando le autostrade americane, atraversando varie zone climatiche, tradizioni, ecosistemi, divertimenti, culture. Ve lo presento in forma di diario scritto giorno per giorno per cui magari potreste incontrare qualche imperfezione, qualche ripetizione ma non ne ho voluto alterare lo spirito.

Martedì 25 Settembre 2007, Partenza e New York

Siamo partiti da casa alle 4 di mattina insieme ad un nostro parente che ci ha accompagnati a Roma Fiumicino. Arrivo verso le 7.30 disbrigo del check-in e poi prima ricca colazione “americana” nel bar dell’aeroporto di Roma. Americana perché alle 8 ci siamo sparati due mozzarella in carrozza e coca cola! Il volo era alle 10:00 della continental airlines. Puntualissimi nelle operazioni di bordo. Volo tranquillo, il tempo è volato siamo atterrati all’aeroporto di Newark alle 13:25 con 15 minuti di anticipo. Disbrigo delle pratiche doganali devo dire puntigliose ma veloci. Pranzetto veloce in aeroporto e poi siamo andati alla Dollar per ritirare l’auto. Li non abbiamo capito nulla di quello che ci diceva un impiegata americana dall’accento incomprensibile (anche se il nostro inglese è veramente pessimo) comunque siamo riusciti a compilare i vari modelli a metterci d’accordo sul pieno di carburante e ci siamo infilati nella nostra ammiraglia (un anonima ma carina Dodge Caliber) che ci accompagnerà per 18 giorni. Il primo impatto con le intricatissime autostradi newyorkesi è stato terribile, nonostante avessimo un navigatore professionale e dovessimo fare solo qualche chilometro per raggiungere l’albergo, ci siamo persi per almeno tra volte. Comunque riusciamo a raggiungere l’econo lodge ad Elizabeth nel NJ a pochi passi dall’aeroporto. L’hotel non è granchè un po di sporcizia diffusa, un po abbandonato a se stesso. Ma per noi va bene. Ci accontentiamo. Dopo una doccia rinfrescante e un po di riposo ci rimettiamo in macchina per avventurarci nelle intricate strade della periferia di new york. E’ veramente impressionante il traffico (inteso come quantità di auto non come scorrevolezza che non manca) che c’è e gli incredibili incroci, uscite, rampe, innesti, ponti. Senza navigatore penso sia veramente un’avventura percorrere queste strade senza perdersi. Le indicazioni ci sono ma sono molto “americane” nel senso che non vi sono indicazioni di località ma solo di strade quindi è inevitabile avere almeno una cartina e pianificare prima il viaggio anche per un semplice giretto di pochi chilometri. Girando un po a caso ci siamo imbattuti in un enorme parco il Liberty State Park sulla sponda est del new jersey proprio di fronte a Manatthan. Il parco è meraviglioso, pulitissimo, ordinato, molto frequentato da mamme, da sportivi, da animali vari. Da qui c’è una splendida vista di Manatthan e della statua della libertà ed Ellis Island. Poi proseguiamo dentro Dowtowm di manatthan vorremmo percorrere il ponte di brooklym ma non facciamo in tempo comincia ad essere tardi abbiamo fame e sonno. Quindi troviamo un ristorantino quasi italiano nei pressi di wall street ci immergiamo dentro e per 70 dollari facciamo una cena deliziosa compreso un ottimo caffè. Vorrei dire a tutti coloro che leggeranno questo racconto per conoscere le specialità culinarie dei vari stati che purtroppo noi siamo un po nazionalisti sul cibo. Ossia ci piace la cucina italiana il turismo culinario non ci appassiona. Anzi spesso le nostre sfide sono di trovare posti dove si cucina bene all’italiana. Rientriamo in albergo verso le 22 e dormiamo tantissimo e bene.

Mercoledì 26 settembre 2007, New York-Laurel (vicino Washington) KM 310

Sveglia alle 8.30, abbiamo dormito per dieci ore e bene, quindi ci alziamo riposati e freschi. Dopo il check-out in hotel saliamo in auto direzione Washington, Navigatore impostato, climatizzatore a palla, occhiali da sole e via per le ancora più intricate autostrade del nord-est, anzi penso in assoluto l’autostrada (o meglio gruppo di strade) più trafficata al mondo quella che collega New York a Washington passando per Philadelphia e Baltimora. Oltre all’immensità della strada ho notato come qui la guida sia più europea soprattutto nel rispetto dei limiti. Gli automobilisti qui sono leggermente più indisciplinati rispetto all’ovest, i limiti vengono più volte oltrepassati, ma ancora niente a che vedere con l’Italia dove non solo non si rispettano i limiti ma non si rispetta nulla. Guidare negli Stati Uniti a mio avviso è veramente meno pericoloso che altrove. Il viaggio dura 4 ore con due soste di almeno 30 minuti l’una. Poi alle 14. 00 giungiamo a Laurel tranquilla località nel Maryland a 35 chilometri da Washington. Scegliamo di starcene lontani dalla città sia per una questione di costo degli hotel sia perché fuori città gli hotel sono provvisti quasi tutti di parcheggio libero e gratuito. Prendiamo la camera al Days Inn molto pulito, bello. La camera è dotata di tutti i comfort c’è anche internet che per noi che abbiamo il portatile ci è utilissimo per chiamare in italia per guardare e pianificare meglio l’itinerario e perché no anche per divertirsi la sera prima di addormentarsi. In serata giro per Washington night. L’impressione è notevole è proprio la capitale, strade enormi, viali infiniti, giardini e parchi dappertutto. Siamo arrivati da new york avenue che si innesta direttamente su Pennsylvania avenue la strada che porta alla casa bianca. Un po di problemi per trovare parcheggio soprattutto perché il parcheggio principale sul the mall era chiuso e non abbiamo esattamente capito perché. Probabilmente alla casa bianca vi era qualche ricevimento ufficiale forse del presidente iraniano. Sarà, comunque abbiamo trovato un posto proprio lungo la Constitution Avenue un vialone enorme che dal campidoglio giunge al Lincol Memorial. Abbiamo fatto una bella passeggiata lungo il perimetro della casa bianca, polizia dappertutto, ma era molto tranquillo. Città naturalmente pulitissima, traffico fin troppo regolare e scorrevole. Ma immaginate Roma o Milano alle 7 di sera cosa devono essere? E non ce ne usciamo sempre con la solita retorica che gli Stati Uniti sono una nazione giovane. Hanno cominciato a circolare le auto almeno 20 prima che da noi quindi...E poi i centri storici ci sono eccome. Semplice li le auto non entrano e basta! Da noi i centri storici sono spesso molto centri e poco storici. Rientriamo in hotel alle 22 perché siamo ancora fusi dal fuso. Doccia, leggero ammiccamento con mia moglie e poi a letto. Domani ci aspetta una visita più ortodossa di Washington anche se ancora non sappiamo dove andare e cosa scegliere di vedere e poi c’è l’incubo parcheggio!

Giovedi 27.09.07, Washington

Sveglia alle ore 8.00. Ricca colazione in albergo e presa la macchina ci siamo diretti a Washington. Il traffico era abbastanza regolare lungo la intestate 295. Washington di giorno è comunque affascinante. Abbiamo trovato parcheggio nei pressi del “Washington monument” una specie di obelisco alto 170 metri. Ci siamo diretti li. Con nostra grande sorpresa i biglietti erano gratuiti bisognava prenderli perché c’era scritto l’orario di ingresso e quindi la fila da fare la quale all’inizio era segnalata con un cartello orario. Siamo quindi saliti in cima con gli ascensori e da li c’è una vista mozza-fiato su tutta Washington e l’area circostante. Abbiamo scattato molte foto e poi con calma siamo scesi. C’è anche una guida gratuita che accompagna durante la salita e la discesa. Naturalmente in inglese e noi abbiamo capito poco. Dopo abbiamo girato a piedi tutti i giardini che dal Campidoglio arrivano al Lincoln Memorial. Anzi ci siamo diretti prima verso quest’ultimo distante almeno un chilometro e mezzo. Durante il tragito ci siamo imbattuti nel World War II Memorial una gigantesca piazza di marmo con al centro una mega fontana e tutto in cerchio colonne in ognuna delle quali vi era il nome di uno stato americano. Questi memorial sono molto frequenti negli stati uniti, a volte sono esagerati e lambiscono il cattivo gusto, però come ricerca della perfezione non li batte veramente nessuno. Il Lincoln M. È altrettanto mastodontico, tutto in marmo bianco con all’interno la gigantesca statua del presidente. Da qui per arrivare al campidoglio bisogna fare almeno 3,5 chilometri. Li abbiamo fatti tutto fermandoci in uno dei tanti Refreschment per mangiare e davanti alla casa bianca per qualche scatto. Eravamo un po lontani perché l’ingresso ai giardini antistanti di solito aperto al pubblico era chiuso per visite presidenziali. Con la lingua in fuori siamo giunti al campidoglio. Molto simile al nostro altare della patria però pensando che in quelle mure nel bene e nel male si decide il destino del mondo fa un po impressione trovarselo di fronte a pochi metri. Si può anche visitare ma ci vorrebbe troppo tempo e noi non ne abbiamo. Anzi per dire la verità siamo un po restii a visitare musei in altri paesi dopo aver visto tutti quelli che ci sono in Italia che probabilmente sono i migliori. A me personalmente piace vedere gente, come scorre la vita, soffermarmi su particolari per molto insignificanti. Quindi camminare e osservare è la mia vacanza. Siamo poi andati a fare una visita al pentagono. Qui non c’è molto da vedere e soprattutto di parcheggi pubblici neanche l’aria, sono tutti posti riservati ai suoi dipendenti che sono circa 25000. Io ci sono voluto andare perché volevo rendermi conto dell’area circostante il pentagono e vedere da vicino l’ala colpita l’11 settembre. Si perché sono un appassionato di quell’episodio che ha cambiato il mondo e la mia posizione nn è in questo caso molto “americana”. Vi dico solo questo. Io un boing 757 che vola rasoterra in quella zona non riesco proprio a vedercelo. Ma potrebbero essere punti di vista un motivo in più per farci una capatina. Siamo rientrati in albergo verso le 18 stanchi morti. Non siamo atleti ma comunque 8-9 chilometri a piedi a 36-37 gradi sono pesanti. Siamo comunque soddisfatti. In serata pensiamo di farci un giretto nei paraggi e sgranocchiare qualcosa. Ma un imprevisto ci taglia le gambe. Poco prima di metterci in macchina faccio il gravissimo errore di lasciare le chiavi dell’auto inserite nel quadro e di chiudere gli sportelli. In un attimo si chiudono le serrature e rimaniamo fuori dall’auto. Andiamo alla reception per vedere se possono fare qualcosa per noi. Li c’era un signore gentilissimo che capito il problema con il suo telefono chiama la Dollar e chiede come possiamo fare. La dollar nel giro di un ora manda qualcuno presso il nostro hotel. In pochi minuti la macchina viene aperta. Costo dell’operazione 70 dollare perché questo è un imprevisto non coperto dall’assicurazione. Devo dire che avevano ragione loro, soprattutto 70 dollari per tale efficienza mi sembrano giusti se non pochi. Comunque stanchi e delusi per la perdita di tempo decidiamo di dormire perché domani ci aspetta un bel viaggetto.

Venerdì 28 settembre, Laurel - Kill Devil Hill km 479

Alle 8.00 sveglia. Si parte per il North Carolina. Piccola colazione in albergo check-out mettiamo i bagagli in auto e ripartiamo. Ci aspettano 460 km lungo il Maryland, la Virginia e la North Carolina. Molto traffico nei dintorni di Washington che rallenta la nostra tabella di marcia. Ripassiamo vicini alla capitale per l’ultimo sguardo e dobbiamo dire che è veramente bella. Subito dopo Washington nei pressi del pentagono ci imbattiamo nel più grande incrocio autostradale da me mai visto, persino a Los Angeles non ne ricordo uno così. Davvero enorme, quattro ponti sovrapposti uscite che si accavallavano, lingue di asfalto dappertutto traffico immenso. Senza navigatore sfido qualunque europeo ad uscirne indenne senza un piccolo errore. Riusciamo senza patemi a raggiungere la Interstate I 95 direzione Richmond e dopo 80 miglia siamo sulla I 64 EST che ci porta in North Caroline. Ponti e tunnel enormi nei pressi di Norfolk e Virginia Beach, sono comunque uno spettacolo di ingegneria e architettura perché sono veramente belli e funzionali. Il traffico è regolare e qui il rispetto dei limiti è più rigoroso anche se non proprio alla lettera. Ancora verso sud finchè non raggiungiamo la nostra meta Kill Devil Hills piccola cittadina all’inizio delle outers Banks molto carina che deve la sua fama per essere stata la sede del primo volo dei fratelli Wright infatti non manca il solito classico Memorial. Ci sistemiamo al Best Western non proprio economico ma da queste parti alloggi super economici niente, la stessa catena come la Econo lodge che a new york costava 60 euro la doppia a notte qui almeno 100!!. In compenso l’hotel è fantastico, la camera è splendida, sull’oceano, con salotto, zona notte e bagno. Tutti i comfort e internet WiFi davvero velocissimo. Siamo un po stanchi del viaggio quindi in serata facciamo un velocissimo giro mangiamo qualcosa in un wend’s e poi in camera a riposare

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