California, West Coast e parchi on the road

Bella. Davvero bella. Questa parte dell’america, intendo. Ben al di là delle aspettative e molte spanne sopra alla comunque valida rivale dell’altra costa, la Florida. Per tutto l’inverno io mi vedevo già proiettato tre ottime settimane su un’isoletta greca tra ...

  • di pinoc
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Bella. Davvero bella. Questa parte dell’america, intendo. Ben al di là delle aspettative e molte spanne sopra alla comunque valida rivale dell’altra costa, la Florida.

Per tutto l’inverno io mi vedevo già proiettato tre ottime settimane su un’isoletta greca tra taverne, spiagge, ozio, ouzo, birrette e mare.

Fede invece già tramava occultamente nell’ombra per organizzare questo viaggio on the road in California.

Naturalmente alla fine ha vinto lei. E la cosa che mi pesa ammettere è che aveva ragione: ne valeva la pena.

Insomma è un viaggio stupendo che consiglio a chiunque cerchi senso di spaesamento, gusto dell’infinito, strade a perdita d’occhio, natura allo stato brado, paesi fuori dal mondo, città fantastiche, scenari spettacolari, notti di motel, cene arrangiate, serate di lusso, tempo per buone letture, spiagge che ti fan segno di andare e mare da stare lì ad ammirare.

Avvertenza: Il resoconto del viaggio è diviso in due parti.

La prima è un racconto delle sensazioni essenziali del viaggio.

La seconda una scheda dettagliata dell'itinerario, delle cose da non perdere e di quelle da evitare e, soprattutto, di quei consigli utili che almeno io cerco sempre prima di partire e nessuno ti da mai, tranne voi altri viaggiatori di questo sito.

Insomma, la prima parte la potete tranquillamente saltare ed andare direttamente al dunque.

Dio esiste e respira forte.

Una settimana o giù di lì, tanto è il tempo che siamo in giro per la California.

Solo ora, però, inizio ad avvertire finalmente quello che cerco sempre in un viaggio: lo spaesamento.

Ora che Fede è di là a fare una foto, ed io sono qui, fermo, immobile, sul ciglio di una scogliera del Big Sur a contemplare il Pacifico.

Spalle al mondo.

Spalle al mio passato.

Spalle al mio presente.

Davanti solo mare, mare e poi ancora mare. E vento, che ovviamente sa di mare.

Ma non un mare così, normale. Ma un mare solenne, enorme, violento, prepotente, gelato. Un mare che non si va a navigare. Un mare che il bagno non si può fare. Un mare che stai lì, tu solo, da lontano, a guardare. Un mare che solo il vento, questo vento pieno di silenzio, ci può giocare. Un mare che non avevo mai visto: l’Oceano. L’Oceano Pacifico.

E mi piace. E penso.

E penso che alla fine ogni posto, ogni paese, ogni viaggio, è tutto in un piccolo, preciso, irrilevante particolare.

In una semplice sensazione.

In un attimo da nulla.

Puoi aver girato un anno, un mese, un giorno. Puoi aver visto e fatto di tutto. Ma se poi quando sei a casa, di nuovo sprofondato nella tua normale normalità, ti ritrovi a pensare a quel posto, a quel paese, a quel viaggio, ti assicuro pensi sempre e solo a quel particolare. Il resto è contorno.

Perché un viaggio non è tutto quello che vedi, tutto quello che fai, tutto quello che la Lonely l’aveva detto. Né è tutto quello che ti eri immaginato o tutto quello che avevi programmato prima di partire.

Il viaggio è tre o quattro immagini, non di più, che ti restano appiccicate agli occhi, ai tuoi occhi e basta. Quello che tu, solo tu, senza una ragione selezioni nella tua memoria. Quello che ti ha lasciato secco. Se c’è stato qualcosa che ti ha lasciato secco.

È sempre così. Prima di partire un viaggio è un insieme di migliaia di aspettative nascoste, di attese latenti, di speranze ottimistiche, di illusioni dolci, di sogni ad occhi aperti, di desideri di cose che saranno.

Sì, prima di partire si aspetta un grande tramonto, due occhi belli da tuffarsi dentro, un buon libro da leggere in un fiato, il silenzio del deserto, un bicchiere di troppo, un bel mare, una superba mangiata, il silenzio fondo di una montagna, il sorriso di quella ragazza che non vedrai mai più, una birra gelata su un terrazzo dopo una bella doccia, un cornetto all’alba tra strade vuote, una passeggiata notturna sotto un milione di stelle, un’estate che non deve finire mai. Insomma, si aspetta la felicità così come ognuno se l’immagina

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Commenti
  1. kikkakiss
    , 30/5/2012 15:24
    è il diario di viaggio più bello che abbia mai letto...soprattutto la prima parte.....mi hai fatto emozionare...ed è proprio vero quando dici che la California è il posto "per sognare i tuoi sogni. Per ritornare a sentirti, di nascosto, come quand’eri bambino, libero come un cane."

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