Spagna Atlantica

Spagna Verde 2005 ‘un viaggio nel vento’ Viaggio in Francia e Spagna 3 Agosto – 23 Agosto 2005 Con la partecipazione di Alessandra, Diana, Roberto e Blonde Prefazione. Non è la prima volta che torniamo in luoghi già visitati, ma ...

  • di Roberto Lumaca
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Spagna Verde 2005 ‘un viaggio nel vento’ Viaggio in Francia e Spagna 3 Agosto – 23 Agosto 2005 Con la partecipazione di Alessandra, Diana, Roberto e Blonde Prefazione.

Non è la prima volta che torniamo in luoghi già visitati, ma lo è certamente che lo facciamo per due anni consecutivi. La causa di questo è il fatto di non aver avuto tempo, per vari motivi, di preparare, così come piace a noi, un progetto alternativo e nuovo. Abbiamo così deciso di sfruttare le info utilizzate e direttamente verificate lo scorso anno. Ovviamente contiamo di fare ora quanto abbiamo dovuto rimandare allora. In particolare cercheremo di superare i Pirenei attraverso il Col du Pourtalet, di visitare i Picos d’Europa, i Monasteri di Covadonga e San Juan de la Pena e, per finire, di scalare, col camper, il Mont Ventoux.

Mercoledi 3 Agosto 2005.

Roma, Orvieto, Arezzo: 248 km Nelle fasi direttamente precedenti la partenza ci siamo imposti di non cadere nello stato d’animo di ansia da viaggio organizzato. Partiamo pertanto con molto comodo a pomeriggio inoltrato, sono le 17.50, quando il sole sta già calando e la temperatura è meno alta. Per una volta tanto abbiamo sbagliato la scelta dell’ora della partenza ed abbiamo incontrato l’ora di punta di uscita dagli uffici. Incontriamo un traffico sostenuto ma, comunque, scorrevole sul Grande Raccordo Anulare fino all’uscita per l’autostrada per Firenze. Sull’autostrada, invece, il traffico è scarso ed il viaggio diviene di una regolarità che rasenta la noia. Nonostante l’aria fresca e l’andatura sostenuta, il caldo al posto di guida è notevole. Per la cena ci fermiamo nell’area di sosta Riotorto, per un’ora e mezza, poi ci rimettiamo in marcia. Viaggiamo ancora tranquilli ma a tratti veniamo raggiunti dalla pioggia. Usciamo ad Arezzo e per le 22.30 andiamo a sistemarci nel parcheggio del complesso sportivo Palacaselle, in via Golgi, che già conosciamo per averlo utilizzato in altre occasioni.

Giovedi 4 Agosto 2005.

Arezzo, Firenze Nord, Viareggio, Genova, Savona, Cuneo, Bersezio: 517 km Dopo una notte assolutamente silenziosa e riposante, anche se piovosa, svegliarci alle 7.45 non è stato un grosso sacrificio. Stamattina sembra che il sole predomini sulle nuvole, anche se il cielo non è completamente libero. Partiamo, ancora con comodo, dopo due ore di colazioni, riassetti e preparativi. Lungo il percorso per riprendere l’autostrada, là dove l’avevamo lasciata, poco più avanti di dove abbiamo dormito, scopriamo un altro ottimo parcheggio, quello del Centro Affari, ancora fra le abitazioni, illuminato, e con parco giochi per i bambini. Buono per il futuro. In un’ora siamo a Firenze Nord, dove lasciamo la A1 per immetterci sulla A11. La percorriamo quasi tutta e la lasciamo solo al casello di Lucca, per la bretella di collegamento con la A12, sulla quale ci immettiamo a Viareggio che è quasi mezzogiorno. Un’altra mezz’ora di viaggio e ci fermiamo all’area Brugnato Est per il pranzo. Oggi noiosissima tappa di trasferimento, quasi completamente autostradale, abbiamo incontrato un poco di traffico solo in prossimità di Firenze, nessuna coda comunque. Durante il pranzo la temperatura interna del camper raggiunge i 32 gradi, nonostante gli oblò e tutte le finestre aperte, bagno compreso. Ripartiamo alle 14.50 e, in un’ora, siamo sulle montagne russe degli svincoli di Genova. Ce la caviamo egregiamente, anche qui senza intoppi o rallentamenti, tanto che in altri quaranta minuti arriviamo a Savona. Ci riforniamo di gasolio e imbocchiamo con il pieno la A6 per Torino. Qui il traffico è talmente scarso che sembra che l’autostrada sia tutta per noi. Usciti a Mondovì, seguendo accortamente la segnaletica, evitiamo i grossi centri abitati, e la stessa Cuneo, per dirigerci direttamente verso Borgo San Dalmazzo e la SS21 che risale la Valle Stura. Lungo la salita attraverso il baracchino ascoltiamo il metodo escogitato dai camionisti per evitare incontri troppo ravvicianti tra bestioni in punti difficili del percorso. Ciascuno dichiara il propria posizione e se si trova in discesa o salita al colle. Ci inseriamo anche noi nel meccanismo, nonostante ciò ci ritroviamo, in un paio di occasioni, a tu per tu con il muso di qualcuno che scende senza avvisare. La salita è tranquilla e regolare e ci permette di arrivare al parcheggio sterrato degli impianti di risalita a Bersezio che sono le 19.40. Nel piazzale i camper sono numerosissimi, nonostante la tariffa sia salita a 5.00 euro a notte. Ci sistemiamo e ci organizziamo per la cena. Ma ecco la sorpresa. Il camper presenta nuovamente un problema ai freni. Al primo colpo non funzionano, inoltre la ruota anteriore destra è ad una temperatura che non permette di toccarla, nonostante il percorso in salita non necessiti di frenate frequenti. Da un primo esame sembrerebbe che il freno anteriore destro è surriscaldato, compreso cerchio e pneumatico, come se il freno stesso fosse bloccato anche durante la marcia. Lasciamo le cose come stanno, rimandando tutti gli interventi all’indomani mattina. Il parcheggio è riportato nei vari portolano come punto sosta, invece si tratta di una vera e prorpia area attrezzata, con tanto di scarico e carico acqua, bagni e lavabi per gli indumenti

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