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Le cicogne del ponte di Orbigo

Domenico P. PIRONDINI LE CICOGNE DEL PONTE DI ORBIGO (Sul Camino de Santiago de Compostela – SPAGNA) Signore, io sono Irish, quello che verrà da te in bicicletta. (Senza orario senza bandiera/De Andrè-Mannerini) PROLOGO Ricordo che quando ho cominciato a ...

  • di Domenico Pirondini
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Domenico P. PIRONDINI LE CICOGNE DEL PONTE DI ORBIGO (Sul Camino de Santiago de Compostela – SPAGNA) Signore, io sono Irish, quello che verrà da te in bicicletta.

(Senza orario senza bandiera/De Andrè-Mannerini) PROLOGO Ricordo che quando ho cominciato a pensare ad un viaggio in solitario con la bicicletta, avevo solo un’idea vaga e indefinita di un posto chiamato Santiago de Compostela. Una sera poi aprii l’atlante d’Europa su una pagina a caso, chiusi gli occhi e orientai il dito su un punto qualsiasi della carta. Se fu un semplice effetto della legge di casualità piuttosto che la manifestazione di una legge superiore non so dire, so solo che la meta che mi venne indicata era proprio Santiago de Compostela. Fu quindi sufficiente digitare il nome di questa citta’ su Internet, per cominciare a raccogliere informazioni in abbondanza ed entrare nel mondo del “Camino” e dei suoi pellegrini. Scoprivo cosi’ un aspetto della storia medioevale europea, argomento per il quale non avevo mai nutrito particolare interesse, e prendevo coscienza dell’esistenza di un fiume di persone che, per motivi religiosi, percorreva e percorre a piedi distanze incredibili. Ma devo dire in tutta onesta’ che la vera molla che mi aveva convinto a realizzare il progetto era stata la voglia di conquistare la famosa “Compostela”, ovvero la certificazione ufficiale su pergamena dell’avvenuto pellegrinaggio. Niente a che vedere con la fede quindi, ne’ tantomeno con chissa’quale desiderio di ricerca interiore. Ciò che mi spingeva era soprattutto il desiderio di riprovare a me stesso d’essere in grado di realizzare un mio progetto, al di la’ delle sue difficolta’ oggettive. Eppure, in un angolo remoto della mia mente, c’era anche il sospetto che quella potesse rivelarsi un’ esperienza umana straordinaria, non fosse altro per il fatto che il Consiglio d’Europa aveva dichiarato il Camino di Santiago de Compostela “primo itinerario culturale europeo”.

05/08/1998 mercoledì THEOULE SUR MER Qui al sole, nel giardino di casa mia a Theoule sur mer, tra le mie comodità, cerco già di astrarmi e creare dentro di me l’atmosfera giusta; quante volte ho immaginato questo viaggio, alla sera prima di addormentarmi, e quante volte mi sono lasciato prendere dalla paura di non farcela. E’ la prima volta nella mia vita che viaggero’ da solo, che non avro’ qualcuno con il quale condividere le difficolta’ o i piaceri, ma soprattutto e’ la prima volta che cerchero’ di vivere il mio tempo con un ritmo lento.

Ora m’è difficile concentrarmi anche solo sulle poche righe che sto scrivendo, perchè vengo continuamente distratto da chi mi circonda e non comprende cosa sto provando. Principalmente ciò che non so, o forse non voglio spiegare è il perche’ ho deciso di fare una cosa di questo genere e mi guardano strano, pensando che la mia sia solo una mattana.

Domani mattina presto partirò per St. Jean Pied de Port. La roba e’ pronta. Sono io che non mi sento particolarmente pronto.

06/08/1998 giovedì ST. JEAN PIED DE PORT Sono in autostrada e sto attraversando il Sud della Francia per arrivare a St. Jean Pied de Port, ai piedi dei Pirenei, punto di partenza ufficiale del mio viaggio in bicicletta sul “Camino Frances”. Nello specchietto retrovisore ogni tanto do un’occhiata alla bicicletta coricata nel bagagliaio e non posso fare a meno di chiedermi se sara’ cosi’ affidabile da portarmi alla meta.

E’ una mountain bike senza grandi pretese, che nell’ultimo anno ho trascurato per dedicarmi esclusivamente alla bici da corsa

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