Praga 1988: ricordi di un Interrail

In questi giorni, Novembre 2007, mi è capitato di passare qualche giorno a Praga, per motivi di lavoro. Città bellissima, con un centro storico affascinante, con i suoi edifici bassi, colorati, mitteleuropei; con le facciate dei palazzi affrescate e le ...

  • di Stefano G.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Fino a 500 euro
 

In questi giorni, Novembre 2007, mi è capitato di passare qualche giorno a Praga, per motivi di lavoro. Città bellissima, con un centro storico affascinante, con i suoi edifici bassi, colorati, mitteleuropei; con le facciate dei palazzi affrescate e le sue torri goticheggianti. Con il ponte Carlo che attraversa la Moldova in un atmosfera resa molto romantica, soprattutto nel freddo secco e dalle luci nelle diverse tonalità di giallo e colori vivi, che contrastano il buio della sera; con la sua cittadella / castello illuminato, che lassù, visto dalla città sembra lontano, appartenere ad un presepe. Ma come è cambiata Praga negli ultimi anni ? Ero molto curioso di fare questa breve trasferta. Già ero stato in questa città, alcuni anni fa, durante un viaggio in treno nei paesi dell’Europa dell’Est, all’epoca, ancora per poco, “oltre cortina”. Era l’estate del 1988; di cadute del muro e di fine del Patto di Varsavia ancora non se ne parlava; alcuni paesi dell’Europa dell’Est, però, come la Cecoslovacchia e l’Ungheria erano entrati nel consorzio delle Ferrovie Europee che offrivano ai giovani la possibilità di viaggiare con l’Interrail.

Con i miei amici Alberto e Riccardo, avevamo collezionato una serie di visti d’ingresso alle varie ambasciate a Roma, e abbastanza ostinati, avevamo superato un po di ostacoli burocratici , per partire per un viaggio in treno, che da Berlino Ovest / Est, ci avrebbe portato a Istanbul, via Praga, Vienna, Budapest e Belgrado. Un Interrail in cui avremmo provato l’ebbrezza dei cambi obbligatori (quantitativi fissi di valuta straniera “pregiata” che obbligatoriamente doveva essere convertita in valuta locale e spesa per ogni giorno di soggiorno autorizzato nel paese...) , ma soprattutto da 19enni che eravamo, ci avrebbe fatto divertire e conoscere posti diversi da casa nostra.

In questi giorni di novembre del 2007, tornando a Praga, ho sicuramente ritrovato la bellezza del centro storico e tanti luoghi che mi erano rimasti impressi nella mente, anche se offuscati dal passare degli anni ... Il possente Museo Nazionale di Piazza San Vinceslao è sempre la; probabilmente la grande scalinata interna che mi ricordo, sarà sempre al suo posto, e sempre impressionante. Le strade mi sembrano un po trasformate; se proprio devo dire, le vie commerciali tra la Piazza San Vinceslao e la piazza del Municipio (Staromestske Nam.), mi ricordano più le strade pedonali e commerciali delle città tedesche che altro; quindi forse hanno perso un po di personalità. I negozi ormai sono poco originali: emanazione delle catene internazionali come H&M, Promod, Bata o Benetton; i souvenir uguali a quelli che si possono trovare in qualsiasi sito turistico dell’Europa se non del mondo, solamente personalizzati con il nome della città; anche i cinema multisala tendono ad appartenere ai grandi gruppi internazionali. Il parco auto è completamente cambiato; non si vede alcuna differenza tra le auto in circolazione da noi, e quelle in Repubblica Ceca. Forse qualche autobus ha mantenuto un aspetto un pò “retrò”. Qualche edificio (pochi) ricorda i vecchi blocchi di appartamenti tipici del socialismo reale, ma in molti casi, credo, abbiano distrutto e ricostruito isolati interi. La sede Ceca dell’azienda è in un edificio “High Teck” molto ad effetto: vetri, giardinetto zen in stile giapponese, uffici arredati in design raffinato; fanno un po invidia, pensando ai nostri di Roma, ormai un po andati ... Anche l’hotel è molto design “High Teck”, moderno e molto luminoso

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