"e tutto questo vento intorno è..Lusitania"

C'è vento in Portogallo, a volte si tratta di una brezza che rinfresca le assolate giornate estive, a volte si tratta invece di una forza impetuosa che ti impedisce di padroneggiare i movimenti del tuo corpo. E' un vento che ...

  • di fedina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

C'è vento in Portogallo, a volte si tratta di una brezza che rinfresca le assolate giornate estive, a volte si tratta invece di una forza impetuosa che ti impedisce di padroneggiare i movimenti del tuo corpo. E' un vento che ti alza le sottane, che ti scompiglia i capelli, che solleva qualsiasi cosa a parte l’anima e che sulle spiagge riempie di sabbia tutte le pieghe della tua persona.

Il vento, il sole, il caldo delle ore centrali del giorno e l’aria frizzantina della sera, sono stati i punti fermi della nostra fine estate in Portogallo, un luogo così vicino all’Italia per la sua latinità ma al tempo stesso così cosmopolita, perché orientato da sempre verso l’Africa , le Americhe e l’India.

Il 18 agosto lasciamo dunque una rovente Pianura Padana per giungere in una fresca e ventilata Lisbona, la capitale più luminosa e occidentale d’Europa, dove la sera per i più freddolosi può essere piacevole indossare un golf di lana, anche a metà agosto.

Lisbona è da vedere. Tassativo. Ancora meglio, Lisbona va gustata con calma assieme ad una limonata (ricordando Pereira) e ad un Pasteis de nata. Siamo rimasti cinque giorni, ma a Lisbona la disponibilità di tempo sembra magicamente aumentare, forse per la complicità del fuso orario a noi favorevole o per la magica aria di libertà che si respira in ferie.

Qui non si cammina ma si passeggia con il naso all'insù, osservando i balconi, i camini e le pareti di azulejos. Ricordatevi anche di guardare in basso, le strade ed i marciapiedi di un bianco lattiginoso, di piccole pietre calcaree disposte a mano una ad una, che creano alle volte veri e propri mosaici, mentre l’asfalto viene giustamente disdegnato dal senso estetico portoghese.

La capitale lusitana per quanto subisca attacchi di globalizzazione mantiene fortunatamente ancora un suo proprio carattere, volge lo sguardo all’Europa, senza però farsi coinvolgere più di tanto. Ci sono Mc Donald's e altre catene internazionali, ma nulla possono contro Pastelerias e Tascas. Nei locali, anche se per attirare i turisti, risuonano le note del fado e non della ultima hit anglofona.

Baixa e Rossio Il pomeriggio del nostro arrivo a Lisbona, dall’albergo raggiungiamo a piedi il Rossio. Per fortuna il mio compagno riesce ad orientarsi bene, perché in questa città mi ci perdo. Vediamo Praςa dos Restauratores e vorremmo vedere anche Praςa do Comércio sparita invece dietro i pannelli per i lavori in corso, dobbiamo accontentarci del maestoso Arco di trionfo che dalla ampia e animata Rua Augusta farebbe da ingresso sulla piazza . La Baixa è il vero centro di Lisbona nonché zona commerciale per eccellenza. Sul lungofiume topi giganti e piccioni si contendono metri quadri di scoglio. Ammiriamo scorci spettacolari e al contempo i nostri sensi vengono colpiti da cumuli di materassi cenciosi e maleodoranti, dimora all’aperto dei molti barboni di Lisbona. Immediatamente dopo incontriamo sul nostro cammino un tizio in evidente stato di alterazione che spintona chiunque gli capiti a tiro, mi allontano per scansarlo e allora lui mi sputa, colpendo il mio piede in infradito. Sono piccoli eventi che se però accadono tutti nel giro di poco più di un’ora, possono pesantemente condizionare l’idea che un turista si fa di un luogo. Ma Lisbona sa risollevarsi e mostrando i suoi lati più affascinanti riconquistare anche l’innamorato deluso. Splendidamente sola e diversa, talvolta altera e distaccata, altre volte decadente e trascurata, si fa scudo della sua malinconia vera o presunta, negandosi agli occhi più distratti

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