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4 giorni in portogallo

Abbiamo comprato i biglietti per il Portogallo ad ottobre, quando Volare ha inserito i voli per Porto e costavano pochissimo (l’andata per due, 40 euro). Però non abbiamo comprato il biglietto di ritorno, pensando che sarebbe stato carino tornare da ...

  • di mongiove
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Abbiamo comprato i biglietti per il Portogallo ad ottobre, quando Volare ha inserito i voli per Porto e costavano pochissimo (l’andata per due, 40 euro). Però non abbiamo comprato il biglietto di ritorno, pensando che sarebbe stato carino tornare da Lisbona per rivedere questa città della quale dicono tutti un gran bene ma che noi ricordavamo in modo vago e piuttosto negativo (l’avevamo visitata velocemente perché era stato uno degli scali di una crociera!). Abbiamo quindi aspettato qualche giorno per trovare un’offerta anche per il ritorno e poi abbiamo prenotato con Easyjet.

Mercoledì 6 febbraio siamo partiti da milano malpensa con volareweb e siamo arrivati a Porto alle 19:30 locali dopo due ore e venti di volo (in Portogallo c’è un’ora di fuso rispetto all’italia). La prima sorpresa è stata che non esiste l’autobus che porta in centro del quale parlano le guide scritte fino a due anni fa (com’era la nostra). Però nel frattempo hanno fatto la metropolitana , così compriamo i biglietti all’ufficio informazioni che c’è all’interno dell’aeroporto (1,90 euro a testa). Il nostro hotel, prenotato dall’italia, si trova vicino alla fermata Aliados e ci arriviamo verso le 21 [grande Hotel de Paris residencial – 50 euro la doppia compresa colazione].

Il tempo di prendere possesso della stanza e usciamo per andare a cenare. La prima impressione non è per niente rassicurante: Porto sembra molto poco sicura di sera, piena di vicoli e salite... noi cercavamo un ristorante consigliato dalla Lonely che era effettivamente molto vicino al nostro hotel, ma, volendo evitare la strade più buie e isolate, trovare la zona è stato piuttosto complicato nonostante avessimo la piantina. Nei pressi del ristorante che cercavamo ne vediamo un altro[Ze Botas, situato in travessa do carmo] che ci attira perché pieno di gente e apparentemente molto accogliente: la scelta risulta azzeccata porzioni abbondantissime, vino discreto, ambiente molto carino e giovane: paghiamo 24,50 euro e, attenzione, in Portogallo usano portare il cosiddetto “couvert”, cioè una specie di antipastino, che paghi solo se lo consumi (possono essere olive, lupini, patè vari ecc...).

Giovedì inizia con una ricca colazione e con un passaggio strategico dalla stazione Sao Bento per prendere gli orari dei treni per Coimbra (molto frequenti), dove prevediamo di recarci nel pomeriggio. I treni da Porto a Coimbra partono dall’altra stazione di Porto (Campanha), ma tutti i treni che partono da Sao Bento passano da Campanha. Il biglietto intercity costa 10,50 euro a testa, l’eurostar 15 euro ma si risparmiano solo 10 minuti. Più consapevoli degli spostamenti che ci attendono, iniziamo la visita di Porto.

Visitiamo la Sé e il suo chiostro (3 euro ma, a nostro avviso, non ne vale la pena). Facciamo poi una stradina piuttosto contorta che ci avevano consigliato all’ufficio del turismo che c’è di fronte alla Sé per raggiungere Vila Nova de Gaia (la zona al di là del fiume in cui ci sono le famose cantine del Porto). Strada facendo vediamo l’esterno della chiesa di S. Lorenzo, visitiamo la Igreja de S. Francisco (3 euro compreso il museo annesso, le catacombe e l’ossario) e passiamo dal quartiere Ribeira per attraversare il Ponte de dom luis I e iniziare ‘l’attacco alle cantine’ (l’ufficio del turismo distribuisce un opuscolo in cui sono elencate tutte le cantine con orari di visita e prezzi). Ma il nostro entusiasmo è costretto a ridimensionarsi quando scopriamo che Sandeman e Ramos Pinto sono piene per prenotazioni e ci invitano a tornare il pomeriggio (ma noi dobbiamo andare a Coimbra). Riusciamo a effettuare la visita (gratuita) presso le cantine Taylor’s. Ci fanno degustare due diverse tipologie di porto, ci mostrano le cantine spiegandoci la storia del porto e dell’azienda e siamo davvero soddisfatti – nonostante la gran salita che abbiamo dovuto fare per raggiungere lo stabilimento

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