Saudade: Lisbona, Fado e Pastèis de Belèm

Il tour: Agosto 2003 Dal 6 al 13 – Lisbona, Hotel Miraparque – base per le escursioni a Sintra, Cabo da Roca, Queluz, Cascais, Estoril, Mafra, Evora e la Penisola di Setubal (castelli di Palmela, Setubal e Sisimbra). Dal 13 ...

  • di La Redazione
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il tour: Agosto 2003 Dal 6 al 13 – Lisbona, Hotel Miraparque – base per le escursioni a Sintra, Cabo da Roca, Queluz, Cascais, Estoril, Mafra, Evora e la Penisola di Setubal (castelli di Palmela, Setubal e Sisimbra).

Dal 13 al 16 – Villamoura (Algarve), Hotel Dom Pedro Marina Dal 16 al 17 – Lisbona, Hotel Miraparque 06 agosto Partenza per Lisbona da Milano Malpensa. Atterraggio (con applauso) alle ore 22.10 locali. Volo TAP con qualche turbolenza.

Aeroporto di Lisbona. Bus n. 45 (alle 22.30, ora locale, è il solo che porta in centro). Stop a Praça Marques de Pombal. Scesi dal Bus SuperTechMan non aveva capito da che parte eravamo girati. Forse era impegnato a pensare alla Pizaria Pastelaria vista lungo il tragitto, segno che evitare il Bacalau si può! Ho individuato subito la via dell’albergo (Hotel Miraparque); ovviamente la via è in salita e of course l’albergo è in cima! Per fortuna dietro l’angolo c’è una fermata della Metro (fermata Parque, linha Azul). Di fronte alla nostra stanza il Parque Eduardo VII... un po’ di verde, rilassante (ma con un sacco di cicale!). Temperatura all’atterraggio: 32 gradi! In TV Sporting Lisboa-Manchester Utd (3-0): partita con incasso in beneficenza per le vittime degli incendi che in questi giorni stanno devastando il Portogallo.

NOTA: all’atterraggio l’aereo ha abbassato le luci in cabina: dall’oblò Lisbona illuminata, il ponte sul Tago e noi che sorvolavamo l’Oceano... meraviglioso.

NOTA di SuperTechMan: il nome dell’operazione di beneficenza è, a suo parere, gotico: “Rinascer das Cinzas”, ovvero ‘rinascere dalle ceneri’.

In effetti, è gotico.

07 agosto Dopo aver girato attorno alla Baixa per un’oretta (senza sapere che fosse la Baixa), abbiamo finalmente trovato una fermata del tram (pardon: éléctrico) n. 28. L’abbiamo preso, direzione Alfama. Ci ha mollati al capolinea, facendoci cenno di scendere, per ripartire poco dopo senza di noi (grazie!). Abbiamo fatto 2 passi nel quartiere Graça (senza sapere di essere lì!). Siamo entrati in un supermercato e poi abbiamo preso un altro 28 per finire il giro. In realtà pensavamo di finirlo, ma anche questo 28 ci ha mollati al capolinea (piazza Martin Moniz, ma non sapevamo di essere lì!)... per cui abbiamo dovuto rincorrere un altro 28 per raggiungere l’Alfama e scendere.

Abbiamo fatto qualche foto dai vari Miradouros che ci sono in cima e a piedi ci siamo arrampicati fino alle rovine del Castello. E qui... ho avuto la conferma che gli Iberici sono tutti uguali. Persino gli animali hanno le stesse abitudini! Anche qui, infatti, come accadde a Madrid, un simpatico piccione mi ha lasciato un pensierino su una spalla! Poco dopo sono riuscita a sedermi su una cacca... mancava giusto che la pestassi e avrei fatto l’en plein.

Tuttavia, gira che ti rigira, la giornata è finita in gloria, con i favolosi Pastèis de Belem: dolci di pasta sfoglia ripieni di crema con cannella e vaniglia, spolverati di cacao e zucchero a velo, serviti tiepidi... che spettacolo!!! Li abbiamo comprati in una pasticceria originale, nei pressi della Torre di Belem e del Convento de Los Jeronimos (enorme e stupendo) NOTA 1. Mentre passeggiavamo per Praça do Comercio ci hanno fermati 2 volte per venderci marijuana (ecco “comercio” di cosa...) NOTA 2. Per SuperTechMan Lisbona è una Catania abitata da Napoletani 08 agosto Oggi è andata meglio. Da bravi “italiani medi”, pensavamo di poter non leggere la guida, pur avendola comprata. Ma dopo aver letto le prime pagine, abbiamo organizzato le idee e pianificato il tour odierno: giretto nella Baixa (ora che sapevamo cos’era), salita (a piedi) al Chiado, con i suoi grandi magazzini (Fnac su tutti), le rovine del Convento del Carmine, pranzo in un locale spagnolo (caprese per SuperTechMan e calamari per me... ma era Spagnolo, giuro!), visita all’Oceanario e al quartiere ipermoderno del Parque des Naçoes. Infine, Bairro Alto by night con cena al “Bizzarro”, locale più o meno tipico dove ho mangiato Bacalahu Assado com Batadas Cocidas (baccalà arrosto con patate bollite) e dolce della casa (una specie di mascarpone, troppo liquido!). Per SuperTechMan: pancetta in padella con patate fritte e fetta di torta di crema con biscotto sbriciolato sopra (pastosissima!)... e SuperTechMan pensava che il biscotto fosse pan grattato... vabbè. Comunque... Il Barrio Alto va senz’altro visitato la sera! Considerazione della giornata: dal punto di vista linguistico il Portogallo è un casino: se parli spagnolo si incazzano perché ci tengono alla loro autonomia, ma se parli italiano, ti prendono loro per spagnolo e ti parlano nella tua presunta lingua: uno spagnolo con pronuncia portoghese che devi decifrare. Se poi passi all’inglese, ti guardano sospetti e ti chiedono se sei italiano, dopo di che farfugliano qualche parola (“è tutto?”, “grazie”) e poi ti sorridono. E’ uno strano popolo... dove gli uomini spesso puzzano di sudore e le donne si stra-profumano! NOTA 1. Abbiamo visitato l’Oceanario, bellissimo! Tutto era ben spiegato: pesci, ecosistemi, diagrammi... ma quel pesce enorme e bruttissimo che nuotava in mezzo all’acquario, che cos’era? Perché non era segnalato? Mah..

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