Portogallo, che scoperta

Sono passati quattro mesi dal nostro viaggio in Portogallo, ma ogni volta che io e la mia famiglia guardiamo le foto scattate durante questa bella vacanza, siamo felici del ricordo di quei giorni. Insieme a mia moglie Mariella e alle ...

  • di luciano64
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Sono passati quattro mesi dal nostro viaggio in Portogallo, ma ogni volta che io e la mia famiglia guardiamo le foto scattate durante questa bella vacanza, siamo felici del ricordo di quei giorni.

Insieme a mia moglie Mariella e alle mie figlie Eleonora ed Irene, abbiamo progettato un itinerario in auto che, da Santiago de Compostela, ci avrebbe portato fino a Lisbona e ritorno.

Siamo partiti da Roma Ciampino nel pomeriggio del 17 agosto alla volta di Santiago de C. In perfetto orario e, in meno di quattro ore, eravamo già a bordo dell'auto a noleggio prenotata per tutti e 15 i giorni tramite internet, insieme al volo aereo di A/R.

Il viaggio cominciava sotto i migliori auspici, in quanto l'auto consegnataci era una fiammante Opel Astra, e l'hotel 3 stelle da noi prenotato sul web, situato appena 3 Km. Fuori Santiago de C. (Hotel Congreso) era apparso subito di nostro gradimento, pulito, con la stanza spaziosa e tranquillo. Ci aspettavano due giorni da trascorrere a Santiago, prima di andare in Portogallo.

Le premesse erano state buone, ma il soggiorno a Santiago del 18 e 19 agosto è stato magnifico! Alle 9.00 ci eravamo già dedicati alla visita di questa splendida città, soprattutto dei tesori racchiusi nella sua parte più antica. La famosa Cattedrale, la Praça do Obradoiro, Praça das Platerias, i rintocchi della campana della Berenguela, gli spettacoli degli artisti di strada nelle piazze più suggestive, gli abbracci che i pellegrini si scambiavano l'un l'altro una volta giunti ai piedi della Cattedrale alla fine del loro faticoso Cammino, tutto contribuiva a renderci partecipi di un'atmosfera festosa, religiosa, e magica allo stesso tempo. A noi, inoltre, è particolarmente piaciuto anche il Convento di San Martino. Da non perdere assolutamente, alla fine della giornata, una sortita nei locali di tapas o una buona cena, come noi abbiamo fatto, con risotto alle capesante e polipo alla gallega: un pò caro, ma ne vale la pena... La sorpresa più divertente doveva però ancora arrivare: non perdete per nessun motivo, verso le 22.00, lo spettacolo che la magnifica orchestra di musica spagnola della Tuna Compostelana regala gratuitamente sotto i portici del Municipio, di fronte alla Cattedrale, perchè ballerete e canterete insieme a loro anche se non sapete una parola di spagnolo...

Il nostro secondo giorno di soggiorno in Galizia si apriva sotto un cielo plumbeo (sarà l’unico in 15 giorni: che fortuna!), ma non ci siamo scoraggiati, e siamo partiti per una gita verso l'estrema punta della Spagna nord-occidentale, dagli antichi Romani considerata la fine delle terre emerse verso occidente, Capo de Finisterra (80 Km. Circa). Durante il viaggio, il navigatore satellitare della nostra auto ci regala una gradita sorpresa: Ponte Maceira, vecchia stazione di posta del cammino dei pellegrini da Finisterra a Santiago, un nucleo di case appoggiato sulla riva di un fiume, che viene oltrepassato grazie ad un antico ponte in pietra, largo quanto basta per far passare a malapena la nostra auto... Ci sembra un luogo fuori dal tempo, e dopo un poco proseguiamo verso Finisterra. Giungiamo a destinazione con il tempo notevolmente migliorato, e, fatta la foto di rito presso la celebre croce antica, decidiamo di fermarci nella splendida spiaggia di sabbia bianca che avevamo intravisto poco prima di arrivare, per pranzare e fare una bella passeggiata in riva al mare. A noi, che non ci siamo mai stati, sembra di essere in una spiaggia caraibica, tanto che ci fermiamo lì per quasi tutto il pomeriggio; l'acqua bianca cristallina nella quale proviamo ad immergere i nostri piedi è decisamente ghiacciata, e lasciamo perdere la tentazione del nostro primo bagno nell'Oceano Atlantico... Ci riproveremo in seguito, perchè da domani saremo in Portogallo! La nostra serata prosegue a Santiago, dove ci rifocilliamo a base di tapas, e poi a nanna! Il giorno dopo, sotto un sole cocente, facciamo il nostro ingresso in Portogallo. Tentiamo di trovare una sistemazione sul mare, in maniera da avvicinarci già a Lisbona, nella bella zona di Cabo Carvoeiro; è difficile trovare posto per 4 persone, e allora decidiamo di dirigerci verso il borgo medievale di Obidos. Mai scelta fu più azzeccata! Non solo troviamo una confortevole sistemazione proprio ai piedi delle mura, ma trascorriamo un pomeriggio ed una serata da favola, in uno dei borghi medievali meglio conservati del Portogallo, con la chiesa Madre affrescata da splendidi azulejos. Una vista mozzafiato sul paese si ha dai bastioni delle mura, interamente e gratuitamente percorribili, anche se un pò pericolosi per i bambini più piccoli, perchè a strapiombo e senza protezione verso il basso. E' proprio ad Obidos che iniziamo a fare conoscenza con l'ottima cucina portoghese: baccalà e pesce alla griglia ci saziano, con poca spesa, prima del meritato riposo, e domani saremo a Lisbona! Da Obidos a Lisbona dobbiamo percorrere un centinaio di chilometri che, nelle perfette e poco trafficate autostrade portoghesi (sono nettamente davanti a noi, da questo punto di vista!) vogliono dire un'ora di strada. L'albergo a 4 stelle (il Novotel Lisboa) prenotato su internet cinque mesi prima, alla fantastica tariffa di 90 Euro colazione compresa, era veramente così confortevole come appariva sul web! Eravamo felici della scelta fatta, in quanto pure vicini alla Metro, anche se Mariella, come al solito dubbiosa, mi invitava a controllare bene le e-mail di conferma, perchè nei display luminosi della hall erano evidenziati prezzi tutt'altro che abbordabili... Niente paura, tutto ok! E allora, preso possesso della stanza alle ore 13, e dopo aver pranzato nell'ottimo ristorante dell'hotel (nel quale ho assaggiato una buonissima "caldo verde", cioè una zuppa piatto nazionale portoghese), nel pomeriggio eravamo già a passeggio nella Baixa, la zona più animata di Lisbona. Abbiamo subito provveduto ad acquistare la Lisboa Card, con la quale si ottiene libero accesso per 1, 2 o 3 giorni ai principali musei e monumenti della città e di Sintra, nonchè pass gratuito valido su tutti i trasporti urbani (compresi i mitici tram di Lisbona, "O Electrico"), ed extraurbani verso Sintra e le spiagge di Cascais ed Estoril. A proposito: a Lisbona abbandonate l'idea di spostarvi in auto, perchè il traffico è caotico, soprattutto nel centro storico, e gli automobilisti lusitani sono poco pazienti con chi li rallenta davanti a sè, e ti mandano volentieri a quel paese! Dato che qui staremo 5 giorni, avremo tutto il tempo per poter utilizzare la Card da domani, e quindi cominciamo ad apprezzare il piacere di passeggiare a piedi nel centro storico, nei luoghi narrati da Pessoa, del quale esiste anche una statua che lo raffigura seduto, vicino al Largo do Chiado, al suo caffè preferito: Eleonora ed Irene si siedono di fianco a lui per la foto di rito. Percorriamo Rua Garret, arriviamo a Praça Camoes cuore pulsante di Lisbona e, vicino la chiesa di Sant'Ignazio di Loyola (la chiesa degli italiani), salendo per Rua da Misericordia, notiamo una pizzeria italiana che attira l'attenzione di Eleonora ed Irene: stasera verranno accontentate con una buona pizza. Decidiamo di fare la conoscenza di una delle attrazioni maggiori di Lisbona: il tram (che viene chiamato affettuosamente "o electrico"), quello che attraversa tutti i luoghi più belli di Lisbona. Ci appostiamo alla fermata della Baixa e saliamo su questo trabiccolo che, sferragliando e scampanellando, corre a pazza velocità in discesa e arranca in salita nelle ripide vie del centro storico. Arriviamo così alla Cattedrale, e, dopo averla visitata, da lì ripartiamo col 28 in senso inverso fino alla Basilica da Estrela, posta all'altro lato del capolinea: Irene è entusiasta, si diverte un mondo, Eleonora è felice mentre guarda fuori dal finestrino. Dopo la pizza promessa alle ragazze e un'ultima passeggiata, si chiude la nostra prima giornata a Lisbona

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