Azzorre: delle ortensie e degli sparvieri

(Viaggio fatto da Franco Fabiani e Luigia Romano) Il mondo è proprio strano, sapete? Circa vent’anni fa feci un viag-gio alle Isole Azzorre, arcipelago che mi sembrò più immaginario che reale. Anzi, così "fuori luogo" rispetto a tutto che quando ...

  • di Franco Fabiani
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

(Viaggio fatto da Franco Fabiani e Luigia Romano) Il mondo è proprio strano, sapete? Circa vent’anni fa feci un viag-gio alle Isole Azzorre, arcipelago che mi sembrò più immaginario che reale. Anzi, così "fuori luogo" rispetto a tutto che quando tor-nai mi parve che anche il mio viaggio fosse stato immaginario. Ave-vo visto delle balene che fin ad allora avevo considerato animali immaginari; avevo ascoltato storie di vite tragiche che pensavo esi-stere solo in letteratura; avevo visto paesaggi strani, dove gli albe-ri di ananasso si mescolano alle ortensie, che credevo si trovassero solo nei manuali di geografia fantastica. Affinché tutto quello che avevo visto e vissuto non svanisse nell’aria come un miraggio, pen-sai di raccontarlo (A. Tabucchi - AUTOBIOGRAFIE ALTRUI, 2003) Viene da pensare che forse hanno ragione gli induisti a credere nella reincarnazione; il fatto è che da sempre ci sentivamo irresistibilmente attratti da questo arcipelago vulcanico in mezzo all’Atlantico, territorio portoghese a oltre novecento miglia dalle coste iberiche.

Delle Isole Azzorre, sostanzialmente, conoscevamo solamente questo e poco altro; eppure quando quest’estate ci siamo arrivati e ci siamo persi nella loro straripante natura, lasciandoci sopraffare da indescrivibili muraglioni di ortensie pervinca, ebbri di un’aria quasi perennemente fina e fresca, la sensazione è stata quella di un’accoglienza e un conforto che solo i luoghi familiari sanno dare.

Sia o no plausibile un qualche nostro trascorso da delfino o da rapace, se qualcuno avesse bisogno di un incoraggiamento – essendo in dubbio o meno se partire o meno alla volta delle Azzorre – il consi-glio è certo quello di andarci.

Posto ciò, le note che seguono non possono e non vogliono essere una sorta di “guida a...”, ma sola-mente offrire ai frequentatori di questo sito un po’ di indicazioni, utili nei limiti del nostro punto di vista e della loro incompletezza (visto anche che si parlerà solo di tre delle nove isole dell’arcipelago).

A proposito di guide: sulle Azzorre in commercio, in italiano, ne esiste una sola, edita in una collana distribuita dal Touring Club: senza volere tranciare un giudizio incompetente, dobbiamo sottolinea-re che il modo un po’ troppo diario di viaggio in cui essa è impostata, qualche suo passaggio un po’ affrettato e la carenza pressoché totale di cartine e mappe, ci hanno fatto sentire non poco la mancanza proprio di una di quelle belle e canoniche pubblicazioni verdi del TCI! Tutto sommato, è stata quasi più utile la guida “Azores, the Living Nature”, distribuita gratuitamente sulle isole; in portoghese, inglese o tedesco.

Peraltro, probabilmente altre guide non ce ne sono perché le Azzorre non sono una località turisti-ca, almeno nel senso comune che si dà a questa parola: fatto salvo il Porto di Horta – che è un caso a sé – non è che si vedano moltitudini di viaggiatori stranieri in giro. Certo, negli alberghi capita di sentire parlare il solito tedesco, o francese o olandese e noi – in dodici giorni – abbiamo incontrato solo un trio di italiani: la maggior parte dei pochi vacanzieri, poi, sono portoghesi continentali: valu-tate quindi secondo i vostri gusti i pro e i contro di questa situazione ma tenetene comunque conto come dato di fatto.

Qualche altra annotazione preliminare e generale. La vacanza è stata organizzata, abbastanza in fretta, tra la fine di Luglio e i primi di Agosto: ciò ha comportato alcune difficoltà operative, soprattutto nel reperire i passaggi aerei (e per trovare ta-riffe più vantaggiose?) e quindi il consiglio – che vale sempre e in ogni caso ma che spesso è difficile da seguire – è quello di organizzarsi il più possibile per tempo

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