Un viaggio di nozze lungo un mese: dalle Marchesi

Il nostro viaggio ha visto le seguenti tappe: Nuku Hiva (isole Marchesi), Moorea, Bora Bora, Tikehau, Rangiroa, Rurutu (isole Australi) nella Polinesia francese e in ultimo l’isola di Pasqua. Abbiamo programmato il nostro viaggio dopo aver letto la guida della ...

  • di Ceghe
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: 3500
 

Il nostro viaggio ha visto le seguenti tappe: Nuku Hiva (isole Marchesi), Moorea, Bora Bora, Tikehau, Rangiroa, Rurutu (isole Australi) nella Polinesia francese e in ultimo l’isola di Pasqua. Abbiamo programmato il nostro viaggio dopo aver letto la guida della Lonely Planet e parecchi racconti di viaggio di questo sito (e a proposito ringrazio tantissimo Sunfolwer76 – vedi il racconto “Polinesia francese: un sogno” del 09/11/2006- con le sue utilissime informazioni e con l’enorme pazienza avuta nel rispondere a tutte le mie domande) e dopo aver navigato in internet su diversi siti. Tutte queste sono state fonti utilissime di informazioni per decidere quali isole includere nel nostro viaggio e in quali pensioni alloggiare. Abbiamo deciso di includere almeno un’isola di ognuno dei quattro arcipelaghi della Polinesia francese in modo da vedere paesaggi di tipo diverso e anche una Polinesia più autentica, meno turistica. Inoltre, visto che eravamo a Papeete, abbiamo pensato che era anche l’occasione buona per vedere l’isola di Pasqua (anch’essa parte della Polinesia) raggiungibile in aereo solo da Santiago del Cile o proprio da Papeete. Abbiamo deciso di alloggiare in pensioni anziché nei vari resort per risparmiare, visto che le pensioni sono più economiche, così abbiamo potuto fare un viaggio più lungo e includere le isole Marchesi e le isole Australi (il pacchetto di voli per girare tra le isole è costato il doppio di quello che comprende solo le isole della Società e le Tuamotu).

Siamo partiti il 4 giugno al mattino presto da Milano Linate con Alitalia con destinazione Parigi da dove abbiamo preso il volo dell’Air Tahiti Nui che ci ha portato direttamente fino a Papeete (con scalo tecnico a Los Angeles). Il viaggio è andato bene: aerei puntuali e bagagli che ci hanno seguito (tra l’altro i bagagli li abbiamo imbarcati a Milano e ripresi direttamente a Papeete senza dovercene preoccupare a Parigi). L’Air Tahiti Nui è una compagnia moderna con personale gentile e aerei moderni. C’è stato però un momento di panico a Parigi per i bagagli: al check-in ci hanno chiesto dei talloncini necessari per trasferire il nostro bagaglio direttamente da un aereo all’altro e noi non ne sapevamo niente. Poi, però, fortunatamente ho ritrovato questa sorta di talloncini attaccati sul retro dei biglietti del ritorno: praticamente quelli dell’Alitalia al check-in a Milano ce li hanno dati senza dirci niente e quindi nemmeno senza spiegarci che ce li avrebbero chiesti a Parigi. Pertanto vi conviene chiedere dove ve li attaccano perché altrimenti non vi dicono niente (e crediamo sia una prassi abituale perché al banco del check-in accanto al nostro c’era un’altra coppia che aveva il nostro stesso problema).

Siamo arrivati a Papeete in tarda serata e, dopo un’accoglienza con musica e collana di fiori, il pulmino dell’agenzia ci ha portato al nostro albergo (Hotel Tiarè Tahiti) e attorno a mezzanotte siamo andati a letto stanchi dopo un giorno intero di viaggio. L’albergo non è male, spartano ma pulito ed è proprio in centro vicino al mercato, solo il personale non sempre è gentile.

Il giorno successivo abbiamo fatto una levataccia perché alle 5.30è passato il pulmino dell’agenzia per portarci in aeroporto a prendere l’aereo con destinazione Nuku Hiva nelle Marchesi. Il volo è durato 3 ore. Abbiamo pranzato in aereo (unico caso di pasto compreso nel volo in tutto il viaggio; sugli altri voli per le altre isole ci sono panini e snacks a pagamento). All’atteraggio è venuto a prenderci un ragazzo che fa da autista per la pensione che avevamo prenotato. Dopo circa un’ora e mezza di viaggio in fuoristrada (unico mezzo per potersi muovere visto che la maggior parte delle strade non sono asfaltate) con l’autista che guidava in modo un po’ spericolato (io ho passato il viaggio aggrappata ad una maniglia!), siamo arrivati a Taiohae che è il centro amministrativo e la cittadina più grande dell’isola. Abbiamo alloggiato alla Pension Mave Mai. La pensione non è male, abbiamo anche mangiato abbastanza bene. Unica scomodità è che i pasti vengono serviti nel ristorante del proprietario della pensione; il ristorante non è lontano ma, se devi andare o tornare a piedi (sperando che non piova), è un po’ scomodo per la poca illuminazione e la strada di accesso alla pensione in parte sterrata. Alla sera, durante la prima cena, abbiamo prenotato l’escursione per il giorno dopo: destinazione la cascata di Vaipo (un salto di 350 m!)

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