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NICARAGUA - COSTA RICA - PANAMA' (Prima Parte)

ESTATE 2009 NICARAGUA – COSTA RICA – PANAMA’ (Diario di Viaggio) (Prima Parte: Nicaragua) 9.8 Milano Le lancette dell’orologio avanzano piano. E’ sera, gli zaini pieni aspettano, proprio come noi, che meticolosamente sistemiamo le ultime cose con la recondita speranza ...

  • di udg35
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

ESTATE 2009 NICARAGUA – COSTA RICA – PANAMA’ (Diario di Viaggio) (Prima Parte: Nicaragua) 9.8 Milano Le lancette dell’orologio avanzano piano. E’ sera, gli zaini pieni aspettano, proprio come noi, che meticolosamente sistemiamo le ultime cose con la recondita speranza di non dimenticare nulla. Ci teniamo occupati mentre la notte scorre, un filo di agitazione ci si agita in petto, quella tipica agitazione da vigilia di un lungo viaggio, quell’agitazione che è attesa, voglia, adrenalina, aspettativa, desiderio.

Domani mattina, finalmente, un volo della Delta Airlines ci porterà in Centro America. Prima tappa: Nicaragua.

Sono ormai mesi che prepariamo questo viaggio. Domani, dopo uno scalo intermedio ad Atlanta, arriveremo a Managua e da lì subito a Granada, la Gran Sultana, primo passo di un cammino lungo tre settimane che ci porterà a scivolare verso sud, attraversando il Costa Rica fino a Panama, su quella sottile striscia di terra stretta tra due oceani che unisce il Nord America e il Sud America. Quella sottile striscia di terra che, se la guardi sul mappamondo, sembra un picciuolo a cui è attaccato un grosso frutto succoso, un nastrino di raso da cui pende una variopinta decorazione di Natale, un filo di lana che si dipana da un fitto gomitolo aggrovigliato.

Siamo pronti a srotolare la nostra storia, la nostra avventura. E intanto, questa notte, dormiremo un sonno senza sogni. Il sogno, è così, inizia domani.

10.8 Milano – Atlanta – Granada Quando arriviamo a Malpensa, una sorpresa poco piacevole ci accoglie: il nostro volo per Atlanta è in ritardo di un’ora e, contando che negli USA originariamente avremmo avuto “solo” due ore e trenta per prendere la coincidenza diretta a Managua passando per la famigerata immigration statunitense, un po’ di preoccupazione ci assale.

Ma decidiamo di non darci peso, andrà come deve andare.

E infatti il volo scorre liscio, un occhio distratto ma costante alla velocità del vento contrario riportata sugli schermi in cabina (abbiamo scoperto che una variazione di 50Km/h del vento contrario potrebbe anche farti perdere una coincidenza) e le 10 ore passano.

L’aereo atterra, noi ci scapicolliamo all’immigration, in un quarto d’ora superiamo i controlli, preleviamo qualche dollaro on the way e in un tempo da record mondiale siamo all’imbarco per il volo diretto a Managua, che apre giusto un minuto dopo il nostro arrivo.

Ce l’abbiamo fatta. E in tutto questo, causa fuso orario, il tardo pomeriggio americano per noi inizia ad essere notte. Ma non è ancora tempo di cedere alla stanchezza. Il nostro volo per il Nicaragua è in partenza e in aereo, guardando i volti indigeni dei passeggeri che mi circondano, inizio a sentire finalmente il profumo del Centro America.

Tre ore e mezza di volo e l’aereo atterra nel buio dell’aeroporto internazionale Sandino di Managua.

Eccoci. Dopo un viaggio infinito, dopo mesi di sogni e programmi, ci siamo.

L’aeroporto è piccolo, gli zaini ci vengono riconsegnati in un attimo e in pochi minuti siamo già sul taxi prenotato dall’Italia, in direzione Granada, precorrendo la Panamericana, sinuoso nastro di asfalto che attraversa da nord a sud tutto il continente americano, dall’Alaska fino alla Patagonia. Un tetto di stelle ci guarda dall’alto, mentre tagliamo eccitati la notte nicaraguese, con i suoi odori, i suoi pueblitos, la sua gente che passeggia quieta ai bordi della strada.

In 50 minuti siamo a Granada, Hotel Con Corazòn. Una cerveça sorseggiata nel patio fiorito e poi, finalmente, buenas noche Nicaragua

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