Namibia in roof tent

Oltre due settimane da soli alla scoperta di questo magnifico Paese

  • di Panteri
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Quest'anno io e mio marito Filippo abbiamo deciso di trascorrere le vacanze estive in Namibia. È la prima volta che scegliamo come meta l'Africa e siamo felici di poter scrivere che la nostra decisione è stata totalmente azzeccata.

Iniziamo l'organizzazione del viaggio ad inizio Maggio: è mio marito, in particolare, che si dedica alla prenotazione di tutte le sistemazioni logistiche e alla progettazione dell'itinerario, che abbiamo condiviso di fare in autonomia - self drive – ed in campeggio con “roof tent”, nel periodo 21 luglio - 8 agosto.

21-22 luglio

Dopo un viaggio aereo piuttosto lungo, ma in perfetto orario (Milano - Monaco - Johannesburg – Windhoek), domenica 22 luglio alle 14.20 atterriamo nella capitale della Namibia. In aeroporto ci attende un impiegato dell'Agenzia di noleggio dell'auto che ci conduce presso la sede e ci illustra tutte le indicazioni necessarie per guidare, fare benzina, montare la tenda e iniziare il nostro viaggio in assoluta tranquillità e sicurezza. Per la prima notte, mio marito ha prenotato una splendida camera all'Hilton Hotel, recentemente costruito, dalla cui terrazza, al nono ed ultimo piano, si può godere di una bellissima vista della città. Una notte riposante prima di iniziare il nostro viaggio alla scoperta della Namibia.

23 luglio

Alle 6.30 del mattino lasciamo Windhoek per dirigerci verso Duwisib Castle. Per raggiungere la nostra meta percorriamo la B1, principale arteria del paese sull’asse nord-sud, nelle cui vicinanze sorgono i principali centri urbani dell’altopiano centrale. Facciamo brevi soste lungo la strada a Rehoboth, poco dopo aver superato il cartello indicante la linea latitudinale del tropico del Capricorno, Mariental, piccolo centro dove facciamo un po’ di spesa, e Maltahohe. Raggiungiamo Duwisib Castle nel primo pomeriggio e siamo sin da subito colpiti da questo castello, tipicamente europeo, edificato nel bel mezzo del deserto. Una volta terminata la visita e prima di organizzarci per la notte, ci godiamo una buonissima e profumatissima torta di mele appena sfornata dalle cucine della vicina farm. La prima sera in campeggio è una vera avventura: siamo gli unici clienti. E’ così che ci godiamo la prima notte stellata della Namibia in assoluta pace e solitudine, anche se l’escursione termica mette da subito alla prova i nostri sacchi a pelo.

24 luglio

Verso le 7.00, dopo esserci riempiti gli occhi dei colori dell’alba, partiamo: direzione Sesriem. Percorriamo la C27 in mezzo a strade ghiaiose e cancelli di farm/ranch, sino all’ingresso della Namibrand Nature Reserve, 20.000 ettari di dune, praterie desertiche e montagne selvagge ed isolate. E’ qui che iniziamo ad avvistare i primi animali liberi: orici, springbok, zebre e struzzi. E’ davvero uno spettacolo della natura. Nel primo pomeriggio arriviamo a Sesriem: dopo aver verificato la nostra prenotazione al campeggio, ci dirigiamo verso il Sesriem Canyon, una gola scavata dal fiume Tsauchab, che esploriamo con una passeggiata di un paio d’ore. Al rientro ci godiamo un bel tramonto nella confortevole piazzola assegnataci presso il Sossus Oasis campsite.

25 luglio

Al mattino, come sempre, sveglia alle 5.40 per essere tra i primi a varcare i cancelli del Parco di Sesriem. Percorriamo 65 km di strada asfaltata fra dune di sabbia rossa e animali curiosi, per giungere al nostro primo punto di sosta, da cui parte un percorso a piedi di nome Dead Vlei che percorriamo solo in parte. Ripartiamo azionando le marce 4x4 per affrontare gli ultimi 4 km che ci portano sino a Sossusvlei Pan, dove, una volta giunti, scaliamo una delle dune rosse che circondano questa grande pozza d’acqua. Il paesaggio è davvero meraviglioso. Nel ritorno, ho provato a sperimentare, con molta fatica e con molto uso della frizione, la guida 4x4 nella sabbia: un’impresa difficile, mitigata solo, nella parte finale del percorso, dalla visione di una piccola volpe, che vogliamo credere fosse un otocione

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Commenti
  1. Sergio76
    , 31/8/2012 20:54
    Uno di quei viaggi che ti fà venire subito voglia di ripartire!

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