Namibialand

1 AGOSTO: JOHANNESBURG > WINDOEK Dopo cinque emozionanti giorni in Sud Africa, il nostro viaggio prosegue per la Namibia, dove trascorreremo i restanti 12 giorni di vacanza. Sveglia non all’alba, colazione e trasferimento in aeroporto, dove consegniamo la Chico rossa ...

  • di Roberto Beltrami
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

1 AGOSTO: JOHANNESBURG > WINDOEK Dopo cinque emozionanti giorni in Sud Africa, il nostro viaggio prosegue per la Namibia, dove trascorreremo i restanti 12 giorni di vacanza.

Sveglia non all’alba, colazione e trasferimento in aeroporto, dove consegniamo la Chico rossa e ci imbarchiamo per Windoek. In aeroporto ammiriamo alcuni negozi di artigianato africano e ci innamoriamo delle maschere in legni, dei porta frutta in legno, delle sculture in legno, dei cuscini, delle candele... vorremmo comprare tutto ma rimandiamo al ritorno così non abbiamo il problema del trasporto. Voliamo in Namibia e quando usciamo dall’aereo, dopo un atterraggio “ballerino”, ci colpisce la forte luce che c’è tutt’intorno. Cambiamo euro in namibian dollars e abbiamo problemi con la VISA alla Europcar... in qualche modo ci danno una Toyota Tazz, una ciofeca, e ci dirigiamo verso la capitale al nostro hotel. E’ domenica e tutto è chiuso, compreso il tourist office, quindi perdiamo un po’ di tempo a trovare il nostro hotel. Alla fine, stanchi, andiamo in camera e decidiamo di cenare all’hotel. Cena pessima e cara, ci fregano facendoci pagare il buffet completo... A nanna presto.

2 AGOSTO: WINDOEK > OKONJIMA Sveglia alle 7.30, colazione e partenza per Okonjima. Il viaggio in auto è piacevole, solo l’ultimo tratto di 25 km è su strada sterrata. Tutto intorno savana, con terra rossa, erba secca gialla e alberi verde scuro, bellissimo! Notiamo che è diverso dal Sud Africa. Anche la temperatura, è decisamente più caldo.

Arriviamo al lodge, disperso in mezzo al nulla, e siamo subito colpiti dalla bellezza e accuratezza del tutto: ci sono oggetti di artigianato africano ovunque, e tutto è curato nei minimi particolari.

Pranziamo e alle 15, dopo caffè e torta, partiamo per il safari. Avvistiamo una leoparda grazie al collare che li traccia. Due ghepardi, qualche giraffa, ci sono meno animali rispetto al Sud Africa, anche perché si tratta di un centro per il recupero e riabilitazione di felini abbandonati o feriti o orfani. Al tramonto torniamo al lodge e ci sediamo intorno al fuoco. Conosciamo 4 italiani e 2 giapponesi, oltre al nostro ranger, un Zimbabwese molto simpatico. Cena allegra e buona all’aperto! Poi si parte per l’hide, tutti in fila indiana a piedi, guidati dal ranger e dalla luce della luna piena, andiamo fino a un punto di osservazione sulla savana, mimetizzato. La giuda getta davanti al punto di osservazione deve siamo appostati della verdura e un pezzo di carne con l’intento di attirare qualche animale. La zona è illuminata debolmente da un faro. Stiamo tutti in silenzio assoluto per un quarto d’ora, poi appare in lontananza un kudu, un altro, un altro ancora e piano piano si avvicinano. Dopo qualche minuto appare anche il porcospino, che si dirige deciso verso la verdura e inizia a mangiare tranquillamente. Si sente il rumore del masticare! Intanto si avvicinano anche i kudu, in particolare una femmina molto affamata che inizia a sbafare tutto rumorosamente e sempre guardinga. Dopo circa mezz’ora rientriamo al lodge, dove ci aspetta un bel fuoco. IN camera troviamo un biglietto di auguri per il nostro futuro assieme (sanno che siamo in viaggio di nozze, che carini!) e delle cartoline in regalo, legate assieme da filo colorato e fiorellini., Ci hanno persino messo la borsa dell’acqua calda sul letto!! Ci sentiamo coccolatissimi! 3 AGOSTO: OKONJIMA > AOBA LODGE (ETOSHA) Sveglia all’alba per l’appuntamento con i leoni nel LION-LAMA: si tratta di un balcone sopraelevato da cui si possono osservare tre leoni (due maschi e una femmina) tenuti dentro ad un appezzamento abbastanza vasto di terreno (ovviamente recintato). Vengono nutriti in quanto non sono più capaci di vivere nel “wild”. Sono a pochi metri da noi e li fotografiamo mentre facciamo colazione. Dopo di che, partiamo con 2 jeep scoperte per l’osservazione dei ghepardi e le spiegazioni di ciò che l’Africat Foundation sta facendo per questi animali. Andiamo in un sito dove sono tenuti 8-9 ghepardi (anche questi nutriti dall’uomo) e le guide, mentre ci spiegano un po’ della vita di questi felini, gettano loro pezzetti di carne di asino per attirarli. Ad un certo punto ne abbiamo 5-6 attorno; miagolano e chiedono il cibo. Bellissimo vederli arrivare trottando nell’erba alta: escono solo le teste! Da quadro! Prossima tappa è la clinica dove il personale di Africat svolge tutte le attività veterinarie sui felini della riserva e quelli “di passaggio”. Ci vengono date interessantissime spiegazioni su ciò che viene fatto nel centro e sulle attività educative e di salvaguardia che vengono svolte; avendo come target soprattutto i giovani / ragazzi e i coltivatori, diretti antagonisti dei felini

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