Myanmar, il paese del sorriso

In queste righe voglio riportare emozioni, sensazioni e riflessioni che ho provato visitando questo fantastico paese dalle mille contraddizioni, dai mille colori e dalla bellezza di luoghi ancora incontaminati dal consumismo, che spero vi possano invogliare ad intraprendere questo viaggio ...

  • di cris.83
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

In queste righe voglio riportare emozioni, sensazioni e riflessioni che ho provato visitando questo fantastico paese dalle mille contraddizioni, dai mille colori e dalla bellezza di luoghi ancora incontaminati dal consumismo, che spero vi possano invogliare ad intraprendere questo viaggio appena la situazione torni sotto controllo.

Alcune informazioni da sapere prima di visitare questa terra: Il Myanmar (ex Birmania) è uno stato a regime militare, la dittatura impone regole che violano i diritti umani e la libertà di pensiero, la religione predominante è il Buddismo. E’ un paese molto povero dove la popolazione vive in condizioni disastrose mantenendo però una dignità ed una cordialità verso il prossimo che lascia a bocca aperta, bambini, ragazzi, adulti e anziani sono sempre pronti ad accoglierti con quello che sanno fare meglio: sorridere.

In questo paese è molto difficile, in alcune zone impossibile, comunicare con il resto del mondo, in quanto l’area non è coperta da nessun gestore di rete telefonica occidentale di conseguenza è inutile portare con se il cellulare, internet dove è disponibile è lentissimo e molti siti sono censurati dalla dittatura, anche chiamare da un telefono fisso è complicato e molto costoso (circa 7-10 USD al minuto).

Sconsiglio vivamente di visitare il paese nel periodo in cui l’ho fatto io cioè la stagione monsonica da maggio a ottobre in quanto è facile che per tutta la durata del viaggio ci sia come compagna la pioggia e alcune zone risultano spesso inagibili da raggiungere.

Ora vi racconto invece giorno per giorno tutto quello che mi è capitato durante quest’avventura: 17/09/2008 La partenza è da Roma Fiumicino con volo via Bangkok per Yangon, tutto in perfetto orario, la compagnia aerea è veramente ottima.

Il giorno seguente appena arrivato a Yangon ho conosciuto tutti i miei compagni di viaggio che partecipano come me al tour organizzato.

Yangon è la ex capitale e la città più grande del Myanamr. Per fortuna ci portano subito in hotel in quanto non vorrei giudicare la città con gli occhi di uno che sta sveglio da più di 24 ore e nel posto in cui si trova sono appena le 9 di mattina, così appena arrivato in hotel decido che è meglio chiudermi nella mia stanza a riposare fino al primo pomeriggio dove in programma c’è la visita alla Shwedagon Pagoda (il tempio più importante di Yangoon e di tutta la Birmania). Dopo il riposino arrivati sul posto abbiamo scoperto che la pagoda era chiusa causa manifestazione dei monaci che protestavano pacificamente intorno all’aerea della Pagoda contro la dittatura, torniamo in hotel dopo aver fatto un giro per la città e dopo cena subito a dormire.

Il giorno seguente è in programma lo spostamento al Lago Inle con un volo interno, un lago situato nel centro-nord del paese dalla bellezza straordinaria, un silenzio che ti trasmette un senso di serenità che ormai è diventato impossibile trovare in occidente. Qui abbiamo visitato alcuni villaggi dove vivono in palafitte sull’acqua le “persone del lago” dedite a vivere la loro vita in perfetta simbiosi con tutto quello che li circonda. Visitare il lago Inle è stata un esperienza irripetibile.

Il quarto giorno ancora in giro per il lago con quelle simpatiche barche lunghe e strettissime, abbiamo visitato un altro villaggio ed il tempio dedicato al Buddha. La sera trasferimento con volo interno a Mandalay.Che è la seconda città per importanza del paese.

Il quinto giorno è stato interamente dedicato alla visità di Mingun città raggiungibile con un’ora circa di barca da Mandalay. Qui è conservata la campana più grande del mondo

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