Viaggio di Nozze in Messico e Guatemala

A Dicembre in Messico? Perche?? Perché il periodo scelto per le nostre nozze coincide con l’inizio della stagione secca in Messico, la stagione migliore per visitare il paese. Gli uragani (Emily, Katrina, Wilma) di questa estate e autunno 2005 hanno ...

  • di Lorenzo Cavallo
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

A Dicembre in Messico? Perche?? Perché il periodo scelto per le nostre nozze coincide con l’inizio della stagione secca in Messico, la stagione migliore per visitare il paese. Gli uragani (Emily, Katrina, Wilma) di questa estate e autunno 2005 hanno colpito duramente Yucatan, Chiapas e Guatemala ma a dicembre la maggior parte delle località erano agibili per i turisti.

Scegliamo il Messico precoloniale decidendo noi dove fermarci a dormire e quanto fermarci, prenotando dall’Italia gli alberghi, i voli interni, due mini tours (in Chiapas e in Guatemala) e il noleggio dell’auto presso la Hertz.

Partenza da Torino il 4 dicembre (volo delle 11:10) per Francoforte con Lufthansa per evitare poi lo scalo negli USA. Alle 13:40 ci imbarchiamo per la traversata transoceanica (12 ore di volo), alle 18:50 siamo all’aeroporto di Mexico City, la capitale, El DeFe (el Distrito Federal). Sull’aereo abbiamo compilato il modulo per l’immigrazione (“Forma migratoria turistica”) che dove esser presentato alla dogana dove viene timbrato e restituito col passaporto anch’esso timbrato.

Un consiglio : indicare per precauzione qualche giorno di permanenza in più rispetto ai giorni previsti, tanto vale 180 giorni e non si sa mai...  : nel nostro caso, poi, l’addetto anziché scrivere un numero di giorni precisi ha fatto uno scarabocchio.

Bisogna poi compilare un modulo per i bagagli, ne basta uno per nucleo familiare. Recuperati i bagagli si arriva al famoso “semaforo” per il controllo statistico: per noi scatta il verde e possiamo andare allo sportello per prendere un taxi: paghiamo 15$ (o in alternativa 152 pesos) per andare fino a Zona rosa. Esiste comunque una stazione della Metro a 300 metri dall’uscita dell’aeroporto. Le tariffe dei taxi (taxi seguro) sono fisse e in base alla zona di destinazione.

Il nostro albergo si trova in Zona Rosa, un quartiere con le vie che hanno i nomi di città europee, ricco di consolati, ambasciate, alberghi...

Stanchi per il viaggio volutamente insonne andiamo a dormire alle 9 di sera (per noi ormai sono quasi le 4 di mattina)...

5/12 (lunedì) Sveglia biologica alle 7, doccia e colazione al supermercato vicino all’albergo con brioches e caffé molto lungo e bollente in caraffone. Da bravi turisti spaesati cerchiamo un’agenzia di cambio (troviamo un 12,20 pesos per 1 euro...), poi veniamo fermati da un poliziotto che ci offre il suo aiuto e ci propone una visita guidata in taxi con un suo amico, Juan. Per 500p accettiamo di visitare il quartiere delle botteghe che lavorano l’argento, il Santuario di Nuestra Señora de Guadalupe, un negozio di tessuti e Teotihuacán. Tra l’altro essendo lunedì i musei cittadini sono chiusi. Convinti... si parte!! Prima tappa il negozio di argenterie che ovviamente vive anche grazie a queste visite: ci accolgono con calore, ci fanno vedere come fanno le incisioni su lamina, ci offrono birra e Margarita senza insistere sull’acquisto. Con Juan durante il viaggio si parla in spagnolo, di un po’ di tutto (es. L’invasione del mercato cinese dei tessuti, le fonti energetiche, le favelas, la “reforma agraria”, le gare di ballo...). Seconda tappa il Santuario della Madonna di Guadalupe già affollato di pellegrini ( il 12 dicembre è la festa di Nuestra Señora de Guadalupe) e infine il sito di Teotihuacán, preceduto da una veloce sosta a un negozio di tessuti dove ci fanno vedere i molteplici usi dell’agave (persino come ago e filo) e ci offrono un bicchiere di tequila...

Teotihuacán, la città degli dèi: viste da lontano le Piramidi del Sole e della Luna sembrano colline, il primo contatto con l’archeologia precolombiana ( in questo caso opera degli Olmechi) ci toglie il fiato. Si accede al sito con 38p. Saliamo su entrambe le Piramidi, fa caldo ma l’aria è secca. Ci son quasi più venditori ambulanti di oggetti in ossidiana (maschere, collanine, piramidi...) che turisti..

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