Messico Nord e Centro

Indice destro, indice sinistro, faccia Lo zampino questa volta ce lo ha messo il popolo anglo-pachistano. Pochi giorni prima della partenza per il Messico, un gruppo di fanatici dinamitardi ha pensato bene di farsi scoprire con le mani nel tritolo ...

  • di isaia00
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Indice destro, indice sinistro, faccia Lo zampino questa volta ce lo ha messo il popolo anglo-pachistano.

Pochi giorni prima della partenza per il Messico, un gruppo di fanatici dinamitardi ha pensato bene di farsi scoprire con le mani nel tritolo dalla solerte polizia londinese. Questi figli della Regina hanno di fatto quasi mandato in tilt il sistema di aviotrasporto inglese e americano. Nessun bagaglio a mano se non una busta di plastica con portafogli, biglietto e passaporto. Io mi sono attenuto scrupolosamente ai dettami, ho preso una busta di biscotti, ho tolto le briciole, ci ho fatto un paio di buchi e mi sono avviato alla volta della tratta Roma-Mexico City via Milano-NewYork. Dovendo cambiare tre aeroplani, mi è toccato fare scalo tre volte e triplicare le code. Ad esempio nella ospitale Grande Mela ho dovuto affrontare la coda per l'accettazione negli Stati Uniti, con il simpatico protocollo che vede i passeggeri allungare gli indici in un lettore di impronte digitali e mostrare il volto tumefatto dal sonno e da fuso orario alla telecamera della Immigrazione. Passato il primo zig-zag in solo 40 minuti, sono andato a recuperare il bagaglio (attesa), l'ho consegnato all'ufficio bagagli in transito (attesa), sono uscito giusto in tempo per fare un altro check-in di 30 minuti. Altra coda da arca di Noè ai metal-detector dell'ingresso alle partenze dove facevano togliere persino le scarpe per farle passare ai raggi-X, mentre la nube tossica sprigionata dai piedi dei viaggiatori era appena mitigata dai profumi al mughetto spruzzati dalle malcapitate e cianotiche guardie.

Ad ogni modo sono giunto a Città del Messico, o De-efe, come la chiamano lì, sano e salvo, profumato come una capra e con tutti i cavoli salvati, dove mi aspettava il dolce sorriso di Paulina.

Dopo una colazione degna di questo nome all'Hotel Fiesta Inn (sempre lo stesso da quando bazzico il tropico), basata su un menu da Nozze di Cana (ma analcolico), abbiamo deciso di dedicare il primo ed unico giorno di Mexico City alla visita del quartiere di Coyoacan.

Questa elegante borgata è piena di ville di lusso, con porte e cancelli blindatissimi, a volte con tanto di guardia armata davanti. È stata la residenza di personaggi illustri come la super famosa e onnipresente baffuta (e non criticatemi Tiziano Ferro) Frida Kahlo, col suo amato pittore Diego Rivera e anche del russo rivoluzionario ribelle Trotskij trucidato per ordine del Baffone in persona.

Nel cuore di Coyacan si trovano due piazze gemelle, ed una chiesa (figlia unica). Di domenica, il nostro giorno di visita, si tiene un mercato di souvenir e cianfrusaglie varie, affollatissimo.

Non mancano individui vestiti da Azteca precolombiani che, in cambio di pochi pesos, affumicano e spolverano con foglie di felci i passanti che vogliono farsi togliere il malocchio.

Dopo aver apprezzato l'eleganza di alcune sue strade e piazze, la pace del suo Parco/Vivaio, ci siamo riposati guardando dei balletti folcloristici di tutta l'America Latina, circondati da stand di presentazione dei vari paesi. Come sempre succede, il grande assente era lo stato del Brasile. Sembra quasi che non faccia parte del sudamerica... In effetti il premio nobel Octavio Paz, in un famoso saggio sul Messico e i messicani, si chiede quale siano le differenze significative tra le nazioni del sudamerica (hispanoablanti, aggiungo) ed i motivi che giustifichino la presenza di confini se non spartizioni burocratiche di influenze feudali...

La stessa sera ci siamo messi in viaggio in autobus alla volta di Cuernavaca, una città famosa per ospitare ville e buen retiros di persone illustri, fin dai tempi di Cortez

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