Malesia e Borneo fai da te

Con questo itinerario vorremmo dare sia informazioni generali basate sull’esperienza fatta in queste tre settimane, sia consigli di viaggio per chi intende visitare la Malesia organizzandosi completamente il viaggio fai-da-te come abbiamo fatto noi. La raccomandazione iniziale è di andare ...

  • di SimonaBrassesco
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Con questo itinerario vorremmo dare sia informazioni generali basate sull’esperienza fatta in queste tre settimane, sia consigli di viaggio per chi intende visitare la Malesia organizzandosi completamente il viaggio fai-da-te come abbiamo fatto noi. La raccomandazione iniziale è di andare presto a visitare questo paese molto bello, prima che il turismo di massa (e di un certo tipo) la trasformi. Per il momento la Malesia non è un paese turistico, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ciò comporta (l’avventura per ora è assicurata), ma la nostra impressione è che si stiano attrezzando per costruire attrezzature turistiche e poter accogliere molta più gente. Info generali: Guide: le guide sulla Malesia sono in generale poco affidabili, sia per quanto riguarda le informazioni su alberghi, ristoranti, orari, etc, ma anche sui consigli dei posti da visitare. Vi consigliamo pertanto di basarvi sull’esperienza degli altri viaggiatori più che su quanto riportato a commento dei vari posti nelle guide. Vaccinazioni: non sono assolutamente necessarie anche secondo le guide locali che abbiamo incontrato nelle nostre escursioni. Usate il repellente anzi zanzare (nel borneo), ma in ogni caso in media ne abbiamo viste meno che in Italia.

Per quanto riguarda il cibo, acqua e igiene in generale, non fatevi problemi più di tanto, non abbiamo sentito nessuno che sia stato male e anche mangiando ovunque e qualsiasi cosa noi non abbiamo avuto problemi (neanche con ghiaccio, frutta, verdure, etc). Organizzazione del viaggio: iniziate presto ad organizzare il viaggio, soprattutto in borneo le escursioni sono a numero molto limitato, per cui è necessario organizzare ad inizio anno se intendete andare ad agosto. Per i soggiorni sulle isole, si possono presentare le stesse problematiche. Noi abbiamo visitato sia la penisola che il borneo, e sono due viaggi diversi; la penisola è più cultura, spiritualità, contatto con le persone, città, mentre il borneo è più natura e paesaggi. Il mare si può fare in entrambi i posti, considerando che ad agosto dovete dirigervi o sulla costa est della penisola (la costa ovest non va bene) oppure in borneo. Noi consigliamo di visitare entrambi i posti (penisola e borneo), cosa che si può agevolmente fare in un viaggio di tre settimane, ma se proprio dovete tagliare qualcosa, non tagliate il borneo, piuttosto accorciate la vostra permanenza nella penisola. Le città (eccetto forse KL) non sono assolutamente belle né vale la pena fermarsi apposta per visitarle.

Clima: ad agosto la stagione è “secca”, nel senso che non piove tanto come nei mesi dei monsoni, ma una volta al giorno un po’ di pioggia viene sempre. In ogni caso, abbiamo trovato accettabile sia il caldo che l’umidità, che più o meno abbiamo trovato come in italia d’estate. Nel borneo l’umidità è più elevata, soprattutto nella giungla, in certi posti sembra di fare la sauna. Costi: in Malesia si può spendere pochissimo (2 euro a testa per dormire, di meno ancora per mangiare), così come invece andando nei posti considerati di lusso si arriva a spendere come in Italia. In generale, è un viaggio piuttosto economico; noi abbiamo speso in due circa 5.200 euro inclusi i souvenir. Le escursioni nel borneo sono la parte più costosa del viaggio. Religione: la Malesia è un paese islamico, con religione di stato musulmana. Ciò detto, la metà della popolazione appartiene ad altre religioni, per cui la tolleranza è di casa, e non sentitevi in dovere di andare in giro coperti perché a fronte di tante donne completamente coperte e vestite di nero, ce ne sono altrettante vestite normalmente e nessuno fa caso ai turisti. In ogni caso nelle moschee non si può entrare, a differenza dei templi indù e buddisti. Nostro itinerario e indirizzi utili per le prenotazioni: Voli: abbiamo prenotato il volo Klm per Kuala Lumpur (da Milano via Amsterdam), mentre per i voli interni abbiamo utilizzato Air Asia - www.Airasia.Com - (compagnia low cost asiatica) che vi consigliamo in quanto per prezzi veramente ridotti si può viaggiare ovunque su aerei nuovi e sempre in orario. Sappiate che quasi in ogni città hanno un terminal o un aeroporto dedicato, quindi se dovete proseguire con un altro vettore potreste dover cambiare aeroporto o terminal. A Kuala Lumpur siamo stati due giorni (incluso quello di arrivo da Milano), che ci sono sembrati più che sufficienti per vedere sia la parte moderna che quella tradizionale (chinatown, little india, zona coloniale di merdeka square). Inoltre, il secondo giorno nel tardo pomeriggio siamo andati in taxi alle Batu Caves (che vi consigliamo!), dove abbiamo speso circa 2 ore a visitare i templi induisti nelle grotte, e abbiamo partecipato alla nostra prima cerimonia indù, molto suggestiva. Il terzo giorno di viaggio siamo andati a Malacca, partendo da KL con un bus locale (che per la cronaca sono belli e dotati di aria condizionata); ci vogliono due ore, noi siamo partiti con il bus delle 9 e tornati con quello delle 5, il tempo ci è bastato per visitare bene Malacca (che secondo noi è da vedere). A KL abbiamo alloggiato alla guest house number eight (www.Numbereight.Com), consigliata dalla Lonely. La posizione è ottima, e apparentemente le camere sono carine, ma da dormire con il sacco lenzuolo (il livello di pulizia era piuttosto scarso). Il giorno seguente abbiamo noleggiato una macchina a KL (già prenotata dall’Italia con AVIS), e ci siamo diretti a nord. Per quanto riguarda il noleggio auto, diciamo che le strade sono buone e tutte asfaltate, ma non mancano gli svantaggi: i malesi guidano come matti e le indicazioni stradali sono pessime, secondo noi si può fare, non intendiamo sconsigliarlo, ma procuratevi una buona cartina stradale (quella fornitaci dall’Avis era pessima) e soprattutto fate molta attenzione! Considerate che più o meno si procede a circa 50/60 Km all’ora per le strade normali (e le autostrade sono veramente pochissime). Siamo passati attraverso la zona delle Cameron Highlands, e non ci siamo fermati a visitare le piantagioni di tè perché le avevamo già viste in Sri Lanka, e le prime fermate le abbiamo fatte nei dintorni di Ipoh (precisamente a sud, lungo la strada statale), a visitare templi scavati nella roccia. In un tempio, che ha delle raffigurazioni bellissime dentro le grotte, si può arrivare in cima alla roccia attraverso una serie di gradini. Abbiamo proseguito verso Kuala Kangsar, antica capitale dello stato e residenza del sultano; questa cittadina è piuttosto carina, si trova lungo un fiume e ha molti bei palazzi da vedere (in mezzo pomeriggio abbiamo comunque visto quanto c’era da vedere), e ci siamo fermati per la notte nell’unico albergo che avesse una camera libera (una vera e propria topaia, che non vi cito neppure). Il quinto giorno ci siamo diretti a Penang, e a Georgetown abbiamo invece pernottato in un albergo eccezionale, l’Eastern & Oriental Hotel, in stile coloniale britannico, con piscina sul mare e suite, forse come reazione agli alberghi precedenti! Ne è valsa la pena, anche per il costo comunque contenuto rispetto ai nostri standard (160 euro la camera con le due colazioni). A Penang abbiamo fatto il giro dell’isola, visitato una piantagione di frutta tropicale, visto le spiagge, templi, la città di Georgetown. Il giorno successivo è stato più che altro di trasferimento sulla costa est della penisola, passando dalle strade di montagna del nord (i paesaggi meritano la faticata), e abbiamo pernottato a Khota Bharu, al Cristal Lodge (niente di particolare ma pulito). C’è qualche tempio buddista da visitare nei dintorni di Khota Bharu, molto difficili da trovare tuttavia, per le scarse indicazioni stradali

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