Malesia e Borneo malese 2

Terra di leggende e di culture diverse, con tradizioni uniche, dove si dà da mangiare agli spiriti affamati
 
Partenza il: 04/06/2015
Ritorno il: 25/06/2015
Viaggiatori: 4
Spesa: 2000 €

Tutta la famiglia si riunisce in questo viaggio in Malesia, è questa la grande novità di quest’anno e quindi partiamo in quattro e per questo la preparazione si rivela più complessa del solito. Nell’ultimo mese l’organizzazione prende velocità e ne scaturisce un programma che ci porterà a visitare la regione del Sarawak, nel Borneo Malese, terminando il viaggio nella capitale Kuala Lumpur.

Volo aereo prenotato a marzo con Emirates Airline ( 1800 euro ) per 4 persone da Milano Malpensa a Kuala Lumpur e ritorno.

Partiamo il 4 giugno, imbarco regolare, viaggio tranquillo con tappa intermedia a Dubai. Arrivati a Kuala Lumpur, ci spostiamo all’aeroporto domestico (KL2), utilizzando il collegamento ferroviario (30 minuti per 2,5 MyR a testa) dove prenderemo il volo della Air Asia per Kuching, capitale del Sarawak!

Arriviamo alle ore 16 veramente stravolti, tre voli di seguito sono veramente massacranti! Attendiamo l’autista del Tune Waterfront hotel, due camere per 4 notti MYR 712 senza colazione, prenotato dall’Italia. Dall’aeroporto al centro città non ci sono mezzi pubblici, solo taxi. Kuching è una città abbastanza grande ma molto tranquilla, ordinata e pulita, sicuramento con tenore di vita superiore ad altre città asiatiche visitate. L’hotel si trova vicino al fiume, possiamo definirlo passabile vista l’ottima posizione e buoni bagni ma le camere sono un po’ piccole e quella delle figlie non è pulitissima, tanto che chiedono di cambiarla. Appena arrivati la stanchezza è tanta quindi decidiamo di andare tutti a riposare.

Per cena decidiamo di mangiare al Top Spot, consigliato da altri viaggiatori, nei loro racconti e anche dalla Lonely Planet. Non è lontano dal nostro hotel, lo raggiungiamo a piedi seguendo le indicazioni della mappa della città, si trova all’ultimo piano di un enorme palazzo. I primi piani sono destinati a parcheggio per auto, il tetto a veranda è una grande piazza dove una moltitudine di bancarelle con cucina annessa sono posizionate ai lati, ognuna espone pesce, carne, verdure, griglie e fornelli, il centro del piazzale è una moltitudine di tavoli pieni di gente intenta a mangiare.

In quel caos organizzato decine di cameriere, in parte con il capo coperto dal velo, servono ai tavoli vassoi traboccanti di granchi, crostacei, pesce fritto. Una volta conquistato un tavolo (non è semplice), si va poi a scegliere il cibo fresco esposto in una delle tante bancherelle … noi ordiniamo granchi, pesce, verdura bollita e riso, tutto molto buono con una modesta spesa di 187 MYR in quattro.

SABATO 6 GIUGNO

Sveglia e colazione in un bar sul fiume molto carino, con musica tipica malese in sottofondo, un locale per turisti occidentali e quindi piuttosto caro. La colazione a Kuching è problematica perché i locali aprono tutti tardissimo, non prima delle 9 e spesso prima che ti abbiano servito qualcosa, sono quasi le 10!

Giornata dedicata alla visita della città, nel nostro tour a piedi lungo il fiume ci imbattiamo in una gara di canto tra giovani del posto, pare che da queste parti sia una consuetudine.

Un passaggio nel caratteristico quartiere cinese per bere qualcosa poi prendiamo una piccola barca ( 16 MYR ) che attraversa il fiume, portandoci nell’altra sponda, dove ci sono i palazzi istituzionali e un meraviglioso giardino botanico. Pranzo in uno dei tanti locali che si trovano a semicerchio nei pressi del fiume, spendendo pochissimo. Ritornando in hotel contattiamo un taxista con il quale prendiamo accordi per l’escursione del giorno dopo, andata e ritorno per Bau 160 MYR. Cena sempre al Hot Spot, stessa fantastica atmosfera, finiamo la serata in un pub bevendo birra …bevanda non proprio indicata in un paese islamico ma venduta ovunque a prezzi piuttosto alti!

DOMENICA 7 GIUGNO

Sono le otto di domenica ed è veramente un problema trovare un locale aperto che serva anche colazioni occidentali. Il viaggio in taxi è comodo ma lungo, fino alle grotte sono 50 km circa.

Prima tappa la grotta del vento, ticket 37 MYR per quattro, è consigliato portare le torce perché l’ingresso è totalmente nell’oscurità, poi salendo una ripida scala si entra in una immensa grotta illuminata dalla luce naturale che entra da una grossa apertura nella roccia. La luce che entra è sufficiente per far crescere all’interno alcune piante e muschi vari, l’atmosfera è surreale e affascinate, merita di essere vista, il tutto si visita in un’ora circa.

La seconda tappa è la grotta delle fate, tutta un’altra storia. Totalmente al buio molto umida e invasa da un forte cattivo odore, causato dal guano dei numerosi pipistrelli, inquietante.

A cena, la scelta cade su un ristorante sul fiume “ Little Lebanon “ dove mangiamo bene con una spesa contenuta (102 myr). Rientro in hotel, partita a marafone fino a mezzanotte… poi i vecchi a letto e i giovani alla scoperta della vita notturna sul lungo fiume di Kuching!

LUNEDì 8 GIUGNO

Solita difficoltà per fare colazione, alle 10 riusciamo a trovare un bar aperto, è un locale già visitato il primo giorno, il James Brooke Bistrot (36 myr). Il tentativo di cambiare i dollari in una banca fallisce, l’impressione è che non si fidano, ci dirottano in un ufficio di cambio all’interno di un centro commerciale dove dopo tante domande, fotocopie dei passaporti e visione accurata delle banconote una per una ci danno una pila di soldi malesi, che anche noi visioniamo bene prima di allontanarci dal banco… quando ci vuole ci vuole! Nella mattinata andiamo negli uffici della direzione del Bako National Park per prenotare e pagare la prossima tappa, due giorni di soggiorno nei loro bungalow all’interno dell’omonimo parco (150 myr).

Alle 13.15 abbiamo appuntamento con un taxista (120 myr) contattato in precedenza, che ci poterà al “Semenggoh Wildlife Centre”, la riserva naturale per la riabilitazione degli oranghi, ingresso 35 myr per 4 biglietti. Una volta entrati nel parco, subito una grande delusione …siamo veramente in tanti e tutti assiepati sotto una tettoia in attesa dei selvaggi oranghi! Alle 10 il guardaparco fa muovere la massa di gente lungo un sentiero e contestualmente invia segnali agli oranghi “che è ora del pranzo”. Noi ci fermiamo ancora un po’ assieme a pochi altri visitatori, vicino alla tettoia e siamo premiati subito dall’arrivo di un bel esemplare di orango, ovviamente tante foto, poi raggiungiamo il gruppo. La delusione iniziale diminuisce perché gli oranghi sono tanti e sono molto vicini a noi, uno spettacolo meraviglioso, ovviamente i guardaparco vigilano sempre sulla nostra sicurezza!



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