La magica voce dei silenzi kyrgyzi..

29 agosto Milano - Istanbul "Benvenuta Anna". Questo viaggio comincia così, con la nascita della piccola Anna, venuta al mondo ieri sera, giusto in tempo per non farmi partire col patema, e per realizzare il sogno a lungo atteso di ...

  • di vagamondi
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

29 agosto Milano - Istanbul "Benvenuta Anna". Questo viaggio comincia così, con la nascita della piccola Anna, venuta al mondo ieri sera, giusto in tempo per non farmi partire col patema, e per realizzare il sogno a lungo atteso di mamma Graziana, compagna di tanti viaggi e di tante emozioni...Questo viaggio lo dedico a loro.

Dopo la giornata intensa di ieri, parto per una nuova avventura, un nuovo sogno che vado a realizzare in solitaria. E' notte, sono appena le 3 quando mio cognato Gigi mi lascia in stazione Centrale alla fermata del Malpensa Shuttle. Il progetto di questo viaggio, prevede il ripercorrere in parte le orme di un grande viaggiatore, Marco polo, lungo quella che per anni è stata la Via della Seta, ovvero dei commerci fra due continenti fra loro sconosciuti. Farò tappa ad Istanbul un giorno ( per poi fermarmi più tempo e visitarla con la dovuta calma alla fine del viaggio), per poi proseguire verso il remoto e poco conosciuto Kyrgyzstan. Il volo Swiss Air che mi porta a Zurigo, per poi cambiare vettore direzione Istanbul, è di una precisione..Svizzera, appunto. Giusto il tempo di ammirare un bellissimo panorama alpino sovrastato da una morbida coperta di nuvole che sembrano di cotone; prima di proiettare le immancabili gag di Mr Bean, dai monitor dell'aereo vengono proiettate le consuete norme di salvataggio. Il fumetto dell'apertura dei giubbotti salvagenti è troppo buffo: l'omino, sorridente, gonfia il suo giubbetto. Poi, sempre sorridendo, si tuffa in acqua dallo scivolo di emergenza raggiungendo moglie e figlio...Mi chiedo: ma è così divertente finire in acqua con l'aereo? Mah, strani questi svizzeri, però almeno su entrambi i voli ti regalano il loro cioccolato. Sono quasi le 14 quando atterro all'aereoporto Ataturk di Istanbul, un'ora avanti rispetto all'Italia; recupero (sospiro di sollievo) il mio zaino, e, prima di cercare un taxi, prelevo lire turche in uno dei tanti bancomat dell'aereoporto. Taxi ( a tassametro, ma è comunque una stangata, 14 euro per arrivare al quartiere Sultanameth), solita guida disinvolta, anche se nulla in confronto ai mitici tuk tuk indiani, ormai sono vaccinato a qualsiasi tipo di guida. Il tassista, che non parla mezza parola di inglese, mi lascia in un punto dicendomi che l'hotel non è raggiungibile via auto, provo ad insistere ma inutilmente, non capisce, in pratica non riusciva a trovarlo nonostante la mappa. Morale: stanco e sotto un sole cocente, mi trascino a braccia il fardello dello zainone per oltre 500 metri, fino a trovare, grazie anche alle indicazioni chieste tra i passanti, il piccolo hotel Emek, prenotato mesi fa tramite il sito Venere.Com. Sono sfinito, per fortuna c'è una piccola ascensore, perchè sennò arrivare alla mia camera 507 al quinto piano...L'hotel è imboscato in una via stretta e non di passaggio. Di fronte ci sono dei lavori, ed è a poca distanza da quello che sembra essere un comando di polizia. Ad Istanbul sono di passaggio, tornerò qua al termine del viaggio e mi fermerò 4 giorni, però, dopo una provvidenziale doccia, mappa alla mano, comincio lo stesso a girarmela un pò. Il primo impatto è quello di una città caotica, tanta gente, e spesso mi ritrovo in stretti vicoli contornati da mille botteghe che vendono di tutto, è un continuo ed unico bazar un pò ovunque. E' impressionante invece il nazionalismo dei turchi, che già si percepisce in fase di atterraggio con l'aereo sulla città: da numerosi edifici vengono calati dalla cima fino in basso enormi bandieroni rossi con la stella e la mezzaluna bianche, i colori nazionali, che ricoprono intere facciate al posto del cemento. Mi sposto verso il molo Eminonu, dove attraccano i numerosi e grandi traghetti che collegano le varie sponde della città: questa è una della zone più caratteristiche, si vedono venditori di pannocchie abbrustolite, di fichi, di cozze e pesce appena pescato. Lungo il vicino ponte di Galata, diversi pescatori gettano nelle acque sottostanti le loro esche, mentre sullo sfondo il colle con le abitazioni che sembrano arrampicarsi l'una sull'altra, e su tutte la Torre di Galata, al tramonto sono davvero suggestive. Per fortuna le principali attrazioni della città sono facilmente raggiungibili a piedi, così attraverso in salita (Istanbul è tutta un sali e scendi essendo costruita su colli) Alemdar Cad., la via tranviaria, dove passano i lunghi e moderni tram cittadini, bianchi e azzurri, che fanno il pelo ai marciapiedi, infatti è un continuo suonare il loro. La città è viva, tanta gente di tutte le età e razze, tantissimi turisti. Ed è inoltre tenuta molto bene, soprattutto il verde, curatissimo, tanto che è facile vedere improvvisati pic nic di coppiette o intere famiglie col loro tappeto al posto della normale stuoia, ovunque ci sia uno spiazzo verde. Molte delle donne, soprattutto quelle di una certa età, indossano colorati foulard come copricapo, sembrano un pò le nostre nonne di un tempo, alcune in versione più colorata e moderna. E' sabato, i giardini di Sultanameth, cuore storico di Istanbul, tra l'antica Aya Sophia e Sultanameth Camii (meglio nota come la Moschea Blu), sono presi d'assalto. La grande Moschea Blu da fuori è proprio bella, peccato che oggi ci sia davvero troppa gente. Nel suo cortile interno, piccoli stand che vendono testi religiosi, mentre il Muezin diffonde in tutta l'area attraverso gli alptoparlanti posti sui minareti, il suo forte richiamo alla preghiera, davvero suggestivo. Mi ricorda il calare della sera a Leh, in Ladakh...Nella parte esterna invece gli stand vendono articoli per turisti e kebap, con l'immancabile enorme rullo di carne di manzo sempre in caldo. Passo accanto all' Obelisco egizio di Teodosio, risalente al 1450 a.C. Tornerò, per apprezzare meglio questi luoghi affascinanti, come Aya Sophia e il Palazzo Topkapi, anche da dentro. Intanto come primo assaggio mi accontento così. Riscendendo per Alemdar Cad. Curioso tra i vari negozi ( ottimi prezzi, mi sa che anche questo viaggio si concluderà con dello shopping), facendomi venire l'acquolina passando davanti alle vetrine dei negozi di dolci, ce ne sono alcuni dall'aspetto proprio invitante. Ma anche per loro, ci sarà tempo. La mia prima giornata qui in Turchia non poteva non concludersi con un classico piatto di kebap. Me ne rientro presto all'hotel Emek, mentre le luci colorate delle insegne illuminano Istanbul, e nel cielo (non sono lontano dal molo) svolazzano corvi e gabbiani. Domani, nel pomeriggio, si riparte, destinazione Kyrgyzstan..

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Commenti
  1. Cristian Margheri
    , 11/3/2013 00:16
    Oggi, dopo quasi 20 anni, ho iniziato a ri-leggere il Milione di Marco Polo.
    come spesso mi capita, quando riprendo in mano un testo letto in età scolare, la nuova lettura é avida di ricerche e approfondimenti. Così pagina dopo pagina eccomi immerso in una profonda conversione dei luoghi narrati con quelli attuali.

    Il fascino dell'Oriente ed i suoi luoghi che da sempre arde in me ha divampato prepotentemente ed ecco quindi che, per ogni pagina letta, ne trovavo almeno altre 10 aggiuntive.

    Mappe, foto, storie di uomini e di luoghi...

    In tutto questo web-girare, ovviamente, sono approdato anche a questo viaggio; un viaggio ed un esperienza che ho vissuto nelle parole dell'Autore.

    Grazie.

    Cristian

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