Kirghizistan: ai confini del mondo, nomadi fra nomadi

Spazi infiniti, tantissimi animali liberi al pascolo, montagne e ancora montagne, sorrisi, tratti somatici triturati come in un frullatore, un mix anche di tempo, moderno ma ancora di mille e più anni fa, con i ritmi della giornata guidati dalla luce del sole e dalle stagioni
 
Partenza il: 04/09/2016
Ritorno il: 14/09/2016
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Spazi infiniti, tantissimi animali liberi al pascolo, montagne e ancora montagne, sorrisi, tratti somatici triturati come in un frullatore, un mix anche di tempo, moderno ma ancora di mille e più anni fa, con i ritmi della giornata guidati dalla luce del sole e dalle stagioni. Settembre è la stagione della frutta, della transumanza verso le valli, dell’inizio delle piogge, ci si sente anche noi piccoli e ci ricordiamo ancora che amiamo questi luoghi sperduti, con poca densità, con larghissimi orizzonti, con contatti significativi. Un forte richiamo per aspiranti nomadi.

Una nuova partenza: eccoci con le solite emozioni e tanta curiosità di conoscere luoghi nuovi, come sempre all’inizio di ogni nuovo viaggio. La scelta di questa mèta è stata decisamente casuale, abbiamo aperto l’edizione della Lonely Planet “Il Mondo” e sfogliato a caso le sue pagine: “terra semidimenticata di valli montane, laghi scintillanti e yurte di feltro, il Kirghizistan è un sogno per chi ama l’avventura e i viaggi indipendenti, per gli eco turisti e gli aspiranti nomadi.” La foto di monti, cavalli e yurte, la breve descrizione iniziale, i nostro successivi approfondimenti, il volo decisamente conveniente, rispetto alle destinazioni più classiche ed è deciso: si parte! Un pizzico di emozione in più: il richiamo agli aspiranti nomadi prende dentro.

4-5 settembre 2016: Bishkek

Partiamo con la compagnia aerea Pegasus da Bergamo. Su internet avevamo letto di sedili stretti, a noi invece l’aereo è parso perfetto, posti normali e tra l’altro anche abbastanza vuoto, sia nella prima tappa per Istanbul che nella tratta fino a Bishkek. Atterriamo in orario, al buio della notte fonda; fuori non si vede neppure l’ombra degli aerei militari che transitano di qui per l’Afghanistan! Noi siamo fuori dall’aeroporto in meno 5 minuti, incluso il visto… i vantaggi del bagaglio a mano! Meno di 8 chili a testa, per 10 giorni, incluso vestiario pesante e caldo. Gli scarponi sono ai piedi. Ci pare incredibile che alle 5 del mattino ora locale (4 ore di fuso orario con l’Italia) ci siano tanti controllori per i passaporti, rapidi e gentili e sorridenti. Timbro sul passaporto e fuori senza altre incombenze; troviamo subito il nostro autista, mandato dalla Guesthouse. In mezz’ora arriviamo alla nostra residenza per le prossime 3 notti: Ultimate Adventure contattata da casa, alla periferia nord di Bishkek, vicino alla chiesa ortodossa. Ci svegliano i rumori della colazione nella veranda del gruppo di francesi in partenza per i trek. Siamo un po’ sfasati per il fuso, facciamo anche noi un’ottima colazione e torniamo di nuovo a riposare. A mezzogiorno ora locale, usciamo per visitare la capitale e per organizzare i prossimi giorni. La città è piena di alberi e parchi, le piazze sono squadrate e ampie in stile sovietico, le strade piuttosto trascurate; le persone sono un misto tra russi, cinesi e turchi. Occhi a mandorla, zigomi pronunciati; le donne molto carine, abbastanza moderne, spesso con capelli corvini lunghi e lisci, altre volte coperti da discreti veli. Trascorriamo la giornata in città: carichiamo la scheda telefonica consegnataci all’aeroporto con il gestore O! (ben 200com di carica, pari a 2,6euro); all’ufficio della CBT (Community Based Tourism) paghiamo il giro definito via mail (560E. a testa, inclusi auto e autista) e concordiamo la partenza; cambiamo i soldi (100e. = 7700Com che ci avanzeranno). La giornata è calda, la gente è simpatica, non parla molto l’inglese, ma ci si intende. L’Italia è nota per AlBano, Toto Cotugno, Del Piero e Pirlo. Torniamo alla guesthouse, con doccia rigenerante in piccolo locale che si affaccia sul giardino, con chiavistello rotto e doccino che non si aggancia… ma è un piacere ugualmente! Non sappiamo quando potremo avere ancora acqua calda. Riceviamo informazioni sulle olimpiadi dei nomadi, World Nomad Games 2016, che si stanno disputando a Cholpon Ata e cui avremo la fortuna di assistere passando proprio da quelle parti fra qualche giorno!

6 settembre 2016: Ala-Archa

Ieri sera siamo andati a fare un po’ di spesa al piccolo super sulla via accanto alla guesthouse e preso delle focaccine ripiene in una simil-trattoria d’asporto lungo la strada. Abbiamo quindi cenato sui tavoli in giardino, in un ambiente rilassato e sereno, in compagnia di altri turisti pronti per partire all’avventura: tutto buono e leggero, innaffiato da abbondante tè offerto dalla casa. Serata tranquilla e romantica sul divano del giardino in silenzio, anche se in sottofondo si sentono i rumori della città, perché Bishkek è pur sempre una capitale con traffico e tutto il resto. Notte e dormita tutta filata, su letti duri, singoli ma comodi. Mattina: dopo l’ottima e abbondante colazione, alle 8.30 ci viene a prendere Dimitri, l’autista che ci porterà al parco Ala-Archa, a 30 km a sud di Bishkek, con gole e montagne che arrivano a quasi 5000m., vette coperte di ghiacciai. Alle 10.00 ci mettiamo in cammino verso il rifugio/bivacco Ratsek a 3.300 m., ma non ci arriveremo. La salita iniziale è in piedi, si prosegue su un crinale ai piedi di alte montagne ove pascolano liberi molti cavalli. Non siamo soli, incontriamo una decina di altri trekker, qualcuno va a dormire al bivacco, di fianco al ghiacciaio, altri come noi tornano in giornata. La méta per i più è la cascata; la valle sotto di noi è bella e selvaggia, il sentiero ben calpestato. Il cielo si annuvola, comincia a tuonare. Alla cascata facciamo quindi marcia indietro. Il bosco è pieno di scoiattoli, che saltano tra gli alberi e curiosano nel nostro zaino… Torniamo al bivio di partenza intorno alle 14.30, visitiamo una yurta, la casa dei nomadi kirghisi per antonomasia, che ci accolgono disponibili a fare foto con noi. Poi ci addormentiamo sotto un gazebo, mentre il sole torna a fare capolino, dopo che la pioggia ci aveva un po’ inumidito. Abbiamo il tempo per percorrere tranquillamente per un tratto anche il ramo destro della valle, fino alla congiunzione dei fiumi. Lo spettacolo dal basso sulle vette candide è notevole. L’autista ci viene a riprendere alle 17 e torniamo alla capitale: il traffico è intenso non solo per l’orario di punta, ma anche per l’inizio di una partita di calcio. Con pochi euro, circa 2, riusciamo a prendere yogurt, formaggio, un paio di calze, acqua e con altri 2 euro ravioli ripieni e tortille ripiene allo stesso ristorante take-away di ieri. Mangiamo da soli, stasera siamo in pochi alla guesthouse e sentiamo in sottofondo i tifosi della partita di calcio… lo stadio deve essere qui vicino. Naturalmente i tifosi usano le trombe campagnole e i tamburi locali.



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