Settimana con base a Watamu e safari nel parco dello Tsavo
Meta decisamente turistica quest'anno il Kenya.... O forse è così già da un po' di tempo? Negli ultimi tempi diversi conoscenti ci sono stati, e tutti sono tornati incantati.
Noi ci capitiamo un po' per caso.... Tanto per cambiare finiamo in agenzia viaggi con le idee molto poco chiare e ne usciamo con la prenotazione per un viaggio di circa una settimana in Kenya, base Watamu, sulla costa nord.
L'aereo decolla alla 1.30, nella notte del 12 agosto, da Milano-Malpensa. Il volo, comprensivo di scalo a Zanzibar, dura circa 10 ore. Alle 11.30 siamo all'aeroporto di Mombasa, dove incontriamo il referente del tour operator Un Altro Sole e ci trasferiamo a Watamu, a circa due ore e 1/2 d' autobus dall'aeroporto.
La pioggia che ci accoglie è incessante, l'aria fredda. Sarà così anche per tutto il giorno successivo, tanto che non riusciremo nemmeno a farci un bagno nelle splendide acque dell'Oceano Indiano. Eppure in qualche modo il posto ci ha già catturati.....
La sera incotriamo subito il nostro contatto sul posto, passato da un'amica che era stata in Kenya qualche mese prima, ma è facilissimo organizzarsi e cercare il proprio contatto tramite internet. Primo consiglio importante per chi si appresta ad un periodo di vacanza in Kenya: per un safari e/o altre gite durante il soggiorno è meglio rivolgersi ai locali, i famosi beach boys. Il risparmio è enorme e l'organizzazione ottima. Il nostro si chiama Antony, gentilissimo e molto professionale. Ci piace subito e prenotiamo con lui un safari di 2 giorni nello Tsavo e un'uscita in barca nei mille colori dell'Oceano.
Il giorno successivo lo trascorriamo alla base. Siamo un po' depressi per il tempo inclemente, ma ci avventuriamo comunque in spiaggia per un passeggiata. Ottima scelta! La tristezza se ne va in un lampo... Il panorama è senza eguali: una luga distesa di sabbia bianca a soffice come farina, con enormi rocce modellate dall'acqua e dal vento e granchi enormi. Non avevamo mai visto nulla di simile. E poi facciamo conoscenza con i ragazzi della spiaggia. Ci stavano aspettando: ognuno di loro si "incolla" letteralmente ad un gruppetto di turisti. Col senno di poi ci dispiace per chi si è sentito infastidito da queste persone e non ha voluto condividere con loro i momenti passati in questo paradiso terrestre. Per tutta la camminata, andata e ritorno, due di loro ci accompagnano, raccontandoci un sacco di cose sul loro paese e sulla loro vita. Ed è così che facciamo amicizia con Davide, che ci terrà compagnia per tutta la vacanza e farà preparare per noi dei bellissimi portachiavi in legno. Insieme a lui c'è Gennaro, che rivedremo solo l'ultimo giorno: purtroppo la malattia di un famigliare l'ha tenuto lontano dalla spiaggia.
Questi ragazzi passano l'intera giornata sulla spiaggia, appollaiati sulle rocce ad attendere i turisti, ai quali tentano di vendere i loro souvenirs, chiedono in regalo abiti, cibo, sapone ecc... Ma il più delle volte regalono solo dell'ottima compagnia. Sono divertenti, incredibilmente gentili e soprattutto intraprendenti. Molti di loro abitano in villaggi lontani chilometri dalle zone turistiche, che raggiungono in genere a piedi, il più delle volte, ovviamente, correndo!
Quando ci separiamo da loro, già a malincuore, siamo raggiunti da un messaggio di Antony: "Vi aspetto domani alle 6 fuori dal cancello. Si parte per il safari!". Trascorriamo una serata rilassante a guardare le stelle dell'emisfero Australe (ci emoziona l'dea di vedere stelle che a casa "non ci sono") e poi andiamo a dormire, già sognando la savana!
Il mattino seguente appuntamento fuori dal cancello dell'albergo e partenza immediata per il parco nazionale dello Tsavo, con sosta per colazione con un buonissimo (ci credereste?) cappuccino all'italiana. Ad accompagnarci non sarà Antony ma un suo collega, che si presenta con uno strano soprannome: Quindici. Non siamo riusciti a capire il motivo di qiesto appellativo, ma alla fine della vacanza scopriremo che il suo vero nome è Killian