La nostra Africa: safari Tsavo e mare

Ho 29 anni e sono alla quarta esperienza di viaggio in un Paese africano nel giro di pochi anni, questa volta il desiderio è quello di penetrare nel cuore dell’Africa equatoriale, per entrare in contatto con le distese di terra ...

  • di Herby77
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Ho 29 anni e sono alla quarta esperienza di viaggio in un Paese africano nel giro di pochi anni, questa volta il desiderio è quello di penetrare nel cuore dell’Africa equatoriale, per entrare in contatto con le distese di terra rossa e sterpaglie dorate, di polvere e contorti arbusti spinosi di acacia della savana, seguendo le orme di un’antilope, una zebra, o a caccia dell’avvistamento di un ritroso felino o magari di un raro rinoceronte nero; un viaggio di suggestioni e di emozioni, alla ricerca di quei paesaggi e quegli spazi senza confini per i quali, fin da piccoli, racconti e documentari alla televisione hanno stimolato l’immaginazione. Sono solito scrivere e pubblicare su siti o riviste racconti o recensioni dei viaggi che faccio. Talvolta sono più vicini a reportage o a descrizioni di suggestioni ed emozioni, più che veri e propri suggerimenti e consigli di viaggio. Per quelli, per organizzarvi il viaggio, affidatevi alla guida Lonely Planet, la mia compagna inseparabile (insieme alla mia ragazza!) di ogni viaggio. La meta di quest’estate è il Kenya: un’immersione di tre giorni nei parchi del sud, l’immenso complesso degli Tsavo Est e Ovest, a cui contiamo di far seguire un po’ di riposo sulle spiagge di Diani, a sud di Mombasa, che ogni guida considera come tra le più belle del Paese.

Il viaggio inizia come una fuga; una fuga dall’ufficio, da Torino, il 4 agosto, l’ultimo giorno di lavoro, poco dopo l’ora di pranzo, lasciandoci alle spalle le carte ancora aperte sulla scrivania, le ultime cose da sbrigare al volo prima di uscire, qualcosa lasciato invece lì in sospeso; ormai è ora di andare, ritroveremo tutto al ritorno, l’aereo ci attende in serata a Malpensa.

Il volo è Eurofly, una delle compagnie charter e non solo più confortevoli con cui abbia mai volato in questi ultimi anni, se avete possibilità di scegliere il vettore con cui arrivare a destinazione, ve lo consiglio caldamente. Arrivare freschi e riposati, nonostante 9 ore di volo, pronti per lanciarsi nel safari vuol dire molto, vuol dire iniziare bene la vacanza, con spirito ed energia.

A Malpensa è un caos, sono giorni caldi, di grandi partenze e il volo è in ritardo ma nulla ci può distogliere dalla felicità e dall’emozione della partenza. Ne approfittiamo per fare il visto di ingresso in Kenya presso il banco dell’ambasciata keniota appositamente predisposto in zona check-in (40€ o 50US$), assolutamente consigliato per snellire poi la procedura di ingresso all’arrivo. Sull’aereo ci attendono due posti comodi, da soli, corridoio e finestrino, riservati nelle primissime file.

Arriviamo a Mombasa il giorno successivo, verso le 10 di mattina, il clima è ottimo, quasi fresco in confronto con i torridi giorni estivi che hanno preceduto, in Italia, la nostra partenza.

All’esterno dell’area arrivi ci attende la nostra guida, S.; carichiamo i bagagli sul furgone, tutto ed interamente a nostra disposizione e subito partiamo alla volta del parco.

Il nostro programma di safari prevede visita ai parchi di Tsavo Est e Ovest con due pernottamenti in campo tendato nella concessione privata Kishushe Camp, confinante con il parco stesso.

Alla luce dell’esperienza fatta e che di seguito troverete descritta credo di poter dare alcuni miei personali consigli. Molti (sicuramente tutti coloro che prendono un last minute) organizzano il safari non già dall’italia, ma una volta sul posto, affidandosi alla struttura del villaggio, a delle agenzie specializzate, ai ragazzi di spiaggia. Personalmente sono stato molto contento della scelta fatta, del servizio, dell’attenzione, della cura per i particolari del tour. Non ho provato le alternative, dunque non mi sento nella condizione di poter dare giudizi e raccomandare piuttosto che sconsigliare qualcosa. Sicuramente posso dire che mi sembra una buona cosa fare il safari subito all’arrivo in Kenya, partendo dall’aeroporto di Mombasa si risparmia tempo in trasferimenti e si ottimizzano i giorni di vacanza

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