Qual'è il problema della Sicilia?

“Qual è il problema della Sicilia?”. “Il problema della Sicilia è il traffico!”. Questa la risposta di Mec, parafrasando un famoso film di Benigni, ogni qualvolta che ci trovavamo di fronte a lunghissimi rettilinei di strade statali e provinciali siciliane ...

  • di roger
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“Qual è il problema della Sicilia?”.

“Il problema della Sicilia è il traffico!”.

Questa la risposta di Mec, parafrasando un famoso film di Benigni, ogni qualvolta che ci trovavamo di fronte a lunghissimi rettilinei di strade statali e provinciali siciliane completamente vuoti, senza la minima ombra di veicoli. Una meraviglia, per noi abituati alla caos della nostra circolazione stradale. Certo che il periodo scelto 14/22 settembre è ideale per trovare quel tipo di condizione viaria. Ci riferiscono che non è così nel periodo luglio/agosto.

Mec: il nostro autista, con il fiato sul collo di cinque navigatori assatanati, sulle direzioni da prendere (quasi sempre sbagliate, ma avremo modo di parlarne più avanti), su quando accelerare, frenare, invertire la marcia, scalare di marcia, ecc, ecc. E lui che non si incazza mai. Ma proprio mai. Sorride e continua imperturbato a frenare quando non deve frenare, a scalare la marcia quando non deve scalare, a rallentare quando non deve rallentare, ad evitare miracolosamente scontri quando con camion, quando con autobus. Un Mec unico che, comunque, ci ha condotti sani e salvi nel nostro tour siciliano durato otto intensi giorni.

“E pensare che non lo facevamo mai guidare trent’anni fa!”. Commentavo con Angelo, riferendoci alle nostre avventure giovanili, quando dei tre Mec era quello che guidava peggio.

Che cosa ci aveva spinto ad affidargli il mezzo (Ford Galaxy 7 posti prelevato all’aereoporto di Trapani dall’AVIS) una volta arrivati all’aereoporto è tuttora un mistero.

“In che classe assicurativa siete, voi che fate tanto i furbi? Io sono in quella più bassa. Mai fatto un incidente.” Era vero, la conferma l’abbiamo avuta dalla moglie Stefania.

“Ad essere sinceri una volta ho rotto un fanalino ad uno, ma non ho fatto denuncia perché ho pagato”.

In 30 anni di guida aveva rotto un fanalino. Vi rendete conto? Assicuratori, fatevi avanti perché un cliente del genere non lo troverete più.

La nostra sicurezza era in mani sicure. Nonostante ciò, alla fine della vacanza la mia gamba destra (io che viaggiavo sempre al suo fianco come navigatore ufficiale) era di 1 centimetro più grande per le numerose frenate istintive che anno provocato un solco profondo nella moquette dell’auto che ha fatto lievitare non di poco il prezzo del noleggio.

A dire il vero la prima frenata l’ho fatta sul volo della Ryanair che da Pisa ci ha condotti a Trapani a seguito di un “pauroso” vuoto d’aria che alcuni passeggeri non hanno nemmeno percepito. A tale proposito devo confessare, che pur volando abbastanza, ho sempre paura dell’aereo, o meglio, sono attanagliato da un’inquietudine costante. Allora, mentalmente, entro in uno stato pre-mortem che mi fa essere più fatalista e quindi preparato al peggio. Oppure, come quella volta di un viaggio di 12 ore in Argentina ho optato, insieme ai miei amici, per la soluzione vino e brandy tanto da destare l’indignazione delle hostess e degli altri passeggeri, difesi soltanto da un vecchio gaucho argentino che si fumava tranquillamente un avana. Avevamo trasformato quella parte di aereo in una sorta di saloon della frontiera americana fine ottocento.

Dicevo del volo Ryanair 80,00 € A/R a testa x 6 = 480,00. Un’occasione da prendere al “volo”. E’ una nuova rotta. Il nostro era il viaggio inaugurale. Un’ora dopo eravamo a Trapani. Ritiro bagagli e monovolume prenotata con l’Avis: € 400,00 circa per 8 giorni.

Raggiungiamo il B&B ***NO PUBBLICITà*** 10 Km circa dall’aereoporto. Un B&B situato tra le saline di Trapani, nuovissimo, pulitissimo, confortevole, gestori cordiali e simpatici, colazioni da capogiro. € 50,00 a camera. NO PUBBLICITà La nostra vacanza è stata così organizzata: N° 3 notti a Trapani N° 1 notte Porto Empedocle (AG) N° 3 notti Noto Marina N° 1 notte (ultima) Trapani Alle ore 10,30 del 1° giorno siamo già a Segesta, quattro ore dopo essere partiti da casa, noleggiato l’auto, preso possesso delle camere, sbagliato strada un paio di volte. Roba da guinness dei primati! Il tempo nuvoloso e ventoso non ci fa gustare appieno la visita del bel sito archeologico: il tempio e soprattutto il teatro greco con una vista sulle vallati sottostanti che da sola merita il prezzo del biglietto. I siti siciliani costano tutti 6,00 Euro. Non sono cari, se si considera la spettacolarità e la carica emotiva che ti trasmettono

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