Nel cuore dell'Indonesia

L’idea di andare in Indonesia è nata quasi per caso, è un paese che ci ronzava in testa da tempo ma non avevamo mai preso concretamente in considerazione. Poi a luglio una super-offerta della Thai per il volo Roma-Bangkok ci ...

  • di marinaio964
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

L’idea di andare in Indonesia è nata quasi per caso, è un paese che ci ronzava in testa da tempo ma non avevamo mai preso concretamente in considerazione. Poi a luglio una super-offerta della Thai per il volo Roma-Bangkok ci ha fatto decidere di tornare in Asia. A quel punto dopo varie idee programmi e ripensamenti abbiamo deciso per l’Indonesia, ma senza un’idea precisa. Solo del posto di arrivo e quello di partenza. Siamo quindi partiti con in mano i soli biglietti aerei e la prenotazione dell’albergo a Kuala Lumpur dove dovevamo necessariamente dormire l’ultima notte.

Alla fine l’itinerario è stato: Java: Yogyakarta, vulcano Merapi, vulcano Bromo, vulcano Ijen Bali: sud, est, Ubud e dintorni Lombok: Senggigi e isole Gili Bangkok (l’ultimo giorno) Alla fine del racconto ci sono tutti i dettagli del viaggio.

10-16 ottobre, Java Sono circa le 16.30 del 10 ottobre quando mettiamo piede per la prima volta in territorio indonesiano.

Siamo a Yogyakarta, Java centrale, dopo aver volato prima da Roma a Bangkok (Thailandia), da lì a Kuala Lumpur (Malesia) e infine da KL a Yogya. Cambiamo un po’ di contanti all’ufficio che si trova all’esterno dell’aeroporto, prendiamo il primo di una serie innumerevole di caffè e con un taxi ci facciamo portare in Sosrowijayan, una strada dove si trovano parecchi alberghi e losmen. Ne scegliamo uno dalla LP, il Bladok Losmen, e dopo aver preso la stanza usciamo subito per un giro della città. Siamo nella zona centrale, sulla strada principale di Yogya, Malioboro Road. Ovunque è pieno di negozi e bancarelle di magliette, batik, artigianato vario che l’Indonesia esporta praticamente in tutto il mondo.

Per strada ci sono centinaia di persone, oltre a motorini in quantità e bekak, il tuk-tuk locale, un carrozzino minuscolo a pedali molto usato dalla gente del posto per spostarsi. L’impatto con la gente è immediatamente positivo, sarà che tutti ridono o sorridono, gentili, anche quando ti fermano solo per proporti un acquisto. C’è un modo di fare che non è solo gentile per accattivarsi il turista, è che sono proprio simpatici! Avremo modo di vederlo in tutto il corso del viaggio.

Prima di andare a cena cerchiamo un’agenzia dove prenotare l’escursione al Gunung (vulcano) Merapi, che si trova poche decine di km a nord di Yogya.

Ho letto di questa escursione sulla LP, anche se in alcuni periodi non è possibile farla per via delle eruzioni. Ora si può, e quindi ci prenotiamo per la sera della domenica.

A scanso di equivoci, quella sul Merapi non è un’escursione leggera, è un trekking vero e proprio che si svolge di notte e al freddo, per arrivare sulla cima del vulcano all’alba, per cui lo suggerisco solo a chi è fisicamente allenato.

Ceniamo da F.M Café sulla Sosrowijayan e dopocena da Bintang Café dove suonano dal vivo, prima di andare a dormire.

Ancora un po’ storditi dal fuso orario, veniamo svegliati alle 4 di notte dalle preghiere del muezzin; passa un’ora e la vicina chiesa protestante attacca con dei canti tipo gospel... sembra difficile continuare a dormire, mi alzo e vado affare una passeggiata per le stradine ancora addormentate. Dopo colazione decidiamo di andare a visitare il complesso dei templi induisti di Prambanan, a circa 25km dalla città. Ci arriviamo direttamente con un autobus e una breve passeggiata. Il complesso è interessante ma non così straordinario, soprattutto dopo aver visto solo pochi mesi fa quello di Angkor in Cambogia.

Comunque è una bella gita dove abbiamo anche occasione di vedere dei bambini che si esibiscono in danze tradizionali impersonando mostri animali ecc

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Commenti
  1. laninni
    , 6/6/2010 20:21
    questo racconto è bellissimo e molto preciso!!!grazie!!

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