Insostenibile leggerezza dell'essere viaggiatore

Agosto 2002 - Bali, Lombok, Isole Gili, Yogyakarta, Jakarta PROLOGO Il massimo che abbia mai fatto per redigere un diario di viaggio è stato limitarmi ad elencare, in Venezuela, i nomi dei paesi visti giorno per giorno su un pezzo ...

  • di Medialuna
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Agosto 2002 - Bali, Lombok, Isole Gili, Yogyakarta, Jakarta PROLOGO Il massimo che abbia mai fatto per redigere un diario di viaggio è stato limitarmi ad elencare, in Venezuela, i nomi dei paesi visti giorno per giorno su un pezzo di cartaccia qualunque. Qualche volta, ma proprio per volontà di strafare, anche quelli delle pensioni o dei ristoranti. Da allora, era il 99, il vuoto assoluto fino ad oggi …..

" Qui in Indonesia tutto parrebbe essere affidato al caso, dato che, nemmeno quando mi lascio alle spalle la porta scorrevole della dogana di Denpasar, ho la più pallida idea di dove andare. I prezzi dei taxi ufficiali per le varie località già li conosco, dato che si sono premurati di appendere un cartello accanto al nastro ritiro bagagli. La mia aria un attimino stralunata deve far credere ai procacciatori di affari in agguato che sono una facile preda. Due secondi, e subito cambiano idea. Nel frattempo ho deciso: la meta è Ubud, la città degli artisti.

Spunto 90mila rupie con un autista di un minivan. Sì, lo so, il prezzo forse non è granchè. Attenuanti a mio favore: leggero disorientamento, ora tarda, rincoglionimento da viaggio durato un'eternità, impossibilità a trovare un bemo pubblico.

Il viaggio dura un'ora circa. Non guardo fuori, perché oramai è buio. Magari è tempo che mi preoccupi di decidere almeno in che zona voglio essere scaricata.

Scendo nella parte nord, vicino al mercato. Inizia a piovere, ma sarà l'unica volta in 4 settimane.

Uffa, la guesthouse che avevo eletto degna di far riposare le mie stanche ossa è al completo, ed i prezzi sono almeno il triplo di quelli riportati dalla Lonely Planet. Beh, non mi perdo d'animo, non è che qui i posti per dormire manchino. Mi accordo per 60mila rupie con un ometto baffuto incontrato qualche porta dopo. Mi introduce dentro quella che, alla luce del sole, riconoscerò come una tipica pensione balinese. Cortile interno, tempietto, divanetti con tanti cuscini sulle verande. Ho pure l'acqua calda, ma in compenso il water non ha lo sciacquone. Pazienza, è meno peggio di quello che immaginate, vi assicuro. Meno male che ho la mia zanzariera personale.

Ah, un euro vale 9mila rupie. Più o meno. L'indomani mattina ci metto parecchio ad alzarmi. Chi sono, dove sono, cosa ci faccio qui da sola, beh, soprassediamo. Meglio che starsene a frignare a casa, e poi tanto la Saudia Arabian non mi avrebbe comunque restituito i 750 euro del biglietto, impietosita dalle mie vicissitudini personali.

A proposito, applauso alla generosità della Compagnia Aerea sopracitata. All'andata, durante la breve coincidenza a Jeddah, ricco buono pasto da spendersi ad un self service squalliduccio, dove però grazie all'help yourself, le porzioni possono risultare abbondanti a piacimento. Al ritorno, durante la lunga sosta a Riyahd, vassoio in grado di saziare un peso massimo, con riso a go-go, bistecca di brontosauro alla Fred Flintstone sotto forma di spiedino, aranciata, yogurth, dolce.

Abbandono la mia stanza e mi incammino sul sentiero di uscita. L'unica cosa che ho in mente è mangiare qualcosa, ma tutto il resto è nebbia. Che farò, dove andrò. Punto interrogativo. Non ho paura, non è la prima volta che viaggio sola, ma nelle altre occasioni questo era stato messo in programma fin dall'inizio… Sono immersa nei miei pensieri e una voce soave mi chiama. Proviene dalla veranda accanto. E' Sharon, di Città del Capo. Città del Capo?? Ma sì, la conosco, ci sono stata ed è secondo me uno dei più bei posti che io abbia mai visto. Così attacchiamo discorso. Lei è lì da qualche mese. Conosce un sacco di gente, me la presenterà. Non mi ricordo con esattezza quanti giorni ho passato ad Ubud, forse 4 o 5. Divertendomi un mondo. Dopo una memorabile serata al Sai Sai di Monkey Forest Road, dove raccolgo gloria sfoggiando parte della mia abilità nello shimmy su un'improvvisata pista da ballo quasi tutta per me, capita che spesso vengo riconosciuta in giro dagli avventori del bar. Mi fermo a parlare per un po’, poi incontro qualcun altro, e ricomincia la stessa tiritera

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