Relax nella Foresta Nera

Un giro riposante tra le colline innevate del Baden Wuttemberg, le cittadine e le splendide terme

  • di ale_cini
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Natale in Foresta Nera.

Colline dolci tra vigneti e boschi di pino, grandi case in legno e terme fumanti in piccoli villaggi: questa regione del Sud della Germania, così vicina all’Italia, offre tutto quello che occorre per rilassarsi, senza spendere troppo. Ad esempio, cosa c’è di più piacevole che arrivare in un paese, mettere l’auto nel parcheggio e decidere di giorno in giorno dove andare, così, semplicemente scegliendo al mattino sulla mappa? Questo è facile in un paese che ha una politica illuminata sui trasporti e incentiva gli spostamenti con i mezzi pubblici. Per muoversi nella regione su autobus e treni ci sono i biglietti integrati della durata di 24 ore, per una persona costano € 9,90 e da due a cinque € 18,00. Come dire che muoversi in macchina è superfluo, una famiglia anche di cinque persone non avrebbe più convenienza. Dunque bisogna scegliere un campo base, Friburgo nel nostro caso, avere con se una buona mappa e qualche notiziola sui dintorni o, in alternativa, una buona connessione alla rete. Cittadina universitaria dai 200.000 abitanti, quello che colpisce di Friburgo è la sua estrema vivibilità più ancora che i suoi monumenti. Il centro storico, ben conservato, è interamente pedonale, ma quello che stupisce sono le vie dei quartieri intorno al centro e le periferie, dove si fatica a trovare automobili. Una politica molto lungimirante ha portato avanti, sin dagli anni ’70, il trasporto pubblico su rotaia all’interno della città e cosi anche i quartieri più esterni sono collegati dalle linee tranviarie sulle direttrici principali, mentre le strade girano intorno alle case in maniera tortuosa e con limiti di velocità estremamente bassi. Negli ultimi anni la città ha investito molto nel fotovoltaico, diventando uno degli esempi di città sostenibile a livello europeo: dal 1992 ha già ridotto le sue emissioni del 14% grazie all’installazione di pannelli solari e conta di arrivare al 40% entro il 2030. Aggiungiamoci la riqualificazione di tre quartieri periferici con case che producono più energia di quante ne consumino, il car sharing che permette al 40% delle famiglie di non avere necessità di comprare auto, 400 Km di piste ciclabili urbane e si capirà che siamo a ben più di 450 Km geografici che ci separano dall’Italia. Tutto questo è troppo moderno per noi e per me, restauratore alla costante ricerca del vecchio. A Friburgo c’è una bellissima cattedrale gotica, costruita in calcare rosso tra il XIII e il XVI secolo, con una torre di 116 metri che offre una bella vista su tutta la città. Dall’alto si può ammirare il centro storico, la via principale e le piazze, caratteristiche per la presenza dei piccoli canali che le solcano e che d’inverno è bene tenere d’occhio perchè con neve e ghiaccio infilarci dentro un piede è un attimo. Degno di nota anche il municipio e la torre che chiude l’accesso del cento storico, anche se il tutto è talmente tenuto bene e ordinato che manca quella patina che lasciano i secoli scorrendo che invece talvolta è buona cosa mantenere.

Dicevo che da questo punto ci muoviamo per le nostre escursioni, muniti di cartina e tanta fantasia arrivando in stazione la mattina. Ma, visto che la sera si fa sempre tappa a Friburgo, e che dopo una giornata in giro per colline innevate non c’è nulla di meglio di una buona birra e una schitzel (bistecca) ecco un paio di indicazioni per un’allegra serata: il bar più vivace della città ci sembra essere all’inizio di Lowenstrasse, una birreria universitaria molto ampia e sempre piena. Di fronte c’è anche la discoteca, per chi volesse tirare tardi. Per cenare un quartiere molto piacevole e caratteristico è quello degli artigiani, che si snoda su Gerberau, poco a sud della Cattedrale. Qui vi sono molti ristoranti etnici, tra cui un italiano con molte stellette, birrerie e bar. Il nostro preferito rimane comunque il caotico Brennessel, a qualche centinaio di metri dalla stazione, al 17 di Eschholzstrasse, raggiungibile con il tram 13 o 14. Popolato da studenti e persone di ogni età, ha tavoli che si dividono con altri avventori, prezzi bassi, porzioni enormi, una selezione vegetariana molto attenta e un’atmosfera conviviale che vi porterà a fermarvi per ben più di una sola grossen Beer

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