Sette giorni nel cuore del Galles

Una settimana in automobile attraverso i paesi del Galles, da Cardiff verso nord, lungo il confine inglese e discesa lungo la costa atlantica.

  • di ale&paola
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Abbiamo passato in Galles una splendida settimana, dal 3 all’11 agosto, con la formula della macchina in affitto per conoscere più luoghi possibili del paese. Abbiamo prenotato i nostri alloggi dall’Italia, con qualche difficoltà perché non sono proprio economici (almeno 30 sterline a testa) e non tutti utilizzano il sistema di prenotazione online: ci siamo accorti, girando, che esistono vari B&B ignoti al web: magari piatendo direttamente sul posto avremmo risparmiato qualcosa. Consiglio. Cercate di non partire in tre: le triple non sono diffusissime per cui spesso abbiamo dovuto prenotare due doppie, con evidente aumento dei costi. Non essendoci voli diretti per Cardiff abbiamo scelto di partire da Roma Ciampino con la EasyJet, appena più economica della Ryanair da Rimini. Con il check-in on line e l’affitto contemporaneo di un’auto con l’autonoleggio collegato al portale EasyJet si può davvero risparmiare qualcosa.

Da Roma si arriva intorno alle 18,00, giusto in tempo per le formalità aeroportuali e per raggiungere la meta del pernottamento, almeno la mattina dopo si parte riposati per la vera vacanza. Piccoli aneddoti sulle strade: prima di tutto – venendo da Bristol – si attraversa il famoso Severn Crossing che collega la sponda inglese con quella gallese, ma ricordate che - giunti in Galles - si pagano 5,50 pound al casello post ponte (nel senso inverso, al ritorno, non abbiamo trovato alcun balzello). In un paio di occasioni poi, girovagando per le straducole interne del Galles, ci siamo trovati ad attraversare – senza alcun cartello di avvertimento – ponti con sbarre a pagamento alla fine o con pedaggi richiestici da cittadini che svolgono proprio quest’attività: sovrintendono al traffico alternato su questi “pontini” e riscuotono il “dazio”! Tenete sempre pronti dai 40 agli 80 pence! Il sudest del Galles non è sorprendente, molto moderno e “inglese”: la prima sera abbiamo addirittura scelto di pernottare all’Hilton di Newport, ma solo perché in realtà più economico di tanti B&B … e per il gusto di dire con un pizzico di boria di averci alloggiato, anche se non merita la fama che accompagna questa catena. La stessa capitale, Cardiff, ultima meta della nostra settimana, appare una località non particolarmente accattivante, soprattutto rispetto a scenari più tipici dell’interno. In 24 ore l’abbiamo ampiamente conosciuta, anche perché di limitate dimensioni. Siamo riusciti così a godere le Cardiff Bay al tramonto con i suoi edifici innovativi e tecnologici e, la mattina dopo, abbiamo tranquillamente potuto girare per il castello cittadino e per il centro “storico”, in verità piuttosto piccolo. Dilemma turistico: entrare e visitare il Millennium stadium o il National Museum of Wales? Abbiamo scelto la seconda opzione, ma non aspettatevi capolavori eccelsi. Forse la parte più “spettacolare” è il pianterreno, adibito a museo delle scienze naturali. Per la parte sportiva abbiamo invece ripiegato sulla passeggiata lungo il fiume, sulle cui sponde si snoda il complesso del Millennium stadium: è il contrasto che rende eclatante questa struttura, incorniciata dal fiume da una parte e dal castello cittadino dall’altra. Non conosco l’interno, ma la posizione è comunque unica nel suo genere. A Cardiff non è facile parcheggiare. Noi abbiamo ripiegato, con l’auto in affitto, per un park coperto, a 15 sterline (!) giornaliere, poiché i parcheggi stradali sono quasi tutti per brevi soste o residenti. Anche per questo abbiamo scelto un albergo fuori città, rispetto a B&B spesso senza parcheggio. Del resto, se si ha l’auto, anche 20 minuti di guida per i dintorni sono una scoperta. Nello specifico ci hanno permesso di visitare anche la cattedrale cittadina, in realtà collocata a Landaff, un borgo periferico, senza perdere troppo tempo. Rapidamente ora aggiungo l’itinerario scelto, segnalando magari cosa non rifaremmo. Abbiamo affrontato il Galles in senso antiorario e, nel primo giorno, abbiamo seguito in parte la Wye valley: il castello di Chepstow (più imponente e suggestivo di quanto immaginato), la Tintern Abbey, irrinunciabile, la cittadina di Monmouth (adatta a una breve pausa per il pranzo, ma non per lunghe soste: un po’anonima), il castello di Raglan e infine Hay on Wye, la capitale mondiale del libro usato, davvero caratteristica con le sue oltre 40 librerie e i cortili con scaffalature di libri all’aperto, lasciati incustoditi all’onestà degli acquirenti e alle intemperie delle stagioni. Da qui comincia la zona più interna del Galles: forse conviene prenotare dall’Italia (almeno in agosto) perché i B&B non sono tantissimi e i paesi piuttosto piccoli. Noi siamo finiti nel cuore del paese, in una minuscola frazione, Abbeycwrhir, ignota anche al navigatore satellitare: 7 case, fra cui un B&B e un pub-ufficio postale: è stata dura arrivare, ma la pace, l’intimità e la quotidianità di quel borgo ci hanno ricompensato

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