Un primo assaggio della vecchia Inghilterra

Castelli, cattedrali e pecore: viaggio tra la Cornovaglia, il Galles e Londra
Partenza il: 15/08/2018
Ritorno il: 31/08/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €
Castelli,
cattedrali e pecore: viaggio in Inghilterra, Cornovaglia, Galles e Londra

Atterrati,
prediamo subito la macchina noleggiata dall’Italia e partiamo alla volta
di Canterbury. Parcheggiato ci dirigiamo verso la Cattedrale,
la più importante di Inghilterra, patrimonio UNESCO. Purtroppo la chiesa è
impacchettata per la ristrutturazione, ma non perde comunque la sua maestosità.
Gli interni sono magnifici, gotici, si respira la Storia con la S maiuscola.

Ci
prendiamo il nostro tempo per godere della visita con audio guida e poi
facciamo un giro per il centro della cittadina, molto graziosa. Proseguiamo poi
alla volta di Sandwich, patria del famoso conte inventore dei
panini imbottiti, che speravo di assaggiare, ma data la tarda ora, nulla era
più aperto e ho ripiegato per un fish’n’chips. Prima regola, nei paesi piccoli
gli orari sono importanti e se si esula da essi, difficilmente si trova del
cibo (11.30/14, 18.30/21). Il villaggio è piccolo, si vede in poco tempo,
quindi ci dirigiamo verso l’ultima meta della giornata, le bianche
Scogliere di Dover.
Andiamo subito al parco, dove iniziamo una bella
passeggiata sulla sommità delle scogliere, la vista è molto bella, si intravede
la Francia al di là della Manica, lo strapiombo è notevole (non ci sono
barriere, quindi è meglio prestare attenzione). Troviamo anche dei cavalli che
pascolano liberi. Sarebbe bello vedere le scogliere anche dal basso (dall’alto
non si vede molto), ma è tardi e la stanchezza inizia a farsi sentire, quindi
andiamo in hotel e poi a cena in un pub tipico nel villaggio di St Margaret at
Cliffe.

Il giorno successivo ci addentriamo nel sud
dell’Inghilterra visitando uno dei suoi simboli, Stonehenge.
Il sito
è molto frequentato e turistico, ma ben organizzato, con un interessante museo
e un centro dove poter mangiare qualcosa, poi con una navetta ti portano al
sito dove si trovano i megaliti. Non so se ho avuto una folgorazione mistica,
ma sono contenta di averli visti, e mi spiace sentire commenti tipo “sono 4
sassi”. Certo che lo sono, ma il museo serve proprio a dare un senso a questi 4
sassi!

La tappa
successiva è Salisbury fantastica sorpresa, molto più bella
delle aspettative: la cattedrale è imponente (se non ho capito
male ha ispirato il romanzo “I pilastri della terra”), enorme, bella da
togliere il fiato, non è costosa (cosa che non sempre si può dire in
Inghilterra, dove il costo per l’ingresso nelle chiese è un salasso) e i
volontari sono gentili. Ciliegina sulla torta, stavano facendo le prove del
coro, quindi l’atmosfera si è fatta celestiale. Qui si trova anche una delle
copie originali della Magna Charta, di cui è stato un piacere
riscoprirne la storia. Anche il paese è molto carino e vale la pena visitarlo,
poi noi ci dirigiamo verso il piccolo villaggio di Haytesbury, dove dormiremo
in un tipico pub di campagna (the Red Lion).

Oggi ci aspetta una tappa a cui tengo molto:
il Dartmoore National Park.
Seguiamo il percorso consigliato dalla Lonely
Planet, che ci permette di perderci nelle stradine e nei villaggi della zona
(attenzione alla guida, le strade sono veramente piccole, spesso si deve fare
un lungo pezzo in retro quando si incrocia un’altra auto, per me è stato tutto
divertente, ma per il mio compagno alla guida sicuramente faticoso). Non si
troveranno cose eclatanti, ma la ricchezza di questi luoghi è l’atmosfera, i
paesaggi, i pascoli, le pecore, le mucche, i cavalli selvaggi, i villaggi senza
tempo, le case di pietra dal tetto in paglia. Il percorso è stato: Chagford,
Lettaford, Postbridge, Merrivale, Tavistock.

Le strade
nel parco sono dominate dal nulla, morbide colline di brughiera, abitate solo
da pecore e pony, noi siamo loro ospiti, sono ovunque, ai bordi e sulla strada,
serve andare piano, ma è un piacere farlo. E per entrare ancora di più nella
brughiera, dall’Italia avevo prenotato una gita a cavallo presso il Cholwell
Riding Stables che consiglio assolutamente. I gruppi sono divisi per abilità ed
esperienza, quindi per me, che sono un’amazzone esperta, è stato divertente
poter galoppare senza problemi per un’ora e mezzo nel nulla della brughiera,
lontano da ogni segno di civiltà. Si respira un senso di pace e libertà,
un’esperienza meravigliosa. Per la notte andiamo a Torquay,
cittadina balneare meta di turismo locale, quindi molto frequentata e turistica
(qui è nata Agatha Christie, dovrebbe esserci un museo, ma non lo abbiamo
vistato). Dopo una fantastica cena a base di pesce, si va a nanna.

CORNOVAGLIA

Oggi ci
aspetta un tour de force alla scoperta della Cornovaglia. Nota pratica: in ogni villaggio si trova un parcheggio obbligatorio
a pagamento, preparate le monetine e a essere svenati.

Prima
tappa Polperro, il paese più bello, è un piccolo porto
incastrato tra le scogliere, con case tipiche. Nonostante il gran numero di
turisti, il clima che si respira è autentico, i pescatori sono veri, i gabbiani
dominano il cielo e la terra, non mi stupirei di veder spuntare un pirata da un
momento all’altro! Mangio il mio primo Cornwell pastry e lasciamo il villaggio
per andare a Marazon, dove si trova il St. Michael Mount,
equivalente inglese del Mont Saint Michel francese. Certo, in piccolo, ma il
principio è lo stesso: alle 15 la marea inizia a fare retrocedere il mare e
spunta una via lastricata che permette di raggiungere l’isola a piedi.
Purtroppo è sabato e scopriamo che è il giorno di chiusura del monastero che si
trova sull’isola, peccato, comunque anche solo una passeggiata nella parte
bassa dell’isola è molto interessante.

Il nostro
tour prosegue a Mousehole, vero “buco” di villaggetto, dove ci
concediamo un tipico cream tea (tea con scones, confettura di fragole e clotted
cream, una via di mezzo tra panna montata e burro). Nota: il tea non viene
servito alle 17 come ho sempre pensato, ma prima, alle 17 i locali chiudono!

Attraverso
stradine sempre più deliranti, arriviamo alla punta estrema della
Cornovaglia, Land’s End, lo sperone finale, occupato da un
improbabile parco divertimenti, però significativo a livello geografico e con
un bel faro in mezzo al mare. Avrei voluto vedere anche St. Ives arrivandoci
dalla strada che costeggia l’oceano, credo sia molto bella, ma era troppo
tardi, quindi siamo andati direttamente via autostrada a Camborne, dove avevamo
prenotato un bel pub della Weatherspoon per passare la notte (della città non
so che dire, perché non l’abbiamo visitata).

Prima di
lasciare la Cornovaglia ci aspetta un’ultima tappa: Tintagel, castello
dove si dice sia nato Re Artù. Purtroppo il tempo non è dei migliori,
pioviggina, la nebbia limita la visibilità a pochi metri e fa un freddo cane,
però in realtà questo non fa che aumentare il fascino del sito storico.

Il
castello, o meglio, i ruderi, si trovano su un’isola collegata da un ponte in
mezzo a scogli sferzati dal mare. Non si va per vedere il castello, ma per i
paesaggi, per la forza del mare, per le suggestioni che regala. Per me
imperdibile. Inoltre, il villaggio è carino e completa la visita (c’è anche
tanta scelta per fermarsi a pranzare o comprare inguardabili souvenir a tema cavalleresco).

Visitiamo
poi Glastonbury, giusto per rimanere in atmosfere suggestive e
fuori dalla norma, infatti questo è un villaggio hippy/wikka/magico, famoso per
il festival musicale e per essere abitato da strani personaggi, che vivono
vendendo cristalli, fatine, abiti hippy e così via. Molto divertente! Da
visitare la Cattedrale, rovine senza tetto di una chiesa che doveva
essere immensa, piene di fascino dove (forse) sono sepolti Artù e Ginevra e
la Torre, che si dice essere la mitica Avalon, luogo dove si
incrociano forze magiche molto potenti. Per chi ci crede. Cena in un pub con
musica dal vivo in compagnia di Millie, la gatta del locale.

A pochi km di distanza troviamo Wells, la città più piccola
d’Inghilterra.
Dopo la
colazione ci dirigiamo verso la Cattedrale che è enorme in
confronto la dimensione della città. Successivamente troviamo Bath,
dove trascorreremo la giornata. Dopo un primo giro della città, composta
da case in stile georgiano molto uniformi e regali visitiamo
le famose Terme Romane. Forse non valgono il prezzo (19£), ma sono
uno dei siti meglio conservati di terme romane al mondo e il costo del
biglietto serve a finanziare ulteriori scavi. Dopo aver girovagato per i
diversi ambienti, ben spiegati dall’audioguida, usciamo e seguiamo l’itinerario
proposto dalla Lonely Planet per visitare la città alla ricerca degli edifici
più interessanti. Nota di merito la Piazza del Colosseo e
quella in cima alla città, il Royal Crescent. Lasciamo Bath e ci
dirigiamo a Cardiff, Galles.

GALLES

Il primo
impatto con la capitale del Galles non è stato dei migliori, era tardi, pioveva
e faceva freddo. Ci dirigiamo verso la strada pedonale centrale per cercare un
luogo in cui cenare: il panorama non è dei migliori, in giro non c’è molta
gente, le strade sono piene di senzatetto e tossici e i volontari stanno
facendo il giro per portargli qualcosa di caldo per la notte. L’impatto è stato
forte, crudo, la città mi è sembrata dura e grigia. Dopo aver girovagato un
po’, troviamo finalmente un pub accogliente dalle parti del Millenium Stadium,
il tempio del Rugby.

La mattina seguente iniziamo la visita della
città, e nel frattempo ha smesso di piovere. La prima tappa è il Castello,
composto da diversi edifici di diverse epoche
storiche. Impressionante il giro all’interno delle mura, dove sono riprodotte
le condizioni della popolazione durante i bombardamenti della Seconda Guerra
Mondiale, con esposizione dei manifesti di propaganda di quegli anni e
altoparlanti che diffondono il suono dei bombardamenti. Come sempre si rivela
fondamentale l’audioguida, che ci permette di capire e approfondire quello che
stiamo vedendo. Dopo un veloce pranzo al Mercato Centrale (molto
caratteristico e da non perdere per chi, come me, ama lo street food e il cibo
tradizionale) visitiamo il Museo Nazionale (gratuito
come tutti i musei del Regno Unito), tenete presente che anche qui la chiusura
è alle 17. Dopo aver girato per le varie Arcade vie
coperte con splendidi negozi ai lati della via principale, trascorriamo la sera
a Cardiff Bay, il porto riqualificato, dove si trovano il
maggior teatro della città e diversi locali per cenare.

La
mattina successiva lasciamo Cardiff e visitiamo il castello di Caerphilly ubicato a pochi
km dalla città. È il classico castello medioevale circondato dal fossato, con
dei tratti crollati, ma molto curato, sicuramente da non perdere. Proseguiamo
attraversando dei boschi meravigliosi fino a raggiungere l’Abbazia
di Tintern
, chiesa diroccata circondata dalla splendida valle del
Wye, dove i pascoli lasciano il posto alla Foresta di Dean. Il tempo sembra
sospeso in una dimensione onirica, decidiamo quindi di fermarci a pranzare nel
pub di fronte all’abbazia e goderci il più possibile questa atmosfera.

DI NUOVO IN INGHILTERRA

Ci
rimettiamo in auto lasciando il Galles per tornare in Inghilterra a Gloucester. Notevole
la Cattedrale (dove troviamo anche una delle location di Harry
Potter) e la zona dei Docks. Il resto del paese non è il massimo,
rimaniamo nel pub medioevale dove dormiamo anche per la cena.

Il mattino
successivo ci aspetta Stratford-Upon-Aven, città natale
di William Shakespeare. Amando molto il bardo non potevo non
visitare la sua Casa Natale (dove attori professionisti
recitano tutto il giorno monologhi o dialoghi tratti dalle sue opere più note),
e i vari luoghi che hanno segnato la sua vita. Essendo tutto molto costoso, le
altre abitazioni mi limito a guardarle da fuori (casa della madre e della
moglie, scuola, ecc). il paese è molto bello e caratteristico, purtroppo è
invaso dal turismo di massa che rovina di molto l’atmosfera.

Continuiamo
inoltrandoci nel Cotswolds: Chippen Camden e i villaggetti che
la circondano, un po’ tutti uguali, ma molto caratteristici, tutti composti da
case fatte di pietra color miele, immersi in una campagna ordinata e familiare.
Finalmente capisco quando, in tutti i vari libri/film inglesi sento parlare
della campagna inglese e del desiderio dei britannici di passarci più tempo
possibile: sono posti magnifici, regalano una pace interiore senza eguali. Il
villaggio che mi ha colpito di più è stato Broadway, dove ci
fermiamo a gustare un cream tea in un locale gestito da due anziane signore che
sembrano uscite da un episodio dell’Ispettore Barnaby. Per visitare meglio la
zona ci fermeremo 3 giorni in un lodge trovato su airbnb, scelta decisamente
felice, nel villaggio di Minster Lowell, geograficamente molto
comodo per visitare i diversi luoghi di interesse.

Oxford merita una giornata intera, è abbastanza
estesa e c’è molto da visitare. Non è semplicissimo orientarsi tra le decine
di College presenti, quasi tutti visitabili a pagamento.
Consiglio di leggere bene la guida e selezionare quello che si vuole vedere,
per evitare di girare in tondo. Inoltre è importante stare attenti agli orari
di visita, sono abbastanza risicati, e questo impedisce ancor di più di vedere
tutto in un giorno. la prima cosa che visitiamo è la Boden Library, di cui visitiamo solo la sala iniziale
(location dell’onnipresente Harry Potter). Per la visita alla libreria vera e
propria bisogna partecipare a una visita guidata a numero chiuso e non c’era
più posto fino al pomeriggio, quindi rinunciamo.

Tutta Oxford ruota intorno a tre tematiche
letterarie: Harry Potter
(per le
diverse location dei film), Il Signore
degli Anelli
(Tolkien ha vissuto e insegnato qui) e Alice in Wonderland (Lewis Carrol studiò al Christ Church). Ovunque
richiami, citazioni e gadget, è impossibile sfuggire al maghetto o allo
stregatto. Arrivate le 14, orario di apertura, ci fiondiamo al Christ Church University uno
dei college più grandi e più belli. Il parco è enorme, gli interni stupendi,
studiare tra queste mura deve essere di grande ispirazione. Il refettorio è un
luogo che mi è familiare da anni, infatti è la location del refettorio di
Hogwarts, dove Grifondoro, Serpeverde, Tassorosso e Corvonero si radunano e
mangiano. Peccato per la quantità impressionante di visitatori che mi hanno
rovinato le mille foto. Visitiamo anche l’Exter College, uno dei
più antichi e per cena andiamo a Burdford.

Dopo aver
visitato di buon’ora i ruderi del maniero di Minster
Lowell
(dove si respira un’aria di tranquillità e accoglienza,
nonostante i fantasmi che infestano il luogo) ci dirigiamo al Blenheim
Castle
a Woodstock. Questa residenza, creata dal
primo conte Churchill ha dato i natali al suo famosissimo nipote Wiston. Della
residenza in realtà si visita solo una piccola parte, comunque è molto
sfarzosa, d’altronde è la più importante residenza non reale del regno. Anche
il parco è immenso e merita una passeggiata. Visitiamo anche il vicino
villaggio di Woodstock dove troviamo un… festival musicale! Proseguiamo poi
per Burtford villaggio dalle case color miele e Bibury piccola
località che si trova in tutte le guide, famosa per una delle sue vie (sempre
di case color miele) che pare essere il luogo più fotografato d’Inghilterra. Ci
arriviamo la sera, la luce è ideale e la gente inizia a diminuire, quindi
concordo con l’opinione generale. Il sito si visita in pochissimo tempo, quindi
rientriamo e andiamo a cena a Witney anche’essa graziosa
cittadina nei pressi del nostro lodge.

L’ultima
tappa prima della Capitale ci introduce al mondo dei reali che sarà la costante
dei giorni successivi: Windsor e il suo Castello. Purtroppo
questo sarà l’unico giorno di tutto il viaggio di vero maltempo, con una
pioggia fitta e un freddo pungente che perdurerà per tutta la giornata, cosa
che ha influenzato la visita alla città, limitandola al solo castello, senza
girare per la immagino graziosa cittadina. Il castello è favoloso, così come
pure la Chiesa di San Giorgio al suo interno (dove si sono sposati pochi mesi
fa i principi Harry e Meghan). Dopo un’approfondita visita con audio guida alle
meravigliose stanze, decorate con oro e mobili preziosi, ci dirigiamo verso
l’aeroporto per lasciare la macchina e dirigerci con i mezzi pubblici a Londra.

LONDRA

Dopo aver
lasciato i nostri bagagli in hotel nella zona di Whitechapel (che
consiglio perché, pur essendo un quartiere povero ed economico, è sicuro e
ancora in zona 1) ci lanciamo nella vita serale di Londra, puntando al
quartiere di Soho, famoso per la vita notturna, cenando in un
pub vicino a Carnaby Street. In realtà il tutto si è rivelato
un po’ deludente, forse perché nel mio immaginario c’erano le immagini degli
anni ’60 e ’70, mentre ora di “alternativo” c’è ben poco. Anche se devo
premettere che non abbiamo cercato locali notturni o discoteche.

Come
primo giorno in città non potevo che cominciare dal fulcro di tutto Buckingam
Palace,
la casa della Regina (che tra l’altro era presente). Io sono
una vera appassionata della monarchia e della storia inglese, quindi per me è
stata una doppia emozione. Le stanze visitabili sono solo la parte di
rappresentanza, ma danno comunque la possibilità di vivere la storia. Non è
difficile camminare, stanza dopo stanza, fingendo di essere un nobile, un
politico o un dignitario in visita. È la prima volta che visito un castello (e
ne ho visti veramente tanti) dove respiro la monarchia e la Storia come un
qualcosa di vicino, presente e non persa in un lontano passato. Queste stanze
sono tuttora utilizzate dalla Regina per ricevere gli ospiti e organizzare
ricevimenti ufficiali, per battezzare i Royal Baby e per gestire e far sopravvivere
una delle ultime monarchie. L’audioguida è come sempre la mia preziosa alleata
per non perdere nulla.

Usciti, a
piedi ci dirigiamo verso Harrod’s, Kensington e in
bus fino a Notting Hill, dove si svolgeva il famoso carnevale
estivo
. In questo giorno tutta la comunità caraibica si riversa
nell’altrimenti tranquillo quartiere per una delle feste di strada più
scatenate della città. I numeri sono impressionanti, leggevo di circa un
milione di persone! In realtà poi non è che ci sia molto, girano dei tir pieni
di altoparlanti che sparano ad alto volume musica latinoamericana e c’è gente
allegra, semivestita e ubriaca ovunque che balla e fa festa. Io non amo gli
assembramenti di folla, quindi ce ne siamo andati quasi subito. Torniamo alla
tranquilla Hyde Park e ceniamo nei pressi del Covent
Garden
dopo esserci fermati a guardare gli artisti di strada sempre
presenti.

Il giorno dopo il protagonista assoluto sarà il
Tamigi. P
rima tappa la Cattedrale di St. Paul, che
vediamo dall’esterno, poi, attraverso il Millenium bridge andiamo sull’altra sponda dove, dalla
terrazza del Tate Museum,
ci godiamo una vista mozzafiato (e gratuita) dei grattacieli della City e lo Shard. Da lì, costeggiando il
fiume, girovaghiamo per South
Bank
, osservando la città e i suoi ponti fino al famoso London Eye. Attraversiamo il
ponte e raggiungiamo il Parlamento e
il Big Ben (impacchettato per i
restauri). Dopo un rapido pranzo in un locale frequentato dagli impiegati dei
vicini uffici, visitiamo la Westminster
Abbey
, altro pezzo di Storia della monarchia. Qui vengono incoronati e
si sposano i reali. La chiesa è bellissima, gotica come sempre ed è emozionante
scoprirla pezzo dopo pezzo, dalle tombe reali a quelle delle persone che hanno
fatto la storia del regno e dell’umanità. Avendo ancora del tempo prima
dell’arrivo della sera, prendiamo un battello di linea e raggiungiamo via
fiume Greenwich. Purtroppo l’Osservatorio Astronomico era
già chiuso, ma ci siamo goduti dal suo parco un bel tramonto su Canary
Wharf
(la nuova zona di grattacieli). Ceniamo in un bel pub vicino al
porto, poi attraversiamo il tunnel pedonale che passa sotto il fiume e
prendiamo la metro che ci riporta a casa sull’altra sponda (dove nel parco
appena fuori dal tunnel vediamo anche una volpe!)

Di
mattina visitiamo Brick Lane, vicino al nostro hotel (via abitata
dalla comunità bengalese) nel cuore di Whitechapel, poi, vista la pioggia,
dedichiamo la giornata alla visita dei Musei. La National Gallery toglie
il fiato, mi è sembrato di tornare ai libri di storia dell’arte delle superiori
e di incontrare dei vecchi amici: La Vergine delle Rocce del Leonardo, e
capolavori di Tiziano, Giorgione, Tintoretto, Michelangelo, Turner, Vermeer,
Monet, Van Gogh giusto per citare i più famosi. Non sarei più uscita, si
rischia un attacco di Sindrome di Stendhal! Unica nota negativa è la difficoltà
a orientarsi nelle diverse sale poiché non esiste un percorso obbligato e le
sale sono tantissime. Passiamo da Trafalgar Square per poi
approdare al British Museum. Qui i quadri lasciano il posto alle
statue e ai manufatti, principalmente greci ed egizi. L’incontro con la Stele
di Rosetta
mi ha catapultato alle elementari, quasi da lacrimuccia.
Probabilmente ho però chiesto troppo ai miei accompagnatori, due musei così
importanti è meglio dividerli su 2 giorni, se non si è patiti di arte in
effetti può risultare pesante. Concludiamo la serata il Leicester
Square
e Chinatown, dove mangiamo in uno dei mille
ristorantini tipici.

Il penultimo giorno lo iniziamo con la visita
della Torre di Londra, dove rimango abbagliata dai gioielli della
corona e dai corvi reali.

Attraversando il Tower Bridge (con
relative mille foto) raggiungiamo il Borough Market, caratteristico mercato
ubicato sotto i binari dei treni, regno della gastronomia e pieno di bancarelle
street food. Dopo i dovuti assaggi, attraversiamo il London Bridge e facciamo
un giro nella zona delle banche e raggiungiamo il Monument (stele che ricorda
il grande incendio del 1666 che distrusse la City). Torniamo poi a Leicester
Sq. dove compriamo a prezzi scontati i biglietti per vedere un musical la sera
stessa. Non si può andare a Londra senza assistere almeno a uno spettacolo
teatrale, e il musical, per me è lo spettacolo più caratteristico. Scegliamo
“Bat out of Hell” e la scelta si è rivelata ottima, uno spettacolo con standard
elevatissimi, sia a livello di scenografie che di attori.

L’ultimo giorno lo iniziamo cercando la Battersea
Power Station
,
fabbrica
che si trova riprodotta sulla copertina di un album dei Pink Floyd, poi andiamo
a Camden Town, dove ci
perdiamo tra bancarelle e negozi alternativi, punk, dark, steampunk, gothic. Un
vero sogno, rappresenta esattamente la mia immagine della Londra alternativa.
Purtroppo è l’ultimo giorno e dobbiamo andare in aeroporto, così lasciamo
presto questo posto meraviglioso, dove mi riprometto di tornare presto.

Questo
viaggio mi ha regalato emozioni ben al di sopra delle mie aspettative. Mi sono
innamorata della campagna inglese, dei suoi villaggi e dei suoi prati
sconfinati, abitati da simpatiche pecore. Gli inglesi sono cordiali e
accoglienti, è facile attaccare discorso, un po’ meno capire tutto quello che
dicono, ma questo perché devo migliorare il mio inglese, che per comunicare con
un madrelingua non è sufficiente. Il tempo è stato poco, mancano la parte nord
del Galles, quella a est di Londra, e la Scozia. Direi che un altro itinerario
è già quasi pronto per essere pianificato! (e intanto mi sono iscritta a un
corso di inglese).

INFORMAZIONI PRATICHE

Hotel e Ristoranti

·
St Margaret at Cliffe: St
Margaret’s Holiday Park (66 euro), cena al Smugglers Pub (cibo da pub)

·
Warminster:
The Red Lion (63 Euro colazione inclusa), hotel e cena (cibo da pub)

·
Torquay:
Haven Hotel (69 euro), cena al salt’n pepper (pesce e carne, molto buono)

·
Camborne:
John Francis Basset Wetherspoon (77 euro) hotel e cena (cibo da pub)

·
Glastonbury:
Premier Inn (67 euro), cena al Hawthorns Bar (specialità curry)

·
Cardiff: Ibis Budget Cardiff
Central (87,5 euro 2 notti). Cena al
Queen Voun (pub) e Bill’s at Bay (inglese fusion)

·
Gloucester:
The New Inn (60 euro) hotel e cena (cibo da pub)

·
Minster Lovell: Airbnb Lodge
da Hannah (200 euro 3 notti) cene: Minster Lovell: the White Hart Pub,
Burtford: Oak Bar (gastropub, specialità pie salate), Witney: Smoked House
(carne alla griglia)

·
Londra: Ibis budget
Whitechapel (263 euro 5 notti) cene: Carnaby: White Horse Pub, Covent Garden:
Lamb and Flag Pub, Greenwich: the Gipsy Moth (pub e fish’n chips)

Autonoleggio

Sixt 300
euro per 15 giorni di noleggio Citroen Cactus più assicurazione Casco tramite
il sito Autoeurope

Varie

·
Gli hotel
sono stati prenotati tramite Booking.com e il sito AccorHotel per gli Ibis

·
Abbiamo
cambiato pochissimo contante, in quanto è possibile pagare praticamente tutto
con la carta

·
A Londra
abbiamo usato la Oyster Card, non il London Pass a mio avviso troppo costoso.

·
I siti
religiosi e reali sono molto costosi, i musei sono gratuiti

·
Vestirsi
a cipolla e portare sempre un ombrello/k-way, scarpe comode e impermeabili

Buon
viaggio!

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canterbury



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