Friuli Venezia Giulia, alla scoperta di una terra di confine

Un intreccio di vicende storiche, bellezze artistiche, patrimonio culturale e influenze mitteleuropee. Con una produzione vinicola e una tradizione gastronomica tutte da gustare

  • di madeinflorence
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Pochi giorni a disposizione e un budget limitato. Due ottimi pretesti per orientare le nostre ferie di settembre verso un bel giro on the road in Italia, alla scoperta di una delle magnifiche regioni che compongono il nostro (troppe volte) trascurato stivale. Il Friuli Venezia Giulia è, per noi, terra ignota: ecco l’occasione giusta per scoprire i suoi gioielli artistici, i suoi piccoli borghi, le tradizioni locali e l’intreccio di culture. Una terra di confine che, come tale, ha tanto da mostrare e ancor di più da raccontare del suo avvincente quanto travagliato passato. Luoghi intrisi di storia, in alcuni dei quali è ancora vivo e palpabile il ricordo dei tragici eventi del secolo scorso. Dalle furiose battaglie della Prima guerra mondiale alle atrocità commesse dalla follia nazista, dalle sconvolgenti foibe del Carso alla indomabile forza distruttrice della natura manifestatasi prima nel terribile disastro del Vajont e poi nel terremoto che nel 1976 scosse violentemente questa regione. Ma il Friuli Venezia Giulia è anche uno scrigno di tesori d’arte romana, bizantina e veneziana; è una babele di dialetti e lingue che risente delle influenze provenienti dalle aree circostanti proprio come l’ottima tradizione gastronomica che unisce alle specialità tipicamente locali ricette di origine mitteleuropea.

Da Firenze il nostro viaggio ci conduce, come prima tappa a Sacile, la porta occidentale del Friuli. Un’atmosfera assai tranquilla caratterizza questa cittadina sviluppatasi su due isole del fiume Livenza e la cui posizione la rese, in passato, un florido centro commerciale che raggiunse il suo massimo splendore sotto l’influenza veneziana tanto da guadagnare l’appellativo di “giardino della Serenissima”. Proprio ad una borghese famiglia veneziana appartenne il Palazzo Ragazzoni, fiancheggiando il quale si arriva alla Piazza del Popolo, elegante cuore urbano circondato da portici.

Deviando in Via della Pietà si raggiunge il delizioso Oratorio della Pietà, a forma esagonale con pronao affacciato sul fiume.

Pochi minuti di auto lungo la statale 13 ed eccoci a Pordenone. Lasciata la macchina nei pressi di Piazza Cavour, imbocchiamo Corso Vittorio Emanuele II, fulcro nevralgico dello shopping cittadino. Questa lunga strada porticata è un susseguirsi di raffinati palazzi in stile gotico, rinascimentale e barocco contraddistinti da splendide facciate decorate da piccoli balconi aggettanti e bifore che conferiscono una certa vivacità alla composizione architettonica. Sotto i portici, eleganti negozi di moda si alternano agli storici esercizi commerciali come l’antico Caffè Municipio, occasione per una pausa caffè. Al termine della strada il Palazzo Comunale da un lato e il Duomo di S. Marco su quello opposto introducono alla piazza omonima.

Il primo giorno si conclude a Spilimbergo, borgo medievale sede di una importante scuola di mosaicisti. Proprio su Corso Roma, l’arteria principale che taglia il centro storico da ovest ad est, nei pressi della Torre Ovest, si trova il B&B Relais La torre. Le uniche due camere disponibili, sono in realtà due mini appartamenti mansardati di quasi 60 mq. Accompagnati dalla gentilissima padrona di casa ci accomodiamo nella camera chiamata "riflessi d'ambra": l’ambiente è nuovo, curato nel dettaglio e assai confortevole. Senza dubbio si rivelerà la migliore sistemazione del viaggio. Seguendo la direttrice da ovest ad est, dopo aver percorso tutto Corso Roma tra i classici porticati, enoteche e numerosi palazzi storici, incontriamo l’ampia Piazza Duomo, con il Duomo gotico di Santa Maria Maggiore decorato con affreschi del Pordenone e gli edifici trecenteschi della Loggia della Macia e della Casa del Daziario. Proseguendo su Via Castello, attraversato il fossato e la torre di guardia si entra nel Castello che si presenta come una serie di residenze signorili, disposte ad anello intorno ad una corte centrale, scenicamente affacciate sulla valle del fiume Tagliamento. Di pregevole fattura il Palazzo Dipinto, così chiamato per gli affreschi che ne ricoprono l’intera facciata. Le viuzze del Borgo Valbruna, vestigia dell’epoca medievale, conducono al Palazzo comitale degli Spilimbergo di Sopra, oggi sede del Municipio, anch’esso affacciato su una terrazza che domina il Tagliamento

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