Castelli della Loira e Bretagna

Siamo partiti in quattro: Claudia (la mamma), Riccardo (il papà), Marco (il figlio, 12 anni) ed io, Patrizia (l’amica). Andare in Bretagna da Roma è una bella passeggiata… ma con una Volkswagen Bora 1,9 si può! Primo giorno: partenza alle ...

  • di pattygiu
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Siamo partiti in quattro: Claudia (la mamma), Riccardo (il papà), Marco (il figlio, 12 anni) ed io, Patrizia (l’amica). Andare in Bretagna da Roma è una bella passeggiata... Ma con una Volkswagen Bora 1,9 si può! Primo giorno: partenza alle ore 8.00, strategia 3 soste, una ogni 3 ore. Tempo buono traffico scarso. Abbiamo deciso di fare il passo del Moncenisio e non il Frejus. Ottima scelta: strada buona, più panoramico (c’è un bellissimo lago) e più economico. La prima notte l’avevamo prenotata a Aix les bains, vicino Grenoble, in Savoia. Siamo arrivati verso le 18, un po’ stanchi, ma comunque non distrutti. Pasto in un Grill in paese. L’albergo era un Etap, catena molto diffusa in Francia: essenziale nell’arredamento (4 stampelle al posto dell’armadio...), pulito, con il bagno in camera, economico, insomma l’ideale per chi viaggia e non dà molta importanza all’alloggio.

Secondo giorno: alle 9.30 saliamo in macchina destinazione Meug sur Loire. Vogliamo vedere qualche Castello della Loira prima di arrivare in Bretagna. Il viaggio sicuramente più breve del giorno precedente, ma sono sempre 600 km.! Verso le 16 arriviamo al nostro Etap, qui staremo due notti. Finalmente inizia la parte turistica: visitiamo il Castello del paese: bello, non pomposo, ma vissuto dai suoi stessi proprietari, che incontriamo. La sera ceniamo ad un ristorante davanti all’albergo.

Terzo giorno: abbiamo deciso di vedere 3-4 castelli, cominciamo da Chaumont sur Loire, bellissimo si affaccia sul fiume ed ha un parco immenso. Poi ci spostiamo ad Amboise, dove Leonardo da Vinci soggiornò l’ultimo periodo della sua vita e dove si trovano i suoi resti; infine dopo pranzo arriviamo a Chenonceau, quello più turistico, con la sua struttura sulla Loira. Siamo un po’ stanchi, le strade sono statali non molto trafficate, ma tra cercare parcheggio, visitare il castello, ecc. Un po’ di tempo passa. L’ultimo Castello Chambord lo vediamo solo da fuori. Cena sempre di fronte all’albergo.

Quarto giorno: oggi andiamo in Bretagna! Siamo preoccupati per il tempo: Claudia ha riempito la valigia di felpe e k-way, probabilmente prenderemo pioggia e freddo, ma si sa che andiamo sull’Atlantico! Dobbiamo trovare anche la sistemazione per la notte, non vorremmo cambiare albergo ogni giorno ed allora cercheremo un punto strategico: Quimper! Troviamo una quadrupla solo per questa notte, poi domani l’Ufficio Turistico ci aiuterà, almeno così crediamo... Andiamo a cena su una piazzetta e prendiamo le tipiche”moules frites” cioè cozze e patatine fritte: ottime. Marco, che è una buona forchetta, ordina la carne, ma dopo averla “spolverata” ci chiede di provare le cozze, e scopre che sono molto buone e domani le prenderà anche lui... Quinto giorno: siamo alle Informazioni turistiche, dove – secondo le guide – ti trovano un sistemazione alberghiera... Forse non in agosto! Senza troppa gentilezza, ci viene fornito un libretto con i numeri telefonici degli alberghi e ci viene detto “non posso bloccare la fila di turisti per cercarvi le stanze”. Ed ecco Claudia al telefono a chiamare a tappeto tutti gli Hotel. Troviamo per 3 notti il Brit, una catena Bretone molto diffusa. A questo punto facciamo un giro per Quimper: è splendida con le sue fioriere lungo tutto il fiume e sui ponticelli, riflettiamo che da noi (in Italia) probabilmente non durerebbero a lungo, tra furti e vandalismi... Visto che è bel tempo (ma non durerà) andiamo a Pointe du Raz: uno dei panorami più belli sull’Atlantico. Ritornando ci fermiamo a cena a Douarnenez. Forse il pasto più buono in assoluto, tutto a base i pesce. Le nostre cene sono fatte sempre seguendo i menù a prezzo fisso, che ti aiutano nelle scelte dei cibi; prezzi sono contenuti, tra i 10 e i 17 euro, bevande scuse. Qui fa buio molto tardi, intorno alle 10 di sera. Sesto giorno: il tempo è ancora bello, anzi Riccardo, di nota pelle chiara, ieri si è scottato ed oggi si mette la crema protettiva per il sole! Oggi andiamo a vedere i dolmen ed i menhir (le grandi pietre erette dall’uomo nel 2000 a.C.) a Carnai. Pensavo fossero più spettacolari, maestose, insomma per me sono state una mezza delusione. All’ora di pranzo siamo a Quiberon, una punta estrema, con un nuovo panorama bellissimo. Qui mi compro un paio di scarpe di Armor Lux, la fabbrica tipica che fa maglie ed altro, a righe marinare, tipiche della Bretagna. Sulla strada del ritorno ci fermiamo a Lorient, dove si svolge l’annuale festa Celtica: bancarelle, stand e prezzi alti, come in una qualsiasi fiera di paese. Ceniamo qui, niente di speciale

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