Viaggio di nozze I parte: Tours e Castelli Loira

Viaggio di nozze: I parte – Tours e i Castelli della Loira 30 luglio – 3 agosto 2008 Il viaggio di nozze mio e di Valentina inizia il 30 luglio con partenza da Fiumicino per Parigi. Non avendo la possibilità ...

  • di Ataulfo
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  • Viaggiatori: in coppia
 

Viaggio di nozze: I parte – Tours e i Castelli della Loira

30 luglio – 3 agosto 2008

Il viaggio di nozze mio e di Valentina inizia il 30 luglio con partenza da Fiumicino per Parigi. Non avendo la possibilità di farci accompagnare da qualcuno all’aeroporto optiamo per lasciare la nostra macchina al Park and Fly. Una soluzione che mi sento di consigliare per chi non vuole partire da casa con il treno e magari, come noi, con valigie pesanti al seguito. Abbiamo pagato 91 euro per 18 giorni di permanenza: potrebbe sembrare un po’ caro, ma a noi ha risolto un bel problema. Arriviamo all’aeroporto parigino senza intoppi e lì, presso la Hertz, ritiriamo la macchina noleggiata tramite agenzia: una Opel Astra con 40.000 chilometri, spaziosa e in buone condizioni. Sul posto abbiamo stipulato l’assicurazione Kasko per i 5 giorni di noleggio (56 euro) e pagato il pieno di gasolio (70 euro). Ovviamente nel momento di riconsegnare l’auto consiglio di lasciarla col minimo di carburante perché non so se verrebbe rimborsato. Comunque, nel primo pomeriggio partiamo per la prima meta del nostro viaggio: Tours e i castelli della Loira. La distanza è di circa 260 chilometri: non moltissimi se solo avessimo chiesto al Tom Tom di farci passare per l’autostrada... invece, percorrendo strade secondarie abbiamo sicuramente avuto una visione più esaustiva e ampia dei vari paesi che si trovano tra Parigi e Tours, ma il viaggio è durato diverse ore. Alla fine, stremati, arriviamo a Tours all’hotel Giraudeau, un albergo prenotato dall’Italia, due stelle davvero senza pretese. Zona periferica e squallida, stanza piccolina, niente aria condizionata, solo un ventilatore da tavolo e televisione con soli canali francesi. Per il resto, un ampio parcheggio gratuito, una colazione internazionale discreta e un prezzo complessivo ragionevole. Del resto a noi serviva solo come avamposto per visitare i castelli della Loira.

Nei primi due giorni di permanenza abbiamo visitato l’Abbazia di Fontevraud, il castello d’Ussè e quello di Chambord. L’Abbazia vale sicuramente una visita: sebbene profondamente ristrutturato si tratta di uno dei complessi monastici medievali più completi che esistano. La chiesa romanica con i sarcofagi dipinti dei Plantageneti (tra cui quello di Riccardo Cuor di Leone), la cucina romanica (detta Tour d’Evraud), il chiostro, la sala riscaldata (l’unica dell’intero complesso: questo era previsto dalla regola) dove i religiosi si dedicavano alle attività manuali. E poi gli affreschi del XVI secolo, gli ampi giardini. Insomma, i 12 euro del biglietto risultano ottimamente spesi per chi vuole farsi trasportare per un paio d’ore (o più) in una suggestiva atmosfera di tanti secoli fa. Ma lungo la valle della Loira ogni cosa riporta a storie di re e cavalieri, castelli fortificati e foreste incantate, draghi e belle fanciulle da salvare. Come per esempio il castello d’Ussé (biglietto: 8 euro), il luogo dove è ambientata la fiaba del XVII secolo “La Bella Addormentata nel Bosco” scritta da Charles Perrault ma che la maggior parte di noi credo conosca per la celebre rivisitazione disneyana. Il castello d’Ussè è anch’esso un classico esempio dei complessi che si possono incontrare lungo la valle della Loira. Tufo bianco e tetti spioventi neri, giardini variopinti, atmosfera da favola sapientemente ricreata dagli amministratori della struttura, come quella che riporta alla storia della Bella Addormentata a cui è dedicata un’intera torre del castello. Ovviamente il tutto è accompagnato da un immancabile negozio di souvenir ricco di ogni gadget a tema, dai pupazzi ai puzzle, dai costumi per bambini ai portachiavi.

Il castello di Chambord è il più grande che si può ammirare lungo la valle della Loira. Dista da Tours circa un’ora di viaggio ma abbiamo preferito dedicarci a questo piuttosto che ad altri meno importanti ma magari più vicini a noi. Per visitare Chambord (biglietto: 9,50 euro) bisogna mettere in conto una giornata intera. Il complesso conta 440 stanze, 365 camini, 85 scale e anche se, ovviamente, non tutto è visitabile, l’immersione nell’antica residenza da caccia di Francesco I (XVI secolo) non può essere breve. Si parte dalla famosa doppia scala a spirale progettata da Leonardo da Vinci per poi accedere ai vari piani del maschio centrale che contiene la camera da letto del re, varie sale per ricevimenti, spogliatoi, anticamere, il tutto a celebrare la grandezza e la ricchezza dei re di Francia che dimorarono nel castello. Se si ha tempo e voglia si può noleggiare l’audioguida (4 euro) e, senza fretta, ascoltare le spiegazioni dettagliate di ogni stanza e di ogni opera esposta. L’esterno è costituito da ettari di prato, c’è il fossato alimentato da un fiume il cui corso fu appositamente deviato, i camminamenti (è possibile noleggiare biciclette) e decine di negozi di souvenir. Se ci si fa prendere la mano si acquisterebbe di tutto, per sé stessi e per chi ci aspetta a casa, ma noi avevamo di fronte altri quindici giorni di viaggio e non potevamo cedere subito alla droga dello shopping. Ci siamo, così, limitati all’indispensabile.

Avendo pernottato tre notti a Tours abbiamo deciso di dedicare un pomeriggio anche alla scoperta (molto parziale) della città. Degna di nota la cattedrale gotica flamboyant di St Gatien (purtroppo attualmente “mascherata” da un’ingombrante impalcatura) e Place Plumereau con il magnifico Hotel Gouinun (non è un albergo!) oggi sede di un museo. Interessante anche la vivace Rue Colbert, ricca di ristoranti di ogni nazionalità dove abbiamo mangiato una buona pizza italiana (13 euro a persona)

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