Una lunga passeggiata intorno al monte bianco

Diario di viaggio Il Tour de Mont Blanc (TMB) offre all’escursionista un piacevolissimo trekking che attraverso sette differenti vallate permette di ammirare panorami sempre differenti e di rara bellezza. Come ogni escursione in montagna, il TMB può essere vissuto in ...

  • di bertolani
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Diario di viaggio Il Tour de Mont Blanc (TMB) offre all’escursionista un piacevolissimo trekking che attraverso sette differenti vallate permette di ammirare panorami sempre differenti e di rara bellezza.

Come ogni escursione in montagna, il TMB può essere vissuto in modo più o meno entusiastico in relazione alle condizioni meteorologiche. Non presenta inoltre particolari difficoltà, tenendo presente che i tratti piu’ impegnativi possono essere superati con delle varianti (soprattutto in caso di cattivo tempo) o con l’ausilio di supporti attrezzati.

Abbiamo incontrato escursionisti che si sono appoggiati ad organizzazioni dedite a gestire il trasporto dei bagagli e il pernottamento, ciclisti con la loro mountain bike ed infine atleti impegnati a correre; sembra, infatti, che i più bravi impieghino circa 22 ore per fare il tour che l’escursionista tradizionale effettua in 8-11 giorni. Riguardo all’impegno programmato, esiste anche la possibilità di accorciare i tempi utilizzando i trasporti pubblici che permettono tra l’altro, in caso di necessità, di poter rientrare in breve tempo al luogo d’origine. Tutta la vallata di Chamonix ad esempio è servita, in stagione, da comodi treni o bus utilizzati gratuitamente dai possessori della “Carte d’Hote” che ogni hotel rilascia ai propri ospiti. Un altro vantaggio è quello di poter quasi sempre pernottare in piccoli villaggi che offrono gradevoli soluzioni logistiche in alternativa ai tradizionali rifugi. Per l’escursione di 11 giorni, l’impegno fisico richiesto è mediamente di 4-5 ore di cammino giornaliere soste ovviamente escluse.

Il trekking in breve.

Partendo da Courmayeur e programmando il giro in senso antiorario, il primo tratto percorre a mezza costa tutta la Val Ferret tra immense distese di rododendri e fiori di montagna (in stagione). Quasi tutto il percorso è dominato dalla spettacolare visione delle Grandes Jorasses fino a raggiungere il Colle Ferret oltre il quale si scende nella tranquilla Svizzera con un paesaggio dominato da immensi pascoli e incantevoli paesini come “Pré de Praz”.

Superata “la Fouly, l’ambiente cambia, specchiandosi nel bellissimo laghetto di “Champex”, base obbligata per raggiungere la “Fenetre d’Arpette”splendido belvedere sul ghiacciaio “du Trient”.

Superato il villaggio omonimo e il “Colle de Balme”, il colpo d’occhio si allarga sull’ampia vallata di Chamonix dove il percorso, superata l’”Argentière”si snoda sul versante nord della valle offrendo emozionanti scorci sul Monte Bianco, i suoi ghiacciai e lo sperone del Brevent. Lasciato il centro sciistico di “Les Houche” ci s’inoltra nella parte ovest del massiccio, forse l'area più tranquilla e meno frequentata ma non certamente la meno bella.

Superato il “Colle de la Croix du Bonhomme” e quello della “Seigne” si rientra in Italia percorrendo la lunga “Val Veny” sino a rientrare a Courmayeur.

Venerdì 22 Giugno Si decolla per l’escursione in tarda mattinata dopo aver parcheggiato l’auto a Courmayeur.

Il primo tratto di sentiero attraversa la Val Sapin immersa in una bella coltre di larici. Il tempo è molto incerto con vento e nuvole di passaggio ma niente pioggia.

Il sentiero sale con piccoli e ripidi tornanti ma la fatica è mitigata dalla simpatica presenza di un cuculo che non manca di farsi ascoltare. Contrariamente all’indicazione suggerita da alcune guide cartacee, si decide di non pernottare al rifugio Bertone ma proseguire per il “Bonatti”.

Raggiunta la mezza costa della Val Ferret, il sentiero è affiancato da prati verdi. I più bei fiori di montagna illuminano gli occhi: rododendri, neosotis, bocche di leone, raponzoli, bottoni d’oro e i tradizionali ranuncoli. Un intreccio di colori da arcobaleno. Una marmotta da lontano osserva il nostro passaggio. Dopo circa 3 ore raggiungiamo l’accogliente rifugio Bonatti che offre le comodità di un vero e proprio albergo. Cena e serata distensiva davanti all’affascinante visione de “Les Grandes Jorasses” Sabato 23 Giugno Lasciamo il rifugio per affrontare la seconda tappa che le guide descrivono come abbastanza impegnativa. Il sentiero continua a snodarsi a mezza costa e il panorama floreale è molto simile a quello della giornata precedente. L’avvicinamento al fondo della Val Ferret porta a raggiungere il rifugio Elena, altro punto di splendida osservazione sul ghiacciaio di “Prè de Bar”e magnifico panorama dominato dalla parete est delle Grandes Jorasses. Facciamo due chiacchiere con la persona che gestisce il rifugio parlando della diseducazione di molti alpinisti abituati ad abbandonare i rifiuti o raccogliere fiori protetti. Oggi si festeggia l’apertura di quasi tutti i rifugi della Val d’Aosta e si prevede un grande affollamento

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