Le tre giornate di Copenaghen

Data la mia naturale tendenza ad esere prolisso, tenterò di essere il più sintetico e chiaro possibile raccontando il week end appena trascorso tra danimarca e svezia. La partenza dall'aeroporto semi deserto di torino avviene con un ritardo di un'ora ...

  • di Skunk
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Data la mia naturale tendenza ad esere prolisso, tenterò di essere il più sintetico e chiaro possibile raccontando il week end appena trascorso tra danimarca e svezia.

La partenza dall'aeroporto semi deserto di torino avviene con un ritardo di un'ora e mezza, e dato che l'aereo dell'airfrance pare essersi volatilizzato ci traslocano si un aeroplanino svizzero di una compagnia chiamata BABOO. Un nome un programma penso io, invece no: ottimo aereo, ottimo volo, equipaggio simpatico e buoni snack. Da Parigi ci si imbarca per Copenaghen, volo perfetto se escludiamo i disgustosi biscotti cinesi fatti di amido di riso e rimasugli di altre cose di dubbia origine, bacchettata sulle dita al'airfrance.

Aeroporto di Copenaghen: ci ero già stato, ma ogni volta è uno spettacolo: è come atterrare in un gigantesco centro commerciale. Tutto fatto in parquet ospita anche installazioni artistiche eseguite da designer ed artisti vari, contiene al suo interno un centinaio di negozi e qualche decina di luoghi per mangiare tra fast-food bar, cafè e ristoranti.

Ci fiondiamo subito ad acquistare la Copenaghen Card (CC): se avete intenzione di utilizzare i mezzi ed uscire da Copenaghen dovete assolutamente farla, esiste nella versione da 1 o 3 giorni, si può anche farsela spedire a casa prima della partenza sul sito www.Copenhagencard.Com , inoltre ti riempono di cartine e opuscoli abbastanza utili.

Senza uscire dall'aeroporto prendiamo il treno che ci porta alla stazione centrale in città in una decina di minuti, e qui scopriamo subito la qualità dei mezzi di trasporto: silenziosissimi veloci e comodi.

Scesi dal treno ci ritroviamo in una stazione in cui mi aspetterei di trovare l'indicazione per il binario 9e3/4, convincendoci che noi babbani non possiamo andare a Howards usciamo in direzione dell'hotel.

L'hotel Copenaghen è spartano ma pulito ed efficiente oltre che, come scopriremo, essere in una buona posizione anche se fuori dal centro, vicino alle city-bike e alla metro (fermata Islands brygge).

La prima sera la passiamo interamente al Tivoli (attenzione questo parco non ha nessuna convenzione con la Copenaghen Card ), non pensate sia un semplice parco giochi: è un vero e proprio paese della cuccagna, con giostre, giochi, ristoranti, pub, teatri e concerti. Nel w-e chiude alle 12:30 e con 20-30 euro vi riuscite a fare una bella serata: è aperto anche di giorno ma se riuscite ad andare di sera è molto più suggestivo con tutte le illuminazioni e a seconda dei giorni fanno anche i fuochi d'artificio.

Il giorno seguente abbiamo visitato la cittadina di Roskilde con la sua cattedrale (gratis con la CC) dove sono sepolti i regnati danesi e il museo archeologico delle navi vichinghe sulle quali vengono organizzate gite caratteristiche. Attenzione alla cattedrale, se ci sono funzioni è chiusa ai turisti, in quel caso potete farvi un giro fra le vie caratteristiche di quella che è stata la capitale danese fino al XV secolo.

Da Roskilde prendiamo un autobus che in un oretta e qualcosa ci porta a Hillerod dove andiamo a visitare il castello Frederiksborg (gratis con la CC ): semplicemente enorme e grandioso. Se non siete amanti od esperti di storia ed arte e quindi vi soffermate nelle oltre 70 sale a vostra disposizione piene di dipinti, tappezzerie, arredi e via dicendo ci metterete poco più di un ora per visitare solo l'interno. Degne di nota e di un attenta visione sono la sala dei cavalieri, la grandhall, e la cappella dell'incoronazione.

Causa tempi ristretti rinunciamo a malincuore alla trasferta ad Helsingor al castello dove Shakespeare ambientò l'Amleto, raggiungibile da Hilerod in 20 min. Tornati a Copenaghen visitiamo un pezzo del quartiere latino e la sua torre rotonda, dove per salire in cima c'è un gigantesco piano inclinato a chiocciola senza gradini, in seguito ci fiondiamo a vedere la sirenetta prima che faccia buio: ascoltatemi, andateci in bici, che se no la camminata è parecchio lunga specie alla fine di una giornata di camminate

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