Sei ragazzi (o quasi...) in barca! Avventura in Amazzonia

Tour fra Rio de Janeiro, navigazione in Amazzonia, Manaus e Salvador de Bahia

  • di ollygio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 
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Partecipanti: Maura, Gio, Nadia, Josefa, Simona e Roberto

I GIORNO SABATO 12/11

E’ stato faticosissimo organizzare questo viaggio, cercare di far combaciare ogni prenotazione, ogni orario cercando sempre di non perdere d’occhio il lato economico della cosa, così, soddisfatti del nostro volo siamo partiti da casa con un certo anticipo per poter condividere il prezzo del taxi con altri passeggeri e, appena imboccata l’autostrada il suono del cellulare ci ha fatto cascare il mondo addosso: ”Pronto, qui è l’Alitalia il vostro volo per Rio di questa sera è stato cancellato….”. E’ stato come vivere un incubo! I timori accumulati nei mesi precedenti si erano di colpo concretizzati! Non sapevamo veramente quale problema risolvere per primo: il taxi che ci avrebbe condotto in hotel ci attendeva alle 9 della mattina successiva, il check-in all’hotel fissato per le 10…. Fortunatamente siamo riusciti ad inviare delle email per comunicare il cambio di programma, ma, ormai in viaggio ci siamo recati comunque in aeroporto. Qui, al banco del check-in Alitalia, dopo alcune discussioni, hanno deciso di imbarcarci per Roma sullo stesso volo della prenotazione e, da lì siamo stati condotti in un hotel ad Ostia per cenare e pernottare in modo da evitare una levataccia la mattina seguente.

II GIORNO DOMENICA 13/11

Sveglia alle 6.15 ,colazione e via all’aeroporto per imbarcarci alle 10.40 .Il volo è stato piuttosto confortevole su di un aeroplano vuoto per metà , ragion per cui il volo di ieri sera è stato cancellato.In compenso abbiamo appreso dal personale di volo che avremmo potuto essere deviati verso un altro aeroporto brasiliano e , da lì avremmo potuto prendere un aereo per Rio , così probabilmente non avremmo perso completamente la giornata, ma di ciò nessuno ha fatto menzione fino ad oggi… Alle 20 siamo atterrati a Rio sotto una pioggia battente ma per fortuna i bagagli sono arrivati con noi e l’ autista di Transferrio era lì ad attenderci… finalmente una cosa positiva! Su consiglio del nostro autista non abbiamo cambiato soldi in aeroporto perché il cambio è estremamente sfavorevole.

L’aeroporto Galeao dista dal quartiere di Flamenco circa 20 km così abbiamo impiegato una buona mezz’ora per raggiungere il nostro hotel, anche perché la pioggia continuava a cadere copiosa e le strade erano coperte di pozzanghere. Ci ha stupito la mancanza di traffico di questa grande metropoli , ma ci hanno spiegato in seguito che la domenica Rio si svuota completamente, tanto da sembrare una città fantasma. Siamo giunti in hotel ben oltre le 9 ,stanchi morti ,tanto che abbiamo deciso di saltare la cena.

L’hotel Venezuela è una piccola palazzina tra i grattacieli, di recente ristrutturazione con camere piccolissime (già preannunciato da Booking) ma pulito e situato a pochi isolati dal mare e poi le colazioni si riveleranno ottime.

III GIORNO LUNEDì 14/11

E’ piovuto a dirotto per tutta la notte , stamane il cielo è plumbeo ma non piove più. L’appuntamento con la guida che ci condurrà alla scoperta di Rio è alle 9 ma alle 8.30 Pippo è già nella hall ad attenderci. Egli è un valtellinese che vive in Brasile da oltre 30 anni e ci ha raccontato il Brasile in tutte le sue sfaccettature mostrandoci gli angoli più caratteristici della città. La prima tappa è stata il Corcovado,che in portoghese significa gobba ed è una montagna di circa 800 m d’ altezza sul cui altipiano è posta la statua del Cristo Redentore alta oltre 30 m.Costruita in cemento armato e ricoperta da piccole tessere di pietra saponaria domina la baia dal 1931. Prima di arrivare sulla cima ci siamo fermati a metà strada dove c’ è un punto panoramico da cui si possono ammirare il Pan di Zucchero e le celebri spiagge di Rio. Abbiamo ripreso la via attraverso la foresta di Tijuca , e, dopo aver preso un bus navetta siamo finalmente giunti ai piedi dell’ enorme statua. Di qua il panorama è mozzafiato, oltre alle già citate bellezze della città si possono vedere gli eccessi di Rio, infatti nell’ arco di pochi metri le une dalle altre , si trovano ville con piscina, grattacieli, case popolari e infine favelas abbarbicate sulle pendici delle colline. Dopo aver gustato il miglior frullato di mango di tutto il Brasile siamo scesi sulla costa , sulla spiaggia di Leblon, forse il quartiere più lussuoso di Rio, quindi ad Ipanema ed in fine a Copacabana. Le spiagge sono enormi, bianche, ma assolutamente deserte visto il tempo e così lontane dal nostro immaginario che le voleva affollatissime e dorate sotto i raggi del sole…. Sono affiancate da una pavimentazione ad onde bianche e nere e la spiaggia è divisa in zone, lunghe circa un kilometro con al centro una piccola torretta di controllo; quella contrassegnata da bandiere multicolori è quella dei gay .Abbiamo pranzato in una churrascheria , locale in cui, oltre ad un abbondante buffet ,i camerieri girano tra i tavoli con lunghi spiedi in cui vengono infilzati diversi tipi di carne cotti alla brace e te ne servono finchè tu non li fermi . Dopo pranzo abbiamo raggiunto li Pan di Zucchero,la collina simbolo di Rio, alta circa 300 m .Per salire si utilizza una funicolare che fa tappa prima sul Morro di Urca , la collina più bassa che sovrasta il quartiere di Urca, dove si trova una numerosa colonia di scimmiette , e poi si continua fino alla sommità del Pan di Zucchero che era completamente ammantato dalla nebbia

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Commenti
  1. Nicoletta Campora
    , 22/7/2012 14:42
    Sempre cibo scadente?!

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