Brasile - Nord Este, ROTA DAS EMOÇÕES

Attraversando i tre grandi parchi nazi onali del Nord Este del Brasile: Lençois Maranhenses – Delta del Rio Parnaiba - Jericoacoara. Tappa conclusiva a Fortaleza e Canoa Quebrada.

  • di Costanza Russo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 
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1° Giorno: 06-07/08 VR/Francoforte/Rio de Janeiro/FORTALEZA/ SÃO LUIS Partenza da casa alle 17,30. Viaggio senza imprevisti a parte un ritardo di quasi 1 ora della Luftansa per forte temporale su Francoforte. A Rio abbiamo dovuto ritirare i bagagli e nonostante viaggiassimo sempre con TAM, rifare il check-in per Sao Luis dove siamo arrivati dopo uno scalo tecnico a Fortaleza. Tam, con la quale abbiamo volato per quasi tutto il viaggio, si è dimostrata una compagnia puntuale e professionale. Cambiato 1.000 euro all'aeroporto di Rio (1€=2.10R$). In aeroporto il cambio è più favorevole rispetto a Sao Luis. 
 Arrivo a São Luis aeroporto ore 14:10. Alle 14.30 siamo già in taxi (34R$). Il tempo è parzialmente nuvoloso, 27C. Sistemazione presso la pousada Portas da Amazonia situata nel centro storico. La Pousada è carina, pulita e accogliente, in stile coloniale con cortiletti interni pieni di piante e uno adibito a sala colazione. La stanza è intima e suggestiva, con le pareti in pietra e lampade etniche dalla luce soffusa. Bagno spazioso con ampia doccia. Colazione abbondante e varia con frutta fresca, torte fatte in casa, uova, pane appena sfornato e succhi freschi. 
 Pomeriggio visita di Sao Luis. È domenica e quella che ci appare davanti sembra una città fantasma, le persone che incrociamo si contano sulla punta delle dita, qualche turista con macchina fotografica al collo, molti gatti scheletrici e impauriti dai nostri passi che echeggiano nelle strade deserte. Tutto chiuso, solo musica proveniente da qualche finestra aperta, qualche personaggio strano appoggiato all'uscio di casa. Il tutto trasmette una sensazione di pericolo incombente, di aria misteriosa e minacciosa. Sentiamo infatti degli schiamazzi: una rissa in corso con tanto di polizia! Continuiamo alla rinfusa e senza una mappa il nostro vagabondaggio, allontanandoci involontariamente dal centro storico. Le strade sempre più spettrali, nessuna macchina, anche i gatti sono scomparsi. Proseguiamo evitando i vicoli fatiscenti e isolati, le occhiate dei rarissimi gruppetti di ragazzi dai volti annoiati ma curiosi. Il primo impatto con la città è negativo ma avremo modo di ricrederci il giorno dopo, lunedì, quando la frenesia della giornata lavorativa rende tutto più vivo e dinamico dando uno stimolo positivo ai nostri occhi. Ceniamo nell'unico ristorante aperto, nella piazzetta del centro storico. Tavolini in mezzo alla via pedonale, sedie di plastica rossa, servizio lento e disordinato, ma il pesce alla griglia contornato da riso e patate burrose, è buono e saporito (80R$). Non vendono vino, solo birra e succhi. Ubriachi di stanchezza ci ritiriamo nel nostro fresco alloggio alle 23.00.
 



2 ° Giorno: 08/08 SÃO LUIS Il programma iniziale prevedeva la partenza al mattino alle 9.00 per Alcantara, isoletta ad un'ora di navigazione dalla città e rientro al tramonto per vedere i famosi Guaras, i tipici pennuti rosso corallo ma, purtroppo, la marea ci ha giocato uno scherzetto imprevisto e la barca è rimasta incagliata nella sabbia, concedendosi una giornata di riposo. Optiamo per le spiagge di Calhau e Caolho, a 30' di taxi, nella parte nuova di Sao Luis. La spiaggia è lunghissima, deserta e molto profonda a causa della bassa marea. Sabbia color oro finissima, nessun lettino e ombrellone, solo bar/ristoranti con tavolini riparati dal sole sulla spiaggia. Dopo una lunga passeggiata, ci concediamo un po' di refrigerio con una brocca di spremuta fresca ma facciamo appena in tempo a bere le ultime vitaminiche sorsate, che un violento acquazzone colpisce in pieno la nostra zona. Ci portiamo all'interno del ristorante, mentre fuori diluvia, e ordiniamo pesce fritto e due Carpirinha. Il tempo purtroppo non si rimette ma rimaniamo comunque sdraiati sulla sabbia umida a guardare il mare e le imprese di 3 omini (battezzati La banda bassotti) che in fila indiana vanno avanti e indietro con delle carriole cariche di sabbia, scaricandone inspiegabilmente il contenuto a mucchi in riva al mare. Al ritorno prendiamo l'autobus (2.10 R$), gremito di gente in rientro dal lavoro. Attraversiamo le zone residenziali di Sao Luis con le ville hollywoodiane, accostiamo i grappoli di grattacieli e hotel internazionali, percorriamo la via italiana, ci ritroviamo tra le case pericolanti e fatiscenti, oltrepassiamo il lungo ponte che ci porta verso la città vecchia e concludiamo pensando che, in fin dei conti, questa Sao Luis non è poi così male. Abbandoniamo l'idea di recarci presso il chiosco che ci è stato consigliato da dei simpatici ragazzi milanesi ospiti della nostra pousada, perché rapiti da l'atmosfera di festa e giovialità presente nella piazzetta di ieri, questa volta affollata e frizzante. Ceniamo accompagnati dalla musica brasiliana dal vivo abilmente proposta da un cantante e la sua chitarra. Cena da Antiga Mente. 105R$
 
 Pernottamento presso la pousada Portas da Amazonia.



3° Giorno: 09/08 SÃO LUIS-SANTO AMARO- LAGOA GAVIOTA 
 Partenza al mattino ore 07:30 da São Luis con microbus (60R$ già pagati) organizzato da Giovanni per Santo Amaro, arrivo a Sangue alle 11.00. Sangue, che noi credevamo un paesino, si rivela essere un bar scalcagnato in mezzo al nulla. Scopriamo con stupore di aver perso la connessione con la Toyota 4x4, ce ne sono solo 2 al giorno e la prossima è alle 18.00! Questo vorrebbe dire passare ore in questo posto desolato in attesa di un fantomatico transfer. Ovviamente non c'è linea e il nostro destino sembra inevitabile, quando, per pura fatalità arriva una coppia di brasiliani con un transfer organizzato dal loro tour operator per Santo Amaro e ancora più inaspettatamente per la nostra pousada. Chiediamo loro un passaggio e loro accettano con estremo piacere. Gran botta di c...! Arriviamo a Santo Amaro, che dista solo 36 Km. dopo ben 3 ore, verso le 14.00, percorrendo una stretta strada sabbiosa che ci fa sobbalzare ad ogni giro di ruota della Toyota 4X4 completamente aperta. Incrociamo solo qualche capanna di paglia e fango (con paraboliche supertecnologiche!), molti asini, porcellini neri e galline. Guadiamo torrenti, attraversiamo pericolanti ponticelli di legno, prendiamo stradine sabbiose incorniciate da una fitta boscaglia. La Pousada Agua Doce è deserta e scopriamo di essere, insieme ai due brasiliani, gli unici ospiti. La camera è semplice e spartana. Cerchiamo di comunicare con la ragazza della reception ma è quasi impossibile. Parla solo brasiliano. Le linee telefoniche sono quasi inesistenti e sarà difficile essere collegati con il mondo anche nei prossimi giorni. Pranziamo in pousada e alle15.00 ci aggreghiamo ai brasiliani con i quali abbiamo ormai fatto amicizia (Pedro e Luziana di Sao Paulo) e con la Toyota raggiungiamo in 30' il punto di partenza per l'escursione a piedi alla lagoa Gaviota. Il paesaggio lungo la strada è incredibilmente bello, un enorme giardino pieno di animali che si perde nell'acqua dolce di un laghetto, la macchia tropicale, dove si mescolano arbusti, fiori e piante basse, è verdissima. Ogni tanto qualche palma rompe l'omogeneità della vegetazione.
 Il trekking in mezzo alle dune bianche come il latte e intervallate dalle diramazioni del lago, dura circa 01:30h. Un'esperienza indimenticabile anche perché in tutto questo silenzio ci si perde. Aspettiamo il tramonto tra bagni, salti, scivolate lungo le dune e fotografie. Bellissimo!
 Ritorno subito dopo il tramonto e gustosa cena in pousada

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Commenti
  1. desdedealma
    , 4/9/2011 14:12
    Cara Costanza...hai scritto un resoconto bellissimo....complimenti! E' 2 anni che vorremmo andare in Maranaho ma ci va' sempre storta...Veramente grazie ...Giona Zoppi

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