Brasile e argentina: dal tropico all'antartico

Questo e’ il diario di un viaggio effettuato in Brasile e Argentina dall' 8 gennaio al 1 febbraio 2008. Il titolo non si riferisce solo ad una distanza terrestre ma vuole anche esprimere una distanza etnica e sociale che separa ...

  • di Fabio&Luciana
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Questo e’ il diario di un viaggio effettuato in Brasile e Argentina dall' 8 gennaio al 1 febbraio 2008. Il titolo non si riferisce solo ad una distanza terrestre ma vuole anche esprimere una distanza etnica e sociale che separa due popoli cosi’ fisicamente vicini eppure cosi’ culturalmente lontani. Le generalizzazioni sono ovviamente sempre riduttive ma se volessi sintetizzare al massimo direi che il Brasile e’ essenzialmente un paese tropicale che ha fatto del sincretismo la sua bandiera ed ha amalgamato tutto cio’ che e’ arrivato da fuori, mentre l’Argentina e’ un paese fondamentalmente europeo con una forte anima latina. Questa differenza non si percepisce solo dal clima, dalle citta’ o dalla vegetazione ma anche e soprattutto dagli abitanti di questi due paesi, dal loro stile di vita, dalle loro abitudini. Le mie impressioni sono naturalmente limitate ai posti che ho visitato, che sono pero’ abbastanza significativi per avere un’idea dei due paesi, ossia Rio e Bahia per il Brasile e Buenos Aires e la Patagonia per l’Argentina.

Il diario e’ diviso in due parti che si trovano rispettivamente nelle sezioni Brasile e Argentina del sito, per cui chi vuole informazioni solo su uno di questi paesi puo’ leggere solo la parte di proprio interesse. BRASILE 08/01/2008 Martedi’ Il biglietto aereo prevede un volo Air France Roma-Parigi-Rio de Janeiro, visto che voli diretti per Rio dall’Italia non ce ne sono piu’ da tempo. La Varig e’ fallita (anche se ora e’ risorta) e l’Alitalia sta sulla stessa strada se non trova urgentemente qualche salvatore. Luciana mette nei nostri due bagagli a mano l’occorrente per la notte e qualche ricambio di prima necessita’, dimostrando una previdenza che sconfina quasi nella preveggenza.

Il viaggio e’ lungo e noioso e lo scalo a Parigi dura meno di un’ora, il che’ ci costringe ad attraversare l’aeroporto De Gaulle a velocita’ supersonica, per poter passare dal gate di arrivo a quello di ripartenza. Ci chiediamo se le valigie siano state altrettanto veloci. Prima di atterrare a Rio uno steward mi chiama e mi dice di contattare il banco Air France all’aeroporto di Rio. Mi prende quasi un colpo ma poi vedo che dice la stessa cosa ad altre 2-3 persone e comincio a capire cosa potrebbe essere successo. Arrivati a Rio ho la conferma: le nostre valigie sono rimaste da qualche parte (loro dicono a Roma, ma forse e’ solo sciovinismo tipicamente francese) e quindi ci verranno riconsegnate il giorno dopo. Se sara’ l’Air France a salvare l’Alitalia andiamo bene ! Arrivati a casa dei nostri amici di Rio, loro ci dicono che non c’e’ da stupirsi e che se siamo fortunati le valigie arriveranno dopo due o tre giorni. A questo punto meglio andare a dormire subito per recuperare il sonno perduto in aereo !

09/01/2008 Mercoledi’ Poiche’ l’Air France ci ha dato un buono con il quale abbiamo diritto ad un rimborso di 100 Euro a testa, la nostra prima mattina brasiliana la passiamo... In un centro commerciale !! Ci compriamo un po’ di cose fidando in quanto ci hanno detto all’aeroporto e sperando che i nostri amici si siano sbagliati. Il centro commerciale Rio Sur e’ enorme, un palazzo di 6 piani zeppo di negozi, in stile Mall americano, ma a parte questo, gia’ si comincia a respirare l’atmosfera di Rio. La prima cosa che ci colpisce e’ la quantita’ enorme di bus e di taxi: basta alzare un dito e al massimo in 5 secondi (cronometrati) si ferma un taxi che per 3-4 Euro ti porta dove vuoi, sempre se resti nell’ambito della zona centrale di Rio. Vedremo poi che questa caratteristica e’ comune alle altre citta’ del Brasile e dell’Argentina che abbiamo visitato. Se penso agli introvabili e costosissimi taxi italiani... Al pomeriggio cominciamo a fare i veri turisti: salita con la funivia sul Pan di Zucchero. Sara’ banale e turistico ma e’ un posto assolutamente da non perdere: un panorama mozzafiato su tutta la citta’, la baia e l’oceano e di fronte la collina del Corcovado con la sua statua del Cristo Redentore. In cielo volteggiano e stridono i grifoni e gli occhi non si stancano mai di guardare. Peccato che il tempo sia mezzo nuvoloso e quindi il panorama sia illuminato dal sole solo a tratti. Quando torniamo a casa abbiamo una piacevole sorpresa: le nostre valigie sono arrivate ! Le troviamo nell’androne del portiere entro le 24 ore che avevano detto all’aeroporto. In fondo sono stati efficienti nella loro inefficienza ! La sera andiamo a cena nel quartiere di Leblon in una churrascheria che a suo tempo era frequentata da Jobim ma che ora e’ diventato un ristorante moderno dove abbiamo il primo impatto con i piatti brasiliani. In pratica una porzione basta tranquillamente per due persone e a volte anche per tre ! Tutto cio’ fa abbassare il costo di una cena per due persone, gia’ basso di per sè, a quello di una pizza nostrana per una persona... Sempre che non ci si aggiunga un crostino o un gelato ! E per di piu’ la qualita’ della carne che si mangia li’ in Italia nemmeno ce la sognamo

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