DA BELEM A MANAUS, nel Rio Delle Amazzoni

Dopo aver attraversato il Brasile da sud a nord, arrivo a Belem, capitale del Parà, città situata sulla foce del Rio Delle Amazzoni. E qui, così come la musica, cambiano anche, ancora una volta, i tratti somatici delle persone. Dopo ...

  • di Pietro
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Dopo aver attraversato il Brasile da sud a nord, arrivo a Belem, capitale del Parà, città situata sulla foce del Rio Delle Amazzoni. E qui, così come la musica, cambiano anche, ancora una volta, i tratti somatici delle persone. Dopo il bianco sud e la nera Bahia, con tutte le sfumature intermedie, ora qui è maggiore la presenza india, e ciò si nota soprattutto dagli occhi quasi a mandorla di molti abitanti e dai capelli lisci come spaghetti, come a Bahia le ragazze sognano di avere (e a volte ottengono con costosi e talvolta pericolosi trattamenti). Bella questa varietà. Tanti stati, ognuno con forti caratteristiche proprie. Etnie, tradizioni, cultura, musica e comportamenti sociali sensibilmente differenti. Più che uno stato federale il Brasile si può assimilare ad un continente, ed infatti ha le stesse dimensioni, per esempio, dell’intera Europa.

Qui a Belem mi fermo un giorno solo, il tempo necessario per prepararmi alla risalita del fiume più grande del mondo in barca. Viaggio questo della durata di 5 giorni (ma io ce ne metterò 7!) che si fa con traghetti di varie grandezze, a seconda del giorno in cui si parte. Io parto di martedì e quindi mi tocca il “Nelio Correa”, uno dei più piccoli ma che, mi diranno poi, è il migliore per quanto riguarda la cucina a bordo. Necessario per il viaggio: biglietto, amaca e repellente insetti.

Biglietto: 160 R$ dormendo in amaca sul ponte, all’aperto, o 300 R$ dormendo in cabina con aria condizionata. Inizialmente pensavo di prendere la più comoda cabina, anche per paura di eventuali furti ai bagagli, ma poi ho scelto l’amaca che, dal mio punto di vista, è la scelta migliore. Non solo perché risvegliarsi la mattina e vedersi davanti la rigogliosa foresta amazzonica è ogni giorno uno spettacolo, ma anche perché lo stare appesi ad un’amaca a stretto contatto con i brasiliani (che appendevano le loro amache in ogni spazio libero) ha reso la vita a bordo di quei sette giorni più movimentata e interessante. In breve tempo infatti ci si conosceva quasi tutti e si passava il tempo assieme. Questo mezzo di trasporto è utilizzato dal ceto basso/popolare brasiliano (quello più interessante e divertente!), mentre il ceto medio e alto a Manaus ci va in aereo, che costa poco di più e ci impiega poche ore anziché 5 giorni.

Amaca: comprata al mercato, una delle più economiche, tanto mi serviva solo per quei pochi giorni: 20 R$ (7 €).

Vaccini: non necessari. A Belem sono andato in una farmacia e la commessa, ragazza di Manaus che ha attraversato il fiume tante volte, mi ha detto che non c’era il pericolo di malaria e che bastava un semplice repellente. E quindi se già ero poco propenso a fare la profilassi, dopo ne ero più che certo. A bordo poi ho chiesto qui e là. Brasiliani: nessuno ne ha mai fatto. Turisti stranieri: quasi tutti l’avevano fatta, con grande gioia delle case farmaceutiche europee. Comprate il Lariam, comprate. In Brasile ora è più pericolosa la Dengue, malattia portata da un’altra zanzara per la quale non esiste profilassi o vaccino. Solo prevenzione. E quindi repellente e abiti lunghi la sera sono la soluzione più efficace.

  Nell’ostello di Belem ci siamo solo io e Bruce, un simpatico australiano sui 65 anni con il quale usciamo insieme l’unica notte passata a Belem. Simpatico perché, nonostante la sua età, fa le stesse cose che ho visto fare ad altri ragazzi australiani incontrati: beve birra ad una velocità tale che faccio fatica a stargli dietro, fa lunghi viaggi ogni anno e mi accenna anche alle sue avventure amorose in viaggio! E inoltre con Bruce prendiamo lo stesso traghetto per Manaus

  • 18423 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Parole chiave
Commenti
  1. Ádnei Marinho
    , 11/11/2011 15:07
    Salve!
    Complimenti per il coraggio di andare in questa aventura.
    Per chiarire un po il tuo racconto, alcune osservazione:

    1) "...e due specie di fave grandi i cui semi si succhiano. Il nome del frutto è irripetibile." Il nome di questa fruta e inga`

    2) Il Samba, il brega. Il brega non e tipico paraense, divene soltanto il ritmo piu comerciale ormai. Pero dobbiamo tenerci che il carimbo, siria , sirimbo e lambada sono naturale dell Para.

    3) Sulla scuola, quelo che hai detto viene a essere un terribile pregiudizio. Come in Italia anche ci sono liceo che fano finta di insegnare, dove si puo anche comprare gli esami in aticipo prima di farlo, delle mane del insegnante. Pure in Brasile la educazione publica oggi e rovinata, per cio tutti si sforzano per pagarae scuole private e riuscire a avvere un posto in Universita Publica (in Brasile la scuola privata e le Universita publiche sono le migliore opzione)

    Una altra volta: complimenti per la avventura!
  2. mino 49
    , 30/11/2010 04:11
    complimenti Pietro per il tuo racconto, coinvolgente e affascinante....spero di leggere altre tue esperienze. PS: con Nazare' come e' andata a finire?
  3. mino 49
    , 30/11/2010 04:09
    complimenti Pietro per il tuo racconto, coinvolgente e affascinante....spero di leggere altre tue esperienze. PS: con Nazare' come e' andata a finire?

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social