SALVADOR DO BAHIA 2007: il candomblé e la capoeira

Salvador è la città sudamericana che ha conservato più forti le origini africane di gran parte dei suoi abitanti. Durante gli anni dello schiavismo oltre 4 milioni di neri africani sbarcarono a Salvador per essere venduti come schiavi nel centro ...

  • di Pietro
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Salvador è la città sudamericana che ha conservato più forti le origini africane di gran parte dei suoi abitanti. Durante gli anni dello schiavismo oltre 4 milioni di neri africani sbarcarono a Salvador per essere venduti come schiavi nel centro storico del Pelourigno, splendido e antico quartiere dove ho alloggiato in questi giorni. E’ stata quindi doverosa una visita all’interessante museo Afro-Brasileiro che, oltre ad una collezione di antichi manufatti africani, ricordava la storia dello schiavismo in sud America.

Anche la visita alla antica chiesa di Sao Francisco è stata importante, perché dopo questa chiesa ho deciso di non visitare più altre chiese cattoliche! Basta, le trovo tutte uguali e quindi noiose. Per quanto riguarda la semplice visita trovo più interessanti le chiese buddiste, più ricche, curiose e allegre delle nostre tristi e scure chiese cattoliche.

  Cucina, religione, musica e danza sono i campi in cui l’influenza africana è molto forte. E riguardo alla religione mi ha lasciato abbastanza sconcertato assistere ad una funzione domenicale di “Candomblè”. Cos’è? Il Candomblè è una religione afrobrasiliana formatasi in Brasile (ma anche in altri stati sudamericani) all’arrivo degli schiavi neri dall’Africa, quando gli vennero vietate le varie tradizioni africane e quindi, per cercare di conservarle, vennero fuse dagli schiavi con quelle locali e cristiane.

Anche la Capoeira è nata così, originalmente un’antica arte marziale africana, camuffata poi in danza in quanto anch’essa proibita dalle autorità locali.

Oggi il Candomblè è riconosciuto e anche sovvenzionato dal Governo brasiliano, e viene praticato da 2 milioni di brasiliani (molti dei quali cattolici).

Ci son due modi per assistere, a Salvador, a una funzione di Candomblè: modo 1) si va in un’agenzia di viaggi locale e si compra una visita con guida locale più trasporto, per una cifra non inferiore ai 50 R$ (18€); modo 2) si va alla Bahiatursa, l’ufficio turistico nazionale, che in un paio di minuti scrive in un fogliettino data e indirizzo della funzione più vicina. Poi si va in autobus. Costo 1,80 R$ (0,75 €), il costo dell’autobus. Inutile specificare quale scelgo! :- ) Ma, ogni volta che in Brasile si sceglie un’opzione più economica, aumenta inevitabilmente il consumo di... adrenalina! L’autobus infatti, dopo un’ora di viaggio, mi scarica alla periferia di Salvador, all’ingresso di un quartiere popolare, alle 9 di sera quando è già notte da un pezzo. E, come se non bastasse l’atmosfera già cupa, ci si mette prima l’autista del bus a dirmi che è una zona pericolosa, soprattutto per uno straniero da solo, poi alcuni passanti a cui chiedo informazioni. Uffa, uffa e uffa, alla fine tutte queste malelingue finiscono per intimorirmi e farmi venire il dubbio su se continuare o tornare indietro. Scelgo di continuare ancora un po’, ormai sono qui e non andrà peggio di altre situazioni simili già incontrate. Scorgo una piccola folla che sta uscendo da una chiesa e mi avvicino, loro sono sicuramente innocui. E non solo sono innocui, sono anche gentilissimi in quanto due di loro si offrono di accompagnarmi per farmi passare nelle vie più sicure. I brasiliani in quanto a gentilezza non temono confronti! Dopo mezz’ora di cammino arriviamo. Entro nel cancello, oltre il quale c’è un cortile e una grande casa illuminata fuori da torce accese. All’ingresso mi viene dato il benvenuto, mi viene indicato dove sedermi e mi avvisano che è proibito fare foto e filmare. Acc, l’avessi saputo prima non avrei rischiato di portare la macchina fotografica in giro la notte. Ok, niente foto, cercherò di descrivere a parole la strana serata alla quale ho assistito. Serata che, nel terzo millennio, non mi sarei mai sognato di incontrare in un paese moderno come il Brasile. E alla fine mi rimarrà il dubbio se fosse tutta una finzione o se chi partecipava ci credesse veramente. La seconda però è più probabile

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