Bahia e Pernambuco

Brasile: spiagge e luoghi incontaminati accanto a città indemoniate, gente amabile e ospitale in un ambiente spesso ostile a dispetto delle bellezze naturali in cui è immerso. Salvador de Bahia: I miei primi nove giorni scorrono tra i vicoli del ...

  • di Edson
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Brasile: spiagge e luoghi incontaminati accanto a città indemoniate, gente amabile e ospitale in un ambiente spesso ostile a dispetto delle bellezze naturali in cui è immerso.

Salvador de Bahia: I miei primi nove giorni scorrono tra i vicoli del Pelourinho, centro storico della città, e l’isola paradisiaca a due ore di barca del Morro de Sao Paulo. Appena arrivato a Bahia alloggio in una pousada a Itapoà, spiaggia lunga e sabbiosa con locali notturni animati, ma presto mi accorgo che non c’è più quella poesia cantata da Vinicius de Moraes e Caetano Veloso e mi dirigo nel centro della città dove spero di trovare la musica e l’atmosfera che mi hanno fatto scegliere il Brasile come meta del mio viaggio oltreoceano.

Seguo le tracce dei personaggi descritti da Jorge Amado nei suoi romanzi e visito il Museo a lui dedicato, rivedo quei volti affacciati alle finestre, riassaporo quella cucina e riascolto quella musica che mi avevano fatto viaggiare con la fantasia in questa terra, e penso a come doveva essere bello vivere qui ai tempi di Dona Flor.

Ragazzi improvvisano show di Capoeira per le strade, e il suono delle percussioni è dappertutto, i ritmi della madre Africa sono la colonna sonora di Bahia e la festa della dea del mare, Yemanjà, il due di febbraio, è un compendio di tutta la cultura e il folklore, oltre che della religiosità di questo grande Stato del Brasile.

Salvador de Bahia è un mondo di musica e rumore, festa e dolore difficile da dimenticare, il suo golfo visto dalla parte superiore della città spesso mi appare solo chiudendo gli occhi ogni volta che ci ripenso.

Porto Seguro: una notte in un confortevole bus e sono a Porto Seguro, proseguo per Arrajal d’Ajuda, e lì mi fermo per cinque giorni, che giudicherò poi pochi. Qui le spiagge sono davvero incantevoli, alcune, Trancoso e Caraiva, si raggiungono dopo alcune ore di sterrato, e per questo conviene noleggiare un dune-buggy o una moto da enduro, ma ne vale davvero la pena. Arrajal è una tranquilla e deliziosa località arroccata su un colle che sovrasta le spiagge con una dinamica vita notturna e ristoranti etnici di ottimo gusto, negozi di souvenir e artigianato in un ambiente cosmopolita. Ilheus: a metà strada per Salvador, la città natale di Amado. Arrivo due settimane prima del Carnevale ufficiale ma la sera sul lungomare è già Carnevale in piena regola, da non poterci dormire la notte per il frastuono, c’è la fila sotto il mio albergo al varco sorvegliato all’ingresso della piazza da dove sfilano i carri e i gruppi in maschera. La domenica mattina piove, ed è tutto chiuso, perfino la chiesa apre alle sei del pomeriggio, ma la sera riesplode la festa. Sono in Rua Jorge Amado, nel quartiere Jorge Amado, a due passi dal Bar Vesuvio, narrato da Jorge Amado, dove ieri ho cenato, aria decadente e nessuna traccia di Gabriela, la protagonista del romanzo qui ambientato. Amado e Gabriela però appaiono in un murale del Bar Vesuvio, ma non c’è odore di garofano né di cannella...Ci sono invece bancarelle e luna park, esibizioni di samba e capoeira, fiumi di caipirinha e birra ad intrattenere i tanti accorsi sulla strada verso il porto. Resto qui due giorni e mezzo, poi ritorno a Salvador. Tre giorni ancora nella capitale dello stato di Bahia per visitare le chiese di Sao Francisco e di Ns Senhora do Bonfim e per bagnarmi nelle spiagge di Boa Viagem e Itaparica, e tornare nei locali del centro e fuori città per della fantastica musica dal vivo e per gustare ancora l’ottima cucina baiana

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