Ritorno a Capo Verde

Boavista, isola dei colori incantevoli

  • di silviana
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Questa è la seconda volta per me nell’arcipelago di Capo Verde, sono passati esattamente dieci anni dalla prima.

Viaggio con famiglia la prima settimana di giugno 2011 nella splendida isola di Boavista; la prima volta ero andata all’Isola di Sal, la principale dell’arcipelago che oggi è un pochino più turistica rispetto a 10 anni fa quando Capo Verde non era conosciuta ai più. Non è da molti anni che esiste l’aeroporto a Boavista, è piccolo, comodo e con sala d’aspetto all’aperto, il nostro Hotel-Villaggio Riu Karamboa a soli 2 Km dall’aeroporto era semplicemente stupendo, la Riu è una catena spagnola e il tour operator che gestisce questo Hotel in Italia è Francorosso. Nonostante la grandezza e i numerosi ospiti, questo Hotel non risulta essere mai affollato, personale molto gentile, pulizia eccellente, cortesia, animazione stupefacente con spettacoli diversi e di alto livello ogni sera, musica di sottofondo sempre piacevole e mai assordante, grande varietà per quanto riguarda il cibo con menù tematici e molta attenzione ai dettagli. Basti pensare che durante la vacanza, ho compiuto gli anni ed al mio ritorno in camera ho trovato una bottiglia di spumante con biglietto di auguri, insomma non è proprio da tutti e fa piacere. L’Hotel è davvero gigantesco, anche se bisogna dirlo si differenzia estremamente dal paesaggio che lo circonda e non rappresenta di certo lo stile di vita degli abitanti dell’isola anche se dà tanto lavoro agli stessi.

A Boavista appena si esce dall’Hotel, si riesce ancora a respirare e a vivere in maniera molto semplice, qualche negozietto di souvenir in città e casette basse e molto colorate, l’ambiente è circondato da sabbia, ghiaia e tanta polvere, le strade asfaltate sono davvero poche e il miglior mezzo di trasporto sono i quad, i pick up oppure dei furgoncini. La segnaletica stradale è pressoché inesistente, quindi si consiglia un autista esperto oppure una guida che vi accompagni a scoprire le meraviglie dell’isola. Boavista come tutte le isole dell’arcipelago non gode di grande ricchezza, anche se le persone hanno una grandissima dignità e sono molto disponibili nei confronti del turista, a loro però non manca davvero nulla; ci sono sempre chiese e scuole anche nei piccoli centri e ritengono molto importante l’educazione. Si parla il creolo ma a scuola si studia e si parla il portoghese, visto che Capo Verde è stata una colonia del Portogallo fino al 1975 quando è divenuta indipendente. Qui non troverete nessun monumento da visitare, è una meta per gli amanti della natura e delle tradizioni culturali. L’unico aspetto negativo forse sono i rifiuti buttati un po’ dappertutto ai margini delle strade con la conseguente presenza di numerosissimi cani randagi assolutamente innocui.

Boavista è l’isola di Capo Verde meno popolata di tutto l’arcipelago, la capitale Sal Rei è il centro più abitato, qui ci sono molti africani emigrati soprattutto dal Senegal che dista solo 500 Km, i Capoverdiani ci tengono molto a distinguersi proprio perché si considerano molto discreti rispetto agli africani, infatti la maggior parte dei venditori ambulanti anche da loro non sono di Capo Verde.

Capo Verde è molto ventosa, ci sono spesso dei bei nuvoloni ma non fateci caso, vi scottate comunque, quindi consiglio anche se avete la pelle scuretta di proteggervi bene.

Che cosa abbiamo fatto? Iniziando sempre con colazioni davvero sostanziose, il luogo si prestava molto bene al relax: sole, mare piuttosto freddino e interminabili passeggiate sulla battigia; la spiaggia davanti all’Hotel conosciuta come Praia De Chaves è lunga solo 9 Km corta eh? L’animazione è molto discreta, non vi stressano, le attività ci sono e sono soprattutto vicino alla piscina che è immensa, fra l’altro c’è anche un pool bar molto carino. Il mare è davvero bellissimo, più sui toni del verde che dell’azzurro, non è un luogo adatto allo snorkeling, proprio perché il fondale è tutto sabbioso e non si vede granchè; spesso il mare data la presenza del vento è un po’ mosso quindi… Per esplorare è necessario immergersi con le bombole

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