Agadir: una piacevolissima scoperta marocchina

Impossibilitati ad andare per la prima volta a Sharm, causa rivoluzione in corso, siamo stati dirottati in Marocco ad Agadir. E' stata una bella esperienza, non di mare, ma di cultura!

  • di CarLux
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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Dal Mar Rosso al Marocco … una serendipity!

febbraio 2011

La nostra storia

Andiamo a prendere un po’ di sole in un posto caldo e non troppo lontano?”Ceeerrrto!” Decidiamo, quindi, per Sharm el Sheik. Prenotiamo un anonimo Villaggio Valtur che ci offre un ottimo prezzo all-inclusive. Non siamo proprio entusiasti della località, tipica meta della media borghesia italiana, però … cerchiamo il sole. E poi il mare, con la sua barriera corallina, dicono sia fantastico. Nel week-end, notizie tragiche ed allarmanti sulla rivolta popolare in Egitto, dopo la Tunisia, iniziano a rimbalzare dalle televisioni. Ahia! La rivolta dilaga. Non si capisce bene, ma sembra che anche a Sharm le cose non vadano così bene. E poi c’è la villa di Moubarak, proprio a Sharm (sembra) circondata da carriarmati. “Mo’ che famo???” E’ un bel problemino a due giorni dalla partenza. Frenetiche consultazioni con l’agenzia, finché emerge la proposta alternativa di Agadir, nel Marocco. Sìììì, insomma, potrebbe esser una soluzione. E poi c’è pochissimo tempo per decidere: vada per il Marocco.

Sorvoliamo le montagne della catena dell’Atlante; ma guarda c’è la neve sui monti!!! Finalmente la piana di Souss. Tanto verde, tanti alberi (sembrano olivi?!?), tante serre. E’ quasi il tramonto ed inizia a far freschetto. Sapevamo che c’è un forte escursione termica, però … . Speriamo nel sole di domani. Si arriva al Villaggio Valtur. Interessante a prima vista, soprattutto al tramonto. Palme, architettura piuttosto arabeggiante. Accoglienza tipica di un villaggio turistico. Bella stanza, con riscaldamento. Gran confusione a cena. E dopo cena? Ahimé, c’è l’animazione. Fuggiamo presto per buttarci tra le pezze. Andando a colazione sentiamo ancora un’arietta frizzante da maniche lunghe e golfetto. Ma, il caldo del Marocco??? La piscina è invitante, anche per i gabbiani (vedasi la foto per credere!!!). Proviamo timidamente a sdraiarci sui lettini. Carla si esibisce in una lezione di “ginnastica per riscaldamento”. In effetti ci vorrebbe, però quando spunta il sole arriva un bel tepore che si trasforma in calduccio e, finalmente, in caldo africano. Siamo bianchi, color lenzuola di bucato, perciò abbiamo deciso di passare una giornata tranquilla. Lux accenna timidamente ad un tuffo nella piscina semiriscaldata. E’ l’unico in tutto il villaggio però! Il pomeriggio lo passiamo passeggiando alacremente sul bel lungomare con fermata ad un bel bar per un immancabile thé alla menta, vanto locale. Cammina, cammina, cammina, arriviamo fino alla Marina. Spazi larghi, palme, tramonto avvincente e di nuovo un venticello fresco che inizia a penetrare sotto gli abiti. Prendiamo però una grande decisione e cioè di aderire alla proposta Valtur di una gita giornaliera a Marrakesch. L’unica cosa che un po’ spaventa è l’alzataccia alle 05.30: ma noi semo forti!!!

A Marrakesch

Partenza, appunto, all’alba, almeno per noi che siamo con il fuso orario di Roma, cioè un’ora avanti. Abbiamo davanti a noi tre ore e mezzo abbondanti di bus, per fortuna quasi tutto in autostrada. La guida inizia a descrivere il territorio: lunga disquisizione sui tanti alberi che credevamo fossero ulivi, visti dall’alto. E invece no! sono alberi di Argan, sai quelli del famoso olio d’Argan appunto. La piana ne è piena, ma anche salendo in montagna se ne vedranno fino ai 1.300 metri. E’ la ricchezza del luogo da generazioni. L’olio si utilizza, sia per uso alimentare che soprattutto per la pelle. Lo proveremo sulle nostri pelli cotte dal sole con ottimo risultato. Si arriva finalmente a Marrakesch, città imperiale da cui ha preso il nome il Marocco (ma va?). Il luogo ha preso forma intorno all’Anno Mille in quanto collocato strategicamente sulla via carovaniera che dal Sud del Sahara portava fino al mare. Spezie, tessuti e gioielli berberi transitavano tutti per questa via. Primo reperto da visitare (da fuori) è la moschea di Koutoubia con un’alta torre da dove il muezzin, con voce stentorea, invitava i fedeli alla preghiera. E’ del 1187, cari miei ed ha dato lo stile a tutto il Maghreb ed anche a Siviglia nel Al-Andalus arabo. Proseguiamo nella visita addentrandoci nella Medina, cioè nella città cinta di mura per ben 13 Km.. Visitiamo una delle più belle case dell’epoca recente, 1800, e cioè la Palais Bahia appartenente ad una facoltosa famiglia locale

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