Tanzania tra mare e safari

Safari nei parchi del nord del Paese e mare a Zanzibar

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  • di cafabio2005
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro

Numerosissime le specie animali, tra cui spiccano grandi colonie di babbuini, cercopitechi e altre specie di scimmie, elefanti, giraffe e ben 380 specie di uccelli. Qui, durante il periodo da dicembre a marzo, stanziano nutriti stormi di fenicotteri rosa, che poi migrano verso il Lake Natron tra giugno e ottobre. Tra i predatori sono numerosi i leopardi e i leoni; questi ultimi, infastiditi dall’umidità del terreno e dagli insetti, hanno acquisito l’abitudine (piuttosto rara presso questi grandi felini e riscontrata solo in poche altre zone) di arrampicarsi sui rami degli alberi. Al termine del fotosafari si raggiunge Karatu, sulle Ngorongoro Highlands. Durante questo assaggio di safari, che dura al massimo 4 ore, abbiamo visto moltissimi animali ma, ripeto, bisogna prendere il Lake Manyara come un assaggio di quello che vedremo in seguito. Per la sera arriviamo al Karatu Country Lodge, hotel con uno splendido giardino con piscina, camere grandi e ben tenute e personale molto gentile e disponibile.

06 agosto

Partenza per il Serengeti, attraverso la Ngorongoro Conservation Area. Trascorreremo quattro giornate alla scoperta del Serengeti, la più famosa area protetta della Tanzania e una delle più famose al mondo.

L’ecosistema Serengeti ospita più di 1.500.000 gnu, circa 300.000 zebre, 500.000 gazzelle di Thompson, più di 2700 leoni, 1000 leopardi, 500 ghepardi, enormi mandrie di elefanti, eland, impala, antilopi d’acqua, giraffe, struzzi, genette, e i corsi d’acqua sono popolati da coccodrilli e ippopotami; sono più di 400 le specie di uccelli. I 15.000 kmq del Parco Nazionale del Serengeti costituiscono solo la porzione maggiore di un ecosistema più vasto, che include anche le Ngorongoro Plains (la regione pianeggiante a Nord Est del Cratere di Ngorongoro, che gioca un ruolo importantissimo nella celebre migrazione ed è amministrata dalla Ngorongoro Conservation Area) e il Maasai Mara (che si trova più a Nord, in Kenya). Qui l’orografia, la composizione dei suoli e, conseguentemente, il tipo di vegetazione, permettono avvistamenti di animali senza uguali in Africa. Il sottosuolo, costituito (soprattutto nella parte meridionale) da rocce vulcaniche, impedisce nella maggior parte del Serengeti la crescita di piante ad alto fusto e prevalgono le praterie, quindi l’ambiente aperto favorisce gli avvistamenti. Gli gnu e le zebre del Serengeti, sempre alla ricerca di nuovi pascoli e di acqua, sono gli attori del più grande movimento migratorio di animali selvatici al mondo: è la grande migrazione del Serengeti. Divideremo il soggiorno nel Parco in due aree: una notte nella celebre Seronera Valley e due notti nella regione settentrionale. Non posso descrivere il Serengeti e tutto quello che abbiamo visto in poche parole, ma è un parco che deve essere visto dagli amanti della natura come siamo noi. La prima notte l’abbiamo passata in un campo tendato, Kati Kati Camp, dove solo la tenda ci separava dagli animali che potevano passare liberamente nel campo. Noi non ne abbiamo visti ma i rumori del parco si sentivano chiaramente ed hanno reso questa notte veramente speciale.

Le altre due notti le abbiamo trascorse al Lobo Wildlife Lodge, nel nord del parco: un lodge grande, ben inserito nel paesaggio circostante, molto comodo per visitare questa parte di parco meno frequentata dai turisti. Nel Serengeti abbiamo visto tutti gli animali tranne il rinoceronte ma il risultato finale è stato eccezionale: decine e decine di leoni (almeno 80), 9 ghepardi, 3 leopardi, migliaia di gnu e zebre, centinaia di elefanti, centinaia di ippopotami, coccodrilli, gazzelle, antilopi di tutte le misure, iene, sciacalli, migliaia di avvoltoi, giraffe, struzzi, manguste, aquile di vario tipo ed una serie infinita di uccelli dei quali non ci ricordiamo i nomi. Non è assolutamente scontato che si veda tutto questo, abbiamo infatti parlato con altri turisti che hanno visto meno della metà di quello che abbiamo visto noi, ma la pazienza e l’abilità di Felix ci hanno permesso di vedere di tutto

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