Slow Tour in Nord Sardegna: tra rocce fatate e calette da sogno.

Viaggio alla scoperta di bellezze a portata di ruote, su un itinerario in parte pianificato e in parte scritto in itinere, on the road, seguendo ispirazioni estemporanee.

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  • di Bilbix
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

La vacanza di quest’anno nasce da un forzoso adattamento ad una situazione che nessuno di noi avrebbe mai pensato di vivere e che ha completamente stravolto ogni nostra abitudine del vivere quotidiano ed ora anche giocoforza del tempo libero e quindi delle ferie che ne costituiscono l’apice.

E così, vista l’emergenza ancora in corso, i possibili disagi legati a controlli, code o peggio, ulteriori clausure forzose per eventuali e intollerabili quarantene di ritorno, oltre a produzioni inusuali di certificazioni e quant’altro che renderebbero difficile, nonché stressante, anche quello che dovrebbe essere il tempo più bello dell’anno, abbiamo deciso di non muoverci dalla nostra bella regione, ma semplicemente di spostarci nel suo versante opposto.

E così, assieme alla mia amica Antonella abbiamo prenotato tramite internet un appartamento a Badesi che è stato il nostro punto d'appoggio per andare alla scoperta di alcune delle spiagge più belle della costa compresa tra Castelsardo e S. Teresa di Gallura.

Badesi è un piccolo paese in provincia di Sassari, abbarbicato su di una collina da cui domina la valle sottostante, la cui costa è delimitata da un’unica grande spiaggia che, con nomi e in comuni diversi, si estende per oltre dieci chilometri di lunghezza: sabbia bianca, dune in alcuni tratti e spazi infiniti; davvero nessun problema a mantenere le distanze di rito.

Il giorno dell’arrivo, decidiamo di visitare il borgo, con la sua chiesa moderna eppur ben decorata da un giovane sacerdote tuttofare e doti artistiche, dedicata al Sacro Cuore di Gesù, e le diverse stradine che la attorniano. Il paese si sviluppa sulla strada principale e poi s’arrampica su per la collina occupandone una buona parte. Le attività commerciali e i resort principali si trovano lungo questa dorsale. La sera prendiamo una pizza in centro in un locale ribattezzato Hollywood e dopo una passeggiata digestiva rincasiamo per prepararci alle prossime giornate balneari.

L’indomani mattina sostiamo alla spiaggia Li Junchi, la vera e propria spiaggia del paese, che si raggiunge velocemente dalla strada principale che collega la zona marina al centro urbano; questo spiaggione, vastissimo, prosegue fin quasi a toccare Isola Rossa, zona marittima in comune di Trinità D’Agultu, assieme alla confinante Li Mindi, disegnando una lunga mezzaluna bianca su un mare meravigliosamente azzurro, dove l’acqua t’avvolge dopo pochi passi.

Pranziamo a casa per staccare un po’ e nel pomeriggio piantiamo i nostri ombrelloni a Li Mindi, dove tra un bagno e l’altro aspetteremo di vedere il tramonto sul mare; un sole rosso fuoco, acceso, gagliardo, che viene letteralmente ingoiato dall’acqua all’orizzonte, uno spettacolo che da solo vale l’intero viaggio.

Il 25 luglio ci attende la spiaggia chiamata Li Cossi incastonata tra le enormi e maestose rocce rosse della Costa Paradiso, a pochi chilometri da Badesi. E’ stato un po’ complicato raggiungerla per via di segnalazioni assai lacunose, ma dopo vari tentativi imbocchiamo finalmente la strada giusta. Attraversiamo così alte colline che precipitano su un mare fantastico e percorriamo a scendere il villaggio della costa Paradiso che risulta letteralmente arrampicato su queste rocce e la discesa a mare risulta alquanto ripida. Risolto poi il problema del parcheggio sempre presente in zone battute dai turisti, specie durante le ultime settimane di luglio, per quanto quest’anno non ci sia stato il pienone, siamo convinti di aver raggiunto anche la nostra meta. Invece, a sorpresa, ci dicono che per arrivare alla spiaggetta nascosta tra le rocce bisogna percorrere un sentiero di oltre quattrocento metri lungo le pareti delle stesse, e superare così la collina per ridiscenderne l’altro lato e finalmente approdare alla spiaggia dopo aver disceso anche una fortunosa scalinata: non c’è che dire, l’avventura non è mancata, ma la bellezza del luogo ha ripagato l’immensa fatica di percorrere quegli avallamenti stracarichi di bagagli marini, quali appunto sdrai, zaini, borse frigo, ombrelloni e via discorrendo

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