Reims à toutes jambes!

Una città da visitare anche di corsa

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  • di Andrea Misuri
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 5
    Spesa: Fino a 500 euro
 

A metà ottobre si corre “Reims à toutes jambes!”. Anche quest’anno con la partecipazione di oltre dodicimila podisti da tutta la Francia, e non soltanto. Con Gabriele, Marco, Roberto e Giulio partiamo da Firenze alle dieci di sera. Viaggiamo tutta la notte e tredici ore dopo siamo davanti all’Hotel Cecyl, 24 rue Buirette, all’angolo con place Drouet d’Erlon. Un buon hotel, tipico francese, con le vecchie, cigolanti scale a chiocciola in legno per raggiungere i piani. Per la camera doppia con la colazione si spendono 69 euro. Altre volte mi sono fermato a dormire al Centre International de Sejour, Esplanade André Malraux. Un Centro studentesco aperto a tutti. Sempre in due, si pagano 53 euro a notte.

C’è chi tra noi non è mai stato a Reims. Si coglie l’occasione per ripercorrere il classico tour della città. Per prima la Cattedrale di Notre-Dame, esempio assoluto del gotico maturo. Qui sono stati incoronati i re di Francia, fino a Carlo X nel 1825. Il tetto e parte della chiesa subirono gravissimi danni dai bombardamenti tedeschi della Prima Guerra Mondiale. Un episodio che, nonostante i successivi restauri, è rimasto profondamente impresso nel ricordo degli abitanti. Del 1974 sono le vetrate della cappella assiale dell’abside dipinte da Marc Chagall. Sul portale sinistro della facciata fermatevi a osservare la statua dell’Angelo del sorriso. Enigmatico e dolcissimo insieme, è il simbolo di Reims. Davanti alla Cattedrale, una lapide testimonia dove Charles De Gaulle e Konrad Adenauer firmarono la riconciliazione tra la Francia e la Germania l’otto luglio 1962, alle ore 11,02. A fianco si trova il Palazzo del Tau – così chiamato per la sala principale a forma di “T” – dove i re alloggiavano alla vigilia dell’incoronazione, oggi sede del Museo dell’Opera. Sul lato opposto della piazza, la Cattedrale si specchia nelle grandi vetrate della nuova Mediateca intitolata a Jean Falala, sindaco molto amato degli anni Ottanta. Simbiosi urbanistica tra l’antico e il contemporaneo che si ritrova spesso in Francia. Più in là, la statua equestre di Giovanna d’Arco, ricorda che qui la pulzella d’Orléans incoronò Carlo VII nel 1429. Il monumento è periodicamente preso di mira dai soliti ignoti con il furto della spada che stringe nella mano.

Sosta per il pranzo a Le Bon Moine, 14 rue des Capucins. Una brasserie ancora vecchia maniera, il banco all’entrata, i tavolini stretti l’uno all’altro, frequentata dai lavoratori e dagli abitanti del quartiere. All’uscita, ci fermiamo a vedere il cantiere della tramvia. I binari tagliano le vie del centro, e tanti abitanti non sono ancora convinti. Comunque, dopo un acceso dibattito che ha diviso la cittadinanza, i lavori – partiti un paio di anni fa – si stanno per concludere rapidamente. Sei mesi di prova, poi l’inaugurazione prevista per l’11 aprile 2011.

La prima fermata pomeridiana è da Nicolas, 16 rue Etape. Vi si trovano vini di ogni regione, ampia la scelta degli champagne e dei distillati. Daniel Gonzales ci accoglie come ogni volta con grande cordialità. Il sorriso accattivante appena nascosto da un bel paio di baffi, la parlantina fluviale dalla quale traspaiono passione e competenza. Se avete un dubbio qualsiasi, incerti tra un beaujolais e un bordeaux, oppure tra i diversi cinquanta grands crus alsaciens, stiate certi che Daniel è in grado di risolverlo. Pochi passi e ci s’infila da Armand Thiery, 18 rue de Vesle. Abbigliamento femminile elegante a prezzi contenuti. Le nostre patners sono rimaste a Firenze. Acquistiamo loro dei foulards, ultimi arrivi dell’attuale stagione. Ne scelgo uno dalle morbide sfumature rosse e nere.

A Reims si trovano le Maison di un gran numero di aziende produttrici di champagne. Sedi di rappresentanza, spesso veri e propri musei visitati da un flusso costante di turismo interno e dei Paesi confinanti. Tra tutte, assolutamente da non perdere è la Domaine Pommery, 5 place du Général Gouraud. Voluta da Madame Louise Pommery in stile elisabettiano, fu inaugurata nel 1878. La scalinata mozzafiato scende per trenta metri nelle cave di gesso gallo-romane. I 116 scalini ci portano in un intreccio di 120 cave collegate tra loro da una rete di gallerie – ognuna il nome di una città in omaggio ai principali clienti - lunghe 18 km. Uno spettacolo unico.

La sera, in compagnia di amici di lunga data come Dominique e Gerard, andiamo a vedere la partita di calcio Stade de Reims – AC Ajaccio. La squadra di casa naviga nella zona bassa della classifica della Ligue 2 (la seconda serie), che in Francia gioca il venerdì sera. Il sogno sarebbe di fare un giorno come il Brest, città da quest’anno in Ligue 1 e già primo in classifica. Anche Reims è città di media grandezza come l’altra, sulle rive dell’Atlantico freddo e nebbioso. In comune anche il colore delle maglie: biancorosse. E poi va ricordato che in passato, lo Stade de Reims è stata una compagine di prima grandezza continentale. Nella seconda metà degli anni Cinquanta fu battuta due volte dal Real Madrid nella finale di Coppa dei Campioni. Vi giocavano il centrocampista Raymond Kopa e il centravanti Just Fontaine, rivelazione dei Mondiali del 1958 in Svezia. Nel doppio confronto con i madrileni, s’incrociarono con campioni ancora più forti, per anni imbattuti nelle competizioni europee, guidati da due attaccanti quali Alfredo Di Stefano e Francisco Gento

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